Perché i giovani single in Giappone non fanno più sesso?

E’ un concetto difficile da immaginare, un problema che sta portando ad una catastrofe nazionale. In un’epoca in cui la frequentazione è a portata di mano, una parte del mondo sta perdendo completamente l’interesse per le relazioni convenzionali. In un paese con più di 127 milioni di persone, pochissimi scelgono di andare ad un appuntamento, o addirittura di entrare in intimità con un’altra persona: infatti, il “disinteresse” a livello nazionale sta crescendo così rapidamente, che quasi la metà degli under 40 in Giappone sono ancora vergini.
Il sesso in sostanza, non è più una priorità per i giovani, la “sindrome del celibato” potrebbe avere effetti enormi al di là dei suoi confini. Stando ad un’indagine di The Feed di SBS, milioni di giapponesi sotto i 30 anni non si sono mai fidanzati, piuttosto, per l’intimità si rivolgono ai club di masturbazione o ai robot. Sebbene possa sembrare comico, tale tendenza in crescita è un problema che, secondo il governo, sta solo peggiorando, potrebbe avere conseguenze disastrose per il Giappone e per il mondo.
Il Giappone ha già uno dei tassi di natalità più bassi del mondo, con una popolazione che si è ridotta nell’ultimo decennio, si prevede che il tasso di natalità scenderà di un altro terzo entro il 2060.
Marc Fennell critico cinematografico australiano, giornalista tecnologico, personaggio radiofonico, autore e conduttore televisivo, presentatore di The Feed ha detto:
«Con i tassi di natalità ai minimi storici, i pannoloni per adulti sono quasi più venduti dei pannolini per bambini. La causa dell’astinenza è stata attribuita a una serie di settori che vanno dal porno, all’anime e persino all’uso di robot per il sesso. I giovani sono solo “troppo occupati” per avere un rapporto, o anche per fare sesso con un’altra persona».
Taiyo Hashimoto, 26 anni, single con reddito basato sul salario, dice che la sua giornata lavorativa di 15 ore significa che ha poco tempo per una relazione o addirittura per andare a un appuntamento:
«Dovrei finire il lavoro alle 19:00, ma praticamente ogni giorno faccio gli straordinari. Il lavoro è impegnativo, se la gente non ha interesse a cercare ragazze, semplicemente non ha ragazze, per questo le persone sono single.
Lavorando in un ufficio, l’obiettivo è fare carriera in azienda, il che spesso significa prendere l’ultimo treno per tornare a casa a mezzanotte dopo aver bevuto un drink con il mio capo. Lo devo assecondare, lui beve? Anch’io. Lui ne chiede un altro, anch’io. E’ quello si aspetta che io faccia.
Insieme al lavoro, il boom dell’industria del sesso offre ai giovani una serie di opzioni, dopo il lavoro con i colleghi vanno nei bordelli o nei saloni di massaggi, tutto fa parte del divertimento».
Il numero di persone single in Giappone in un’indagine svolta nel 2011 aveva raggiunto il massimo storico. La ricerca ha evidenziato che il 61% degli uomini non sposati e il 49% delle donne non sposate di età compresa tra i 18-34 anni non avevano alcun tipo di relazione; altri hanno ammesso di non essere mai usciti con una donna.
Ai Aoyama ex dominatrice è diventata terapista del sesso e delle relazioni. Conosciuta come “Love Queen”, ha detto:
«Il sesso liberamente disponibile nei club, non è il miglior incentivo per avere una tradizionale relazione. Ci sono molti posti in cui gli uomini possono divertirsi, non devono preoccuparsi di avere una ragazza.
I giovani giapponesi oggigiorno vivono in un mondo virtuale dove incontrano ragazze molto belle, una ragazza in carne e ossa fa paura, potrebbe disobbedire».
Le amministrazioni locali nel disperato tentativo di riportare i giovani nelle relazioni e nell’incontro con le persone, hanno creato servizi di appuntamenti veloci dove è possibile incontrare potenziali partner per tutta la vita. I singoli individui si presentano per avere più incontri, uno dopo l’altro, quando hanno finito, seguono le persone che trovano più compatibili. La pratica è conosciuta come konkatsu, o “caccia al matrimonio”, le autorità locali considerano il servizio come un passo importante per riportare il tasso di fertilità a livelli più elevati.
Ai Aoyama in conclusione ha detto:
«Concordo sul fatto che la cultura aziendale giapponese sta influenzando ciò che sta accadendo in camera da letto, e anche quando si tratta di trovare una persona. In effetti, se questa tendenza continua, il declino del tasso di natalità peggiorerà. Ritengo che il Giappone per superare il problema dovrebbe “adottare la poligamia”, coinvolgendo uomini per permettere a un certo numero di donne di partorire i suoi figli».
La cultura giapponese anche se ha ancora una forte influenza sull’uomo come capofamiglia, il matrimonio e l’avere figli, pochi vogliono sposarsi.
The Guardian riporta:
“Gli uomini giapponesi sono meno orientati alla carriera poiché è diminuita la sicurezza del lavoro a vita; le donne giapponesi tuttavia sono diventate più indipendenti e ambiziose, come Yuki Chizui chef di sushi. La signora ha 31 anni gestisce il primo ristorante giapponese di sushi con personale interamente femminile, tra il serio e faceto ha detto:
«Sono una donna forte, la mia ambizione è di abbattere le barriere di genere sul posto di lavoro, tema non popolare tra i potenziali pretendenti.
Posso incontrare uomini, ma il problema è che parlo molto, questo in qualche modo li scoraggia. Gli uomini per mantenere il loro potere, vogliono qualcuna più debole di loro, magra e fragile, morbida e femminile come una cameriera».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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