Cecità nel mondo

 Un aereo trasformato in clinica volante da Orbis, organizzazione umanitaria che vola intorno al mondo,  per portare la luce a chi ha il buio negli occhi

L’India, ha la più alta percentuale di popolazione non vedente nel mondo, una persona su quattro è cieca. Dieci milioni di persone hanno problemi alla vista; 6,5 milioni di persone, soffrono di cataratta, con un milione di nuovi casi ogni anno.
Al fine di affrontare questo problema il governo ha creato centri mobili di cura per gli occhi, noti come "Campeggi Cataratta".
Il campo d’applicazione dei centri d’attività, nel corso degli ultimi venti anni,  si è rapidamente sviluppato: comprende l’intervento chirurgico, la riabilitazione, la prescrizione e la distribuzione degli occhiali, la cura preventiva, l’istruzione e l’importanza di una buon’alimentazione. Tutto questo è completamente gratis.
I campi sono attivati in ogni località per 7-10 giorni; l’assistenza sanitaria  si basa su un team di  5-7 medici, infermieri e assistenti al reparto, in grado d’eseguire da 50 a 250 operazioni di cataratta. Il motivo che spinge medici ed infermieri ad impegnarsi maggiormente, mettendo in campo tanta energia, è collegato al fatto che la cataratta può essere curata e prevenire la cecità.
I medici indiani, ogni anno, eseguono circa 1,2 milioni d’operazioni di cataratta, insufficienti per coprire il crescente numero delle richieste che arrivano da migliaia di persone.

Foto storia (vedi link) del progetto Orbis
Un’organizzazione che sta cercando di aiutare a risolvere i problemi di cecità a livello mondiale, è il progetto internazionale Orbis, dove medici, infermieri, tecnici e altri professionisti, lavorano in ogni parte del mondo per combattere questa situazione.
Persone nel villaggio di Sultanpur, nell’attesa di essere visitate dai medici di Orbis. Un buon numero di persone con problemi agli occhi, ha camminato per più di venti chilometri per raggiungere il villaggio; per alcuni è il loro primo esame oculistico.
Operazione Cataratta – I chirurghi operano in condizioni estremamente limitate, sotto la luce di un comune faretto, anche se le operazioni sono relativamente semplici, i medici si preoccupano di più per le infezioni post operatorie.
Dopo l’intervento chirurgico – I pazienti sono portati in zone di recupero, sotto le tende, rimarranno qui fino a quando non saranno in condizioni stabili, per essere rimandati a casa.
Orbis ha trasformato un DC-10 in ospedale oculistico, quì operano, insegnano i progressi della chirurgia, la prevenzione e la tecnologia. Orbis è molto presente in India.  
Un bambino aspetta in un reparto ospedaliero in Delhi,  sperando di essere visto da un medico Orbis. Solo un numero limitato di persone sarà scelto per l’intervento. Purtroppo, molti saranno esclusi perché non ci sono chirurghi sufficienti per operare tutti.
Medici di Orbis, esaminano un bambino insieme con i loro colleghi indiani. I due gruppi dovranno decidere chi saranno i pazienti da operare e chi sarà escluso. Questa decisione, non è fatta solo per necessità (mancanza di medici), spesso i pazienti sono scelti per illustrare meglio, ai medici indiani,  l’insegnamento delle tecniche e procedure d’intervento agli occhi. È importante ricordare che Orbis, non è in grado di operare tutti i pazienti, per questo cerca di insegnare a più medici sul posto, le tecniche per svolgere al meglio il loro lavoro.
Durante il periodo di soggiorno nelle località del mondo, il personale di Orbis, chirurghi, medici ed infermieri, contribuisce con le specifiche competenze, ad istruire i rispettivi colleghi medici.
Il processo di selezione, dura diversi giorni, è svolto presso un ospedale cittadino. I pazienti scelti, saranno operati nella camera operatoria all’interno dell’aereo di Orbis. La fase dell’intervento chirurgico durerà una settimana, comprese le cure post operatorie. In questo periodo saranno effettuati 3-8 interventi chirurgici il  giorno. 
Tutte le operazioni sono eseguite in aereo. Il piano è diviso in tre locali. Il primo contiene la stanza per le visite oculistiche, l’aula insegnamento  e lo studio televisivo. Il secondo locale è adibito a sala operatoria; il terzo locale è per le prime fasi per il recupero post operatorio.
Quasi tutte le operazioni in microchirurgia. Orbis è orgogliosa di poter utilizzare nel suo aereo, le più recenti attrezzature tecnologiche disponibili. Per facilitare il processo d’apprendimento ai medici delle località in cui interviene, ha fatto installare telecamere all’interno del microscopio utilizzato per le operazioni, in questo modo i medici studenti, apprendono,  osservando esattamente ciò che vede il chirurgo e ascoltando quello che dice attraverso un microfono posto sotto la mascherina per spiegare le procedure e rispondere alle domande durante l’operazione. Questo è il motivo per cui l’aereo è dotato di un proprio studio televisivo, utilizzato anche per registrare tutte le attività dei medici di Orbis, per fornire materiale di studio al personale medico impegnato in questa lotta contro la cecità nel mondo.
Liberamente tradotto da Vitness Magazine

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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3 thoughts on “Cecità nel mondo

  1. Per fortuna c’è chi pensa e ci fa’ pensare a situazioni di questo genere..

    Ciao Patt…^^

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