Pinze e cerotti per dire addio alle orecchie a sventola

Prendete questa notizia con le pinze, non si sa mai, perché il suggerimento arriva da due danesi (non sono loro gli autori delle vignette satiriche su Maometto); di questi tempi bisogna stare con le orecchie tese per leggere tutto quello che può ulteriormente infiammare gli animi, come il suggerimento provocatorio di chi incita a indossare  le t-shirt con le vignette su Maometto.
Lasciamo il provocatore e torniamo al lobo della questione per  "ascoltare" i due danesi.
«Per curare le orecchie ‘a sventola’ dei bimbi con meno di cinque anni d’eta’, non e’ necessario intervenire chirurgicamente. Sono sufficienti una specie di pinza e un cerotto, per rimodellare stabilmente i padiglioni auricolari».
E’ la cura ‘dolce’ (anche conosciuta come ‘metodo Auri’) proposta da Michael Miravet Sorribes e Mirko Tos, della Gentofte University (Hellerup). Hanno sperimentato questo metodo su 44 bambini, dai tre mesi ai cinque anni d’eta’, con un orecchio, o entrambe, che sporgevano lateralmente rispetto al cranio. I piccoli dovevano usare la pinza durante la notte per ‘distendere’ il punto in cui il padiglione auricolare si curvava, mentre, di giorno, dovevano appiccicare le orecchie alla testa con uno speciale cerotto biadesivo. La pinza veniva tenuta in media 4,3 ore a notte e il cerotto 8,9 ore ogni giorno. I risultati hanno mostrato che l’86% delle orecchie erano ‘raddrizzate’ in modo permanente. Infatti, mantenevano la ‘piega’ anche 10 mesi dopo il trattamento, con i genitori soddisfatti sia della cura che dei risultati. Anche perche’ i bimbi non avevano accusato grossi problemi (solo il 23% ha avuto una leggera e transitoria infiammazione delle orecchie).
Secondo i ricercatori, l’unico limite del metodo e’ che richiede costanza e impegno, sia dai genitori che dai bambini. Tuttavia, permette di risolvere precocemente e senza interventi chirurgici un’anomalia fisica che, altrimenti, puo’ creare problemi ai bambini durante le prime fasi di socializzazione.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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10 thoughts on “Pinze e cerotti per dire addio alle orecchie a sventola

  1. mia figlia è nata con due dita sovrapposte nel piedino. All’ospedale paventavano un’operazione chirurgica da effettuare a tre anni di età.

    Per fortuna un grande pediatra ci ha insegnato come metterle un certo cerottino sul mignolino, per spostarlo in fuori…

    Ora ha 10 anni, mai operata! :)))

  2. Geo Una fortuna aver incontrato quel pediatra, una soluzione semplice che ti ha fatto evitare di cadere nelle mani di chi ha solo interessa a operare per guadagnare tanti soldi.
    Momolina non dirmi che ti sei messa le mollette e il cerotto :-).

  3. Oh Jesus! Dopo la foto del cane/padrone (sto ancora ridendo nascosta sotto la scrivania), questo bellissimo bimbetto con le orecchie a sventola! Beh, se serve ad evitare l’intervento, ben venga. Il fastidio sarà lo stesso dell’apparecchio ortodontico che portavo da piccina. Con un po’ di pazienza, risultati assicurati! Ciao Patt, buona serata. Bax

  4. Grazia questo simpaticissimo amico a 4 zampe acquisisce maggior simpatia per queste sue orecchie che sembrano parlare con quel linguaggio tipico dei cani che riescono a farle muovere indipendentemente l’una dall’altra :-).
    Penelopez Il sacrificio vale farlo se il beneficio è quello di risolvere senza drastici interventi operatori.

  5. Yes, hai ragione. Però io ho subito la bellezza di 3 interventi per piedi piatti e alluce valgo.. avrei provato qualunque cosa, anche per anni, pur di evitare tutti sti tagliuzzamenti e martella-scalpella! (appropo: il riferimento della foto era quella che hai messo sul post del cane/dialetto, non questa qui sotto che è trooooppo simpatica! Non vorrei venisse frainteso).

  6. Lo so che le orecchie a sventola causano tanti complessi, ma sono così simpatici i “dumbo”!

    Baciotto*

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