Irrompe sul web Imhalal motore di ricerca islamico per far navigare i musulmani lontano da materiale peccaminoso

Welcome to ImHalal, first Islamic search engine filters out potentialy sinful material

Seven months in development, the search is available in 15 languages including Arabic, Chinese, Farsi and Turkish, as well as English.

When a search rates one or two on the haram scale, the user can still decide to take the risk and click through to the results. But a three-rated search yields no results, only the message: “Oops! Your search inquiry has a Haram level of 3 out of 3! I would like to advise you to change your search terms and try again.” Full text___________
Italian version
Irrompe sul web “Imhalal” primo motore di ricerca islamico per far navigare i musulmani lontano da incontri accidentali con materiale peccaminoso

Reza Sardeha, fondatore di AZS Media Group che gestisce il motore di ricerca, ha detto:
“L’idea è nata per le lamentele d’alcuni miei amici, quando facevano ricerche su Google o Yahoo, di tanto in tanto s’imbattevano in contenuti sessualmente espliciti.
Il nuovo motore di ricerca varato il 2 settembre è stato già utilizzato da 100.000 utenti. La mia ambizione è quella di far diventare Imhalal la prima pagina online per i musulmani nel mondo, devo raggiungere 100 milioni d’utenti”.
Imhalal sviluppato in sette mesi da una società olandese permette di fare ricerche in 15 lingue tra cui l’arabo, il cinese, l’iraniano, il turco e naturalmente l’inglese.
La ricerca si basa sui valori da 1 a 3 della scala “Haram” (consentito). L’utente, quando una chiave di ricerca è contrassegnata da 1 a 2 valori della scala, può decidere di correre il rischio di cliccare sui risultati.
I termini di ricerca non danno risultati quando il valore “Haram” è 3, appare solo il messaggio:
“Oops! La vostra richiesta di ricerca ha un livello di Haram 3 su 3! Vorrei consigliare di modificare i termini di ricerca e riprovare”.
Reza Sardeha, spiega:
“In realtà abbiamo avuto la sensazione che molti musulmani in Medio Oriente, prima del lancio Imhalal, evitavano Internet nel timore che i loro figli potessero entrare in contatto con materiale sessualmente esplicito.
Il filtro funziona prendendo in esame i termini di ricerca dell’utente. Parole riferite al sesso come “gay”, “lesbica” o semplicemente “sexy” sono bollate con un livello haram di tre; “birra” e “maiale” meritano un punto, mentre la parola “droga” è al limite di due.
Nessuna restrizione per coloro che sono interessati a termini come “dating” o “wrestling”, né sui concetti astratti generalmente ritenuti proibiti nell’Islam, come “ipoteche”, “suicidio” o “magia”, anche se il motore deve essere ulteriormente affinato, qualcuno ha già segnalato il problema con ‘bikini”.
AZS ha sviluppato il sito in collaborazione con studiosi islamici, dice che non entrerà in dispute teologiche sulla possibile colpevolezza di Facebook o della musica rock. E’ indirizzato ad un “musulmano moderato”.
I fondatori del motore di ricerca islamico da alcuni giorni sono impegnati in un acceso dibattito online, i blogger sostengono che il loro motore rappresenta una forma di censura.
Sardeha, risponde:
“Imhalal è la scelta del popolo, chi vuole effettivamente contenuti espliciti può facilmente scegliere un altro motore di ricerca”. 

 

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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