Svezia non accadeva dal 1749, ora gli uomini sono più delle donne

La Svezia famosa per i suoi impegni per mettere le donne in condizioni di parità con gli uomini, sta vivendo un cambiamento d’equilibrio di genere che ha colto il paese di sorpresa: per la prima volta dalla tenuta dei registri iniziata nel 1749, ora ha più uomini che donne.
Gli svedesi non sanno cosa fare con  questo improvviso surplus di sesso maschile, che è molto inusuale in Occidente, dove storicamente le donne sono state in maggioranza in quasi tutti i paesi. Potrebbe essere un’avvisaglia di quello che avverrà in Europa con le variazioni della speranza di vita e le migrazioni che potrebbero incidere sulla demografia.
Francesco Billari demografo dell’Università di Oxford e presidente dell’Associazione europea per gli studi sulla popolazione, ha detto: «Questo è un fenomeno nuovo per l’Europa, come ricercatori non avevamo considerato quest’aspetto».
Il punto di non ritorno in Svezia è accaduto nel marzo dello scorso anno, quando le statistiche sulla popolazione hanno evidenziato 277 uomini più delle donne. Tomas Johansson, un esperto della popolazione presso la SCB agenzia nazionale di statistica, ha detto:
«Il divario da allora è cresciuto fino a oltre 12.000 uomini, mentre questo dato è ancora piccolo in una popolazione di quasi 10 milioni di persone, non è irragionevole sospettare che la Svezia in futuro avrà un grande surplus di sesso maschile».
Le donne europee nonostante un tasso di natalità naturale in rapporto di circa 105 maschi per ogni 100 femmine, storicamente hanno oltrepassato gli uomini perché vivono più a lungo. L’analisi di statistiche nazionali e comunitarie sulla popolazione pubblicata da Associated Press, suggerisce che le donne per i futuri decenni rimarranno in maggioranza in molti paesi europei, anche se il numero di uomini per 100 donne conosciuto come il rapporto tra i due sessi (da un punto di vista biologico, al momento della nascita, il rapporto tra i due sessi è di 105÷106 maschi ogni 100 femmine), sta lentamente aumentando in tutta Europa e rapidamente in alcuni paesi del Nord e Centro Europa.
Il surplus di sesso maschile in Norvegia è oscillato nel 2011, quattro anni prima della Svezia; in Danimarca e Svizzera il rapporto tra i due sessi è di 100, mentre la Germania (ha avuto un deficit innaturale di uomini dopo due guerre mondiali), ha visto il suo salto di rapporto tra i sessi da 87 nel 1960 a 96 l’anno scorso, nello stesso periodo il rapporto tra i sessi della Gran Bretagna è salito da 93 a 97. Le statistiche dei funzionari britannici prevedono che gli uomini entro il 2050 saranno in maggioranza.
I ricercatori non hanno una chiara idea di ciò che accade a una società in cui la popolazione diventa più maschile. Tomas Sobotka dell’Istituto di Demografia di Vienna, ha detto che, in teoria, un surplus di sesso maschile potrebbe da una parte aumentare il potere contrattuale delle donne, consentendo loro di essere più esigenti al momento di scelta di un partner, dall’altra andare  incontro a un rischio maggiore di molestie da parte di maschi frustrati che lottano per trovare una compagna.
Il rapido aumento di maschi in Svezia in appena dieci anni, non previsto dagli esperti, ha scatenato il dibattito tra alcune femministe circa il potenziale impatto che avrà sulle donne in uno dei paesi più egualitari del mondo (la concezione politica che sostiene la necessità dell’uguaglianza giuridica, economica e sociale dei cittadini).
Le statistiche dei funzionari dicono che principalmente il cambiamento demografico della Svezia  non solo è dovuto agli uomini che in termini di aspettativa di vita si sono messi al passo con le donne, ma anche al significativo impatto degli ultimi anni dipeso dall’arrivo di decine di migliaia di ragazzi adolescenti non accompagnati provenienti dall’Afghanistan, la Siria e il Nord Africa.
Il più grande surplus maschile della Svezia di 108 maschi ogni 100 femmine è nel gruppo di età 15-19 anni, lo squilibrio quest’anno potrebbe crescere fino a 115 e riflettersi nelle statistiche demografiche per il numero record di richiedenti asilo, tra cui più di 35.000 minori non accompagnati.
Valerie Hudson, direttore di un programma sulle donne, sulla pace e sulla sicurezza al Texas A&M University, ha detto:
«La situazione dovrebbe rendere più responsabili gli svedesi, la mia ricerca sul divario d’equilibrio tra sessi in Cina e India ha evidenziato più criminalità e violenza contro le donne, quello che sta succedendo in Svezia, nel corso di un breve periodo è una delle alterazioni più drammatiche della demografia che io abbia mai visto, sarebbe davvero comico se un paese che è considerato un faro dei diritti delle donne non stia prestando maggiore attenzione al problema, qualcuno in questo paese sta pensando se questa situazione potrebbe minare i benefici ottenuti dalle donne nel corso degli ultimi 150 anni?».
La percentuale di uomini in 28 nazioni dell’Unione Europea secondo l’agenzia di statistiche Eurostat sta lentamente aumentando, la portavoce Baiba Grandovska ha detto:
«Il divario con le donne è destinato a ridursi nei prossimi decenni soprattutto per la migliore speranza di vita degli uomini. Gli esperti dicono che gli uomini, in particolare in Europa occidentale, rispetto ai loro padri vivono una vita più sana perché bevono e fumano di meno, beneficiano di un migliore trattamento per le malattie cardiache. Nei paesi ricchi, gli uomini svolgono lavori più sicuri, si sono allontanati dalle attività estrattive e altre pericolose occupazioni».
Eurostat prevede che il divario uomo-donna scenderà sotto il milione nel 2080, queste proiezioni sono molto incerte, come ha dimostrato l’esempio svedese, nel 2003 la SCB agenzia governativa svedese responsabile per la produzione di statistiche, erroneamente aveva previsto che fino al 2050 non ci sarebbe stato un surplus di sesso maschile».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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