Le alghe modificate potrebbero dare un grande impulso alla produzione d’idrogeno pulito

L’idrogeno ha il potenziale di essere un combustibile pulito e sostenibile, le alghe producono idrogeno in piccole quantità. I ricercatori della Tel Aviv University (TAU) utilizzando l’ingegneria genetica, hanno modificato l’organismo, potrebbe consentire di produrre idrogeno algale su scala industriale.
L’idrogeno brucia in modo pulito, come sottoprodotto produce solo acqua, attualmente oltre il 90 per cento dell’idrogeno prodotto negli Stati Uniti proviene dai combustibili fossili. Fino adesso è stato creduto che le alghe per fotosintesi per pochi minuti possono produrre idrogeno solo all’alba, con conseguente limitate quantità di gas. I test di un team guidato dal Dott. Iftach Yacoby, capo del laboratorio di energie rinnovabili del TAU, hanno rivelato che le alghe in realtà producono idrogeno per tutta la giornata.
Ulteriori test hanno rivelato che l’idrogenasi, un enzima che reagisce alla presenza di ossigeno, è solidale alla produzione d’idrogeno dalle alghe. Il team attraverso la modificazione genetica è stato in grado di rimuovere l’ossigeno inducendo l’idrogenasi a mantenere la produzione con un conseguente incremento del 400% nella produzione d’idrogeno.
Il Dott. Iftach Yacoby ha detto:
«La scoperta dei meccanismi chiarisce che le alghe hanno un enorme potenziale sottoutilizzato per la produzione di combustibile a idrogeno. Il prossimo passo è come ottenere dalle alghe più enzima per aumentare la produzione a scopi industriali. L’idea è trovare enzimi sintetici in questo modo le alghe presto potrebbero pompare enormi quantità di carburante da combustione pulita.
Sono cresciuto in una fattoria, sognando l’idrogeno, coltivare l’energia dall’agricoltura è davvero la prossima rivoluzione. Ci possono essere altri modi per produrre idrogeno, ma questo è il più ecologico».

Pino Silvestri

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →

Lascia un commento