Sicilia, portata alla luce la più grande villa romana risalente al II secolo aC

Gli archeologi hanno detto che la villa romana di 5.000 metri quadrati risalente al II secolo aC. è la più grande e più stravagante mai scavata. La Sicilia fu la prima provincia di là dell’Italia continentale a entrare sotto il controllo romano alla fine della prima guerra punica del 241 aC. L’impero nei successivi quattrocento anni era ben consolidato e la vita in provincia era perlopiù pacifica e produttiva.
La villa romana di Durrueli vicino alla città di Realmonte, in Sicilia, è un esempio del successo dell’impero in questa fase. E’ la più grande in Sicilia, ultimamente è stata completamente scavata, quasi 40 anni dopo il primo tentativo effettuato da archeologi giapponesi nel 1979.
La villa fu scoperta per la prima volta nel 1907, durante gli scavi per la realizzazione della ferrovia che, passando proprio per Realmonte, avrebbe attraversato la cittadina di Porto Empedocle collegando Agrigento a Siculiana.
E’ stata utilizzata la tecnologia di scansione 3D del sito per mappare l’intera villa e creare un modello per estendere la ricerca sulla storia e la funzione della villa.

Gli scavi più recenti sono stati eseguiti da ricercatori dell’Università del Sud della Florida, guidati da Davide Tanasi. E’ emerso che la villa è stata occupata continuamente per 500 anni tra il II e il VII secolo, durante questo periodo i suoi occupanti avevano costruito nuove mura, canali d’acqua, modificato la pavimentazione e le scale.
Il team ha scoperto una grande quantità di ceramica, comprese attrezzature per un forno. Tutto lascia supporre la presenza di una grande fabbrica per la produzione di ceramica, mattoni e piastrelle su scala industriale.

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