La privacy non impedisce alle persone di inserire il loro DNA su Internet per aiutare a risolvere i crimini

Sarah Lageson è assistente professore di sociologia e giustizia penale presso la Scuola di Giustizia Criminale della Rutgers University. Studia il sistema di giustizia criminale, la tecnologia e la disuguaglianza. L’attuale ricerca di Sarah esamina la crescita di dati di criminalità online, foto segnaletiche e casellari giudiziari che creano nuove forme di “punizione digitale”. Ha scritto:
«Gli americani stanno adottando l’uso dei database del DNA per risolvere i crimini, nel corso dell’ultimo anno il DNA presentato a siti web di antenati ha aiutato la polizia degli Stati Uniti a identificare gli assassini in diversi crimini irrisolti, tra cui il caso Golden State Killer.
La prassi ha sollevato alcune preoccupazioni circa l’accesso della polizia ai profili genetici di milioni di americani, con alcuni sostenitori della privacy che chiedono ai tribunali di vietare questa strategia investigativa.
E’ emerso che chi ha avuto la possibilità di partecipare attivamente al tema della giustizia penale spesso credono che la privacy non desta preoccupazioni, come dimostra la mia ricerca.

La gente ama contribuire all’indagine criminale non risolta
La polizia californiana ha utilizzato il sito web di genealogia GEDmatch per controllare il DNA di decine di omicidi e stupri commessi dal 1976 al 1986 dal Golden State Killer, portando all’arresto di Joseph James DeAngelo nell’aprile 2018.
Il fondatore Curtis Rogers mi ha detto che l’invio di DNA a GEDmatch – una fonte pubblica di profili di DNA inviati dagli utenti, creati per aiutare gli hobbisti della genealogia a indagare sui loro alberi genealogici – è aumentato costantemente da allora.
Circa un migliaio di nuovi profili sono caricati su GEDmatch ogni giorno. Il sito contiene oltre 1,2 milioni di kit di DNA inviati dagli utenti.
Tutti gli utenti che scelgono il suo portale pubblico sono avvertiti che le informazioni sul loro DNA possono essere ricercate dalle forze dell’ordine che indagano su un reato o che cercano di identificare una persona deceduta.
Curtis Rogers ha evidenziato che secondo la sua esperienza questa possibilità stimola, piuttosto che preoccupare, molti clienti. Riceve regolarmente e-mail da persone che vogliono pubblicare il loro profilo DNA su GEDmatch “in modo che possano aiutare a catturare i criminali, compresi quelli che potrebbero essere membri della loro famiglia, in modo che tutti i casi irrisolti possano essere risolti”.
CeCe Moore – forse è la scienziata più nota nel campo della genealogia genetica in espansione – in un anno ha aiutato le forze dell’ordine nell’identificare i sospetti in oltre 50 casi d’indagine criminale non risolta, sulla popolare pagina Facebook, pubblica aggiornamenti sui casi recentemente risolti. Mi ha detto:
“Vogliono essere parte della soluzione di questo problema, molti appartengono a Websleuths una comunità su Internet incentrata sulla criminalità e le persone scomparse. Forse il loro DNA potrebbe essere la chiave per risolvere un caso”.
CeCe Moore lavora con Parabon NanoLabs, una società di tecnologia del DNA che costruisce l’albero genealogico del DNA trovato sulla scena del crimine per aiutare la polizia a identificare i sospetti.
Parabon Steve Armentrout CEO di Parabon NanoLabs, ha detto:
“La gente ci chiede sempre, come posso portare il mio DNA in un posto dove voi ragazzi potete risolvere i casi?”.

L’etica del DNA pubblico
I kit di DNA domestici sono solo l’ultima tecnologia per aumentare notevolmente la partecipazione del pubblico al monitoraggio, alla prevenzione e persino alla risoluzione dei crimini.
Siti web come NextDoor hanno adottato il concetto di sorveglianza di quartiere – quando i vicini lavorano insieme per prevenire la criminalità – online. L’app Citizen avverte i cittadini circa le chiamate al 911 di crimini in corso nelle loro vicinanze, permette loro di caricare video dell’incidente. Oltre 700.000 persone su Reddit frequentano le discussioni sui casi irrisolti.
Investigatori dilettanti della comunità di Websleuths possono sfruttare la possibilità che il loro DNA aiuti a catturare un assassino, ma ci sono buone ragioni per fermarsi e fare il punto sulle preoccupazioni etiche sollevate da questa pratica.
Ricercatori di Technology Review del MIT hanno detto:
“Alla fine del 2018, nelle proprie case 26 milioni di persone avevano fatto un test di ascendenza con 23andMe, Ancestry o siti simili. Su questi siti non hanno caricato solo il loro DNA, hanno caricato anche quello di parenti, vicini e lontani.
Ciò espone milioni di persone che non hanno mai fatto un test del DNA a una possibile identificazione della polizia, sollevando complicate domande sul regolare procedimento. Poiché sempre più persone sono inserite in database genetici senza il loro esplicito consenso, le informazioni personali più sensibili diventeranno effettivamente pubbliche.
E’ evidente che un giorno, questi profili genetici potrebbero essere utilizzati dai datori di lavoro o dalle compagnie di assicurazione per valutare la salute degli individui, con conseguente discriminazione e stigmatizzazione”.

Voglio che sia catturato
Mettere il proprio DNA a disposizione delle forze dell’ordine può anche creare problemi di natura più riservata: in particolare, se un sospetto è catturato a causa del vostro DNA, questa persona è tecnicamente parte della vostra famiglia biologica. Si può diventare responsabile di mettere il proprio parente in carcere.
La genealogista genetica Cece Moore ritiene che ciò non scoraggi le persone:
“Vogliono che assassini, stupratori e serial killer spariscano dalla strada, contribuiscono con il loro DNA a GEDMatch o siti simili, queste persone sono disposte a fare sacrifici perché questo accada.
La loro logica è: “Se mio cugino di secondo grado è un serial killer, voglio che sia catturato. Voglio che la gente paghi per questi crimini, anche se è qualcuno cui sono vicino o che amo”.
Le ricerche confermano queste osservazioni. Lo studio pubblicato sulla rivista accademica PLOS Biology nell’ottobre 2018 ha evidenziato che il 79% dei 1.578 intervistati – alcuni dei quali avevano compiuto essi stessi un test del DNA domestico con 23andMe o altri siti di test genetici – supportano le ricerche della polizia su siti web come GEDmatch.
Gli intervistati sono stati i più favorevoli alle indagini per crimini violenti, crimini contro i bambini o persone scomparse, portando gli autori a osservare che “le violazioni della privacy percepite sembrano essere tollerabili quando lo scopo è di catturare autori di reati violenti o particolarmente depravati”.
Il continuo successo della genealogia genetica nel risolvere i casi irrisolti rafforzerà probabilmente questo sostegno pubblico. Parabon Steve Armentrout recentemente ha annunciato che i suoi servizi hanno risolto oltre “1.000 anni di casi irrisolti in nove mesi”. Le informazioni, fornite dall’azienda, non possono essere verificate in modo indipendente, nel frattempo, trasmissioni televisive popolari come 20/20 e il dottor Phil hanno iniziato a esplorare la genealogia genetica, ispirando un pubblico ancora più ampio a vedere il proprio DNA come il potenziale anello mancante in un crimine irrisolto.
I siti di genealogia dei consumatori con questo sostegno pubblico, e a meno di una norma rigorosa che limiti l’uso delle banche dati del DNA per risolvere i crimini, avranno probabilmente un ruolo sempre più importante nell’applicazione della legge».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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