Nuovi test per misurare la fertilità maschile

In un momento in cui più della metà dell’infertilità maschile non può essere spiegata con i metodi attuali, un nuovo test sviluppato da Androvia LifeSciences è in grado di misurare la fertilità maschile. Il Cap-Score Male Fertility Assay è basato su una ricerca brevettata dal laboratorio Travis della Baker Institute for Animal Health e dal College of Veterinary Medicine della Cornell University, recentemente è stato oggetto di uno studio pubblicato lo scorso 24 settembre sulla rivista Molecular Reproduction and Development.
Alexander Travis, professore di biologia riproduttiva nel Dipartimento di Scienze Biomediche, direttore del nuovo programma di Master of Public Health di Cornell, co-fondatore e chief scientific officer di Androvia, ha detto:
«Tra tutti i test comunemente usati per misurare gli spermatozoi, il Cap-Score è l’unico che in prospettiva ha dimostrato di indicare la probabilità che un uomo generi una gravidanza».
Il nuovo test costituisce un importante miglioramento rispetto all’analisi dello sperma che da più di 50 anni è lo strumento diagnostico standard per l’infertilità maschile. Purtroppo la sua natura diagnostica non riesce a spiegare le cause dell’infertilità o a prevedere se lo sperma fertilizzerà effettivamente un ovulo. Il Cap-Score, di contro, quantifica la “capacità”, dei cambiamenti che avvengono all’interno di uno spermatozoo che gli permettono di fecondare.
Alexander Travis è stato il primo a identificare il ganglioside GM1 come biomarcatore dello stato di capacità di uno spermatozoo. I primi campioni clinici sono stati testati dal dottor Gianpiero Palermo, professore di embriologia in ostetricia e ginecologia presso Weill Cornell Medicine e membro del team di consulenza clinica di Androvia LifeSciences.
La combinazione di una solida scienza di base e di dati clinici umani preliminari ha portato la tecnologia concessa in licenza da Cornell ad Androvia LifeSciences per lo sviluppo di un test diagnostico commercialmente pratico.
Il Cap-Score in studi precedenti, ha differenziato tra gruppi di uomini fertili e uomini in cerca di assistenza per la loro fertilità, e retrospettivamente tra gli uomini che hanno avuto successo nell’inseminazione intrauterina (IUI) e quelli che hanno fallito.
Nello studio più recente, 208 campioni di sperma sono stati raccolti da uomini che avevano valutazioni mediche a causa di domande sulla loro fertilità. Oltre a sottoporli all’analisi tradizionale dello sperma, gli scienziati di Androvia hanno testato i loro campioni e li hanno assegnati prospetticamente a gruppi che, in base al loro Cap-Score, si prevedeva avessero una fertilità normale o bassa. I risultati clinici in seguito sono riportati per 91 di questi uomini.
E’ emerso che gli uomini con un Cap-Score normale avevano una probabilità di gravidanze 2.78 volte superiore rispetto agli uomini con un punteggio basso, e un tasso di successo 4.23 volte superiore al raggiungimento della gravidanza nel loro primo tentativo di IUI; al contrario, nessuno degli elementi dell’analisi come il nuoto o la concentrazione dello sperma, aveva alcuna relazione con la fertilità maschile.
I ricercatori poi hanno raccolto più Cap-Score e risultati clinici da un totale di cinque cliniche di fertilità e pratiche urologiche, tra cui il Ronald O. Perelman e Claudia Cohen Center for Reproductive Medicine and Infertility at Weill Cornell Medicine. Gli scienziati utilizzando i dati di 124 uomini, hanno generato una curva statistica che traduce un Cap-Score nella probabilità di generare una gravidanza.
Alexander Travis ha detto:
«Questa nuova capacità di diagnosticare lo stato di fertilità di un uomo e la capacità di generare una gravidanza permetterà ai medici di consigliare ai loro pazienti un viaggio personalizzato verso la genitorialità, utilizzando gli approcci più appropriati per loro.
Spero che alle coppie tali trattamenti mirati faranno risparmiare tempo, stress emotivo e denaro. Ciò è particolarmente importante per le pazienti che più avanti nella vita tenteranno di rimanere incinte, quando i tassi di concepimento sono ridotti».
I test Cap-Score sono a disposizione dei pazienti e dei medici in circa una dozzina di cliniche di fertilità in tutto il paese. Gli urologi utilizzeranno il Cap-Score anche per valutare come i diversi protocolli di trattamento, come gli integratori alimentari o la chirurgia, avranno un impatto sulla fertilità maschile. Altre potenziali applicazioni si estendono ben oltre gli studi medici.
La capacità di quantificare il processo che controlla la fertilità all’interno di una cellula spermatica può indicare la direzione di nuovi metodi contraccettivi maschili; aiutare le banche dello sperma a migliorare il modo in cui gestiscono e congelano lo sperma; dare nuove conoscenze di salute pubblica sulla salute e sul benessere maschile in generale; consentire alle aziende farmaceutiche di testare gli impatti fuori obiettivo dei nuovi farmaci.
Alexander Travisi in conclusione ha detto:
«In precedenza abbiamo dimostrato che lo stesso sistema di base può essere utilizzato in altre specie, compresi i bovini: se si considera che oltre il 90% dei prodotti lattiero-caseari siano prodotti da mucche inseminate artificialmente, il nuovo test potrebbe essere molto importante».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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