Le ricerche Internet sul sesso hanno un picco nel periodo natalizio, correlate a più tassi di natalità dopo nove mesi

E’ stato spesso osservato con ironia che i tassi di natalità raggiungono il picco a settembre, con molti studi che citano i cambiamenti stagionali nella biologia umana per spiegare il “baby boom” post periodo natalizio. Ora una nuova ricerca degli scienziati dell’Università dell’Indiana e dell’Instituto Gulbenkian de Ciência in Portogallo ha scoperto che i picchi nelle gravidanze in realtà sono radicati nella società, non nella biologia.
Luis M. Rocha professore della IU School of Informatics, Computing and Engineering, ha collaborato allo studio, ha detto:
«L’ascesa su larga scala del web e dei social media, senza precedenti fornisce il potere di analizzare i cambiamenti nell’umore e nel comportamento delle persone. Questo studio a livello planetario è il primo a considerare la riproduzione umana riguardo agli stati d’animo e all’interesse delle persone per il sesso online».
Lo studio, pubblicato il 21 dicembre sulla rivista Scientific Reports, si basa su dati provenienti da 130 paesi, concernenti il sesso include termini di ricerca su Google dal 2004 al 2014 e il 10% di tweet pubblicati dalla fine del 2010 all’inizio del 2014.
L’analisi ha rivelato nelle ricerche web i picchi per l’interesse sessuale basato su un maggiore uso della parola “sesso” o di altri termini sessuali, significativamente aumentano durante le principali celebrazioni culturali o religiose: in linea di massima questi picchi nei paesi con dati disponibili sul tasso di natalità, corrispondono a un aumento delle nascite.
Inoltre, l’effetto è stato osservato in due culture diverse, con il picco maggiore che si è verificato durante le grandi feste natalizie: il Natale nei paesi a maggioranza cristiana e Id al-Fitr, la celebrazione che segna la fine del Ramadan, nei paesi a maggioranza musulmana.
L’uso di dati provenienti dagli emisferi settentrionali e meridionali è notevole poiché le analisi del passato tendevano a concentrarsi su aree geografiche più piccole negli emisferi occidentali e settentrionali. Il caso di Id al-Fitr, è rilevante perché la festività non si celebra ogni anno nello stesso giorno, di conseguenza cambia l’effetto misurato, seguendo un chiaro schema culturale.
I ricercatori poiché le stagioni sono invertite sui lati opposti del globo, e il picco dei tassi di natalità e l’interesse online per il sesso non cambiano in base alla geografia, hanno concluso che la relazione tra questi effetti non è correlata ai cambiamenti biologici causati da variazioni di luce, temperatura o disponibilità di cibo.
Luis M. Rocha spiega:
«Tra l’emisfero nord e quello sud del mondo non abbiamo assistito a un’inversione del tasso di natalità, non sembra che la gente sia lontana dall’equatore. Lo studio piuttosto ha rilevato che nelle popolazioni umane la cultura, misurata attraverso l’umore online, è il principale motore ciclico del comportamento sessuale e riproduttivo.
Il nostro team di ricercatori per comprendere il maggiore interesse per il sesso durante le vacanze, anche su Twitter hanno condotto un ricercato controllo delle scelte di parola nei tweet, noti come “analisi del sentimento”, per rivelare che, collettivamente, le persone sembrano sentirsi più felici, sicure e calme durante le vacanze: quando questi stati d’animo collettivi appaiono in altre occasioni durante tutto l’anno, l’analisi ha anche trovato un corrispondente aumento dell’interesse online per il sesso. E’ interessante notare che in materia di sesso online la festa americana del Ringraziamento e la Pasqua non hanno generato lo stesso umore e interesse.
Abbiamo osservato che il Natale e l’Id al-Fitr sono caratterizzati da distinti stati d’animo collettivi, correlati con l’aumento della fertilità. Forse le persone sentono una maggiore motivazione a procreare durante queste festività, quando è più vivo l’amore e il dono dei bambini. Il periodo natalizio è anche associato a storie sul Bambino Gesù e la Santa Famiglia, possono mettere le persone in uno stato d’animo amorevole, felice, familiare.
I risultati dello studio sono notevoli vanno oltre la curiosità sull’incremento dei bambini nati nove mesi dopo le festività. I risultati potrebbero aiutare i ricercatori della sanità pubblica a individuare le date migliori per lanciare campagne di sensibilizzazione che incoraggino il sesso sicuro nei paesi in via di sviluppo privi di dati affidabili sulla natalità.
La forte correlazione tra i tassi di natalità e le vacanze nei paesi in cui sono disponibili dati sul tasso di natalità, indipendentemente dall’emisfero o dalla religione dominante, suggerisce che queste tendenze sono verosimilmente valide anche nei paesi in via di sviluppo: per i ricercatori impegnati nel campo delle scienze sociali e delle politiche pubbliche questi tipi di analisi rappresentano una nuova e potente fonte di dati».

,
Pino Silvestri

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →

Lascia un commento