Chernobyl: Nuova tecnologia potrebbe decontaminare la radioattività in cinque anni invece di 24 mila anni

Exlterra (Eccellenza per la Terra), azienda svizzera focalizzata sulla produzione e commercializzazione di soluzioni tecnologiche sostenibili per l’ambiente, ha collaborato con State Specialized Enterprise Ecocentre (SSE Ecocentre), specializzata impresa statale ucraina responsabile delle radiazioni e del monitoraggio ambientale nella zona di esclusione di Chernobyl, è riuscita a ridurre le radiazioni nel suolo e nell’aria a Chernobyl.
La tecnologia chiamata Nucleus Separation Passive System (NSPS) è stata testata su un’area di 2,5 acri (1 ettaro) tra novembre 2019 e settembre 2020 e, alla fine di questo periodo, i livelli di contaminazione da radiazioni nel suolo sono stati ridotti del 37%, e nell’aria del 47%.
I turisti mentre oggi possono visitare il sito, ci vorranno almeno 24 mila anni prima che i contaminanti radioattivi si decompongano naturalmente. La nuova tecnologia di Exlterra, secondo i risultati del test, potrebbe ridurre tale periodo a circa 5 anni. La tecnologia NSPS per affrontare la grave contaminazione da radiazioni e accelerare la decomposizione degli elementi radioattivi, utilizza concetti di fisica delle particelle e di energia nucleare senza l’uso di sostanze chimiche o materiali dannosi per l’ambiente.
La tecnologia NSPS sfrutta in particolare le particelle ad alta velocità, note anche come positroni, per dirigere nel suolo questa forza naturale verso gli isotopi radioattivi e rompere i legami che li tengono insieme. Il processo è condotto in sicurezza sotto la superficie del suolo e nessuna radioattività viene rilasciata al suolo o nell’aria. Il positrone una volta che entra in contatto con l’isotopo radioattivo, si ricongiunge con un elettrone e annichila la materia radioattiva nella sua materia originale.
La metodologia e il processo di misurazione sono eseguiti da SSE Ecocenter, i livelli di radiazione sono stati misurati a distanze rispettivamente di 5 cm e 1 metro dal suolo, mentre il campionamento del suolo è stato eseguito a una profondità di 100 cm sotto la superficie. I radionuclidi misurati nel suolo erano cesio (Cs137), stronzio (Sr90) e americio (Am241).
I risultati completi dell’esperimento devono ancora essere annunciati, Frank Muller, CEO di Exlterra, ha affermato:
«Siamo sulla buona strada per raggiungere il nostro obiettivo a lungo termine di riportare la zona installata ai livelli di base o naturali cinque anni dopo il completamento dell’installazione».
Sergiy Kireiev, direttore generale dell’Ecocentro SSE di Chernoby, ha dichiarato:
«Questi risultati sono notevoli. È la prima volta in 35 anni che tale tecnologia è riuscita a ridurre in modo così significativo il livello di radioattività nel suolo e nell’aria, questa è una vera speranza per l’intera area, compreso il trattamento del sarcofago”.
Frank Muller nel sottolineare che la riduzione di 12 mesi dei livelli di radioattività consentirà loro di riportare l’area al suo stato originale in un periodo di 5 anni, ha affermato:
«Continueremo a offrire i nostri servizi per aiutare il sito di esclusione di Chernobyl, compresa l’area intorno al reattore n. 4. Rapidamente vogliamo anche offrire la nostra soluzione in altri siti problematici in tutto il mondo, tra cui Fukushima in Giappone. Possiamo evitare lo scarico di acqua radioattiva negli oceani e prevenire così una nuova catastrofe ecologica”.
Andrew Niemczyk presidente e CTO di Exlterra, ha dichiarato:
«Ciò che sembrava impossibile ora è una realtà. La tecnologia NSPS è un’innovazione che consente ai positroni di accelerare naturalmente in un sistema passivo per rimuovere le aree contaminate. Sfrutta le fonti energetiche rinnovabili presenti in natura per accelerare notevolmente il naturale processo di decomposizione dei contaminanti nel suolo. È questo ciò che rende unica questa invenzione: utilizza le energie naturali per risolvere l’inquinamento industriale senza ricorrere a sostituti chimici o manipolazioni del suolo».
La tecnologia NSPS oltre al trattamento della radioattività, può essere utilizzata anche per trattare altri tipi di contaminazioni del suolo, come metalli pesanti e sostanze perfluoroalchiliche (sono composti chimici prodotti dall’uomo, pertanto non presenti naturalmente nell’ambiente).
Andrew Niemczyk in conclusione ha affermato:
«Siamo solo all’inizio dell’applicazione virtuosa di tale tecnologia, come per le altre nostre tecnologie commercializzate con successo, abbiamo dimostrato di poter utilizzare le risorse della natura per sanare le ferite che le infliggiamo. Il denominatore comune delle nostre tecnologie, installate sottoterra, è l’uso di forze naturali e rinnovabili per ottenere tangibili risultati”.

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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