Il sensore Streetlight può tracciare l’inquinamento atmosferico localizzato

L’inquinamento atmosferico potrebbe presto essere misurato su ogni angolo della strada grazie a un piccolo nanosensore ottico, sviluppato presso la Chalmers University of Technology, in Svezia, può essere montato su un comune lampione.
I gas di scarico del traffico stradale sono responsabili della maggior parte dell’inquinamento da diossido di azoto nell’aria, un gas nocivo per la salute umana anche a livelli molto bassi.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità rileva che l’inquinamento atmosferico è il singolo più grande rischio per la salute ambientale in tutto il mondo.
Il nuovo nanosensore ottico è in grado di rilevare basse concentrazioni di biossido di azoto in modo molto preciso, fino al livello di parti per miliardo (ppb).
La tecnica di misurazione è costruita su un fenomeno ottico chiamato plasmonico, accade quando le nanoparticelle di metallo sono illuminate e assorbono la luce di determinate lunghezze d’onda.
Il sensore in questo momento è in fase di test su un lampione e sul tetto del Nordstan uno dei più grandi centri commerciali a Göteborg, in Svezia. I ricercatori hanno previsto che altri sensori presto saranno collocati lungo il percorso di Västlänken, un importante progetto di costruzione di una galleria ferroviaria, anch’esso a Göteborg.
Irem Tanyeli ricercatore della Chalmers University of Technology, ha detto:
«L’inquinamento atmosferico è un problema sanitario globale. Essere in grado di contribuire a una maggiore conoscenza e a un ambiente migliore è una grande sensazione, con l’aiuto di questi piccoli sensori portatili, può diventare più semplice ed economico misurare con estrema precisione le emissioni pericolose.
Il sensore aiuterà a tracciare dove sono le aree più inquinate in una città, potrebbe integrare le fiorenti tecnologie satellitari che sono utilizzate per ottenere un quadro più ampio di punti specifici dell’inquinamento atmosferico.
In futuro, speriamo che la tecnologia possa anche essere integrata in altre infrastrutture urbane, come semafori o autovelox, o per misurare la qualità dell’aria in ambienti chiusi».
Urban Flows Observatory, il centro di qualità dell’aria dell’Università di Sheffield, condurrà test sul campo, confrontando i risultati dei nanosensori con i dati di un certo numero di stazioni di riferimento britanniche. E’ interessata al test anche Stenhøj Sverige, società che sviluppa analizzatori di gas e fumo per le officine di riparazione automobilistica e le società d’ispezione dei veicoli.
Il professor Martin Mayfield dell’Osservatorio flussi urbani, ha detto:
«C’è una mancanza di piccoli sensori funzionali di biossido di azoto sul mercato. Troviamo interessante questa nano soluzione plasmonica, attendo con impazienza i risultati del test».
La nuova tecnologia dei sensori non si limita solo alla misurazione del biossido di azoto, può essere adattato anche ad altri tipi di gas.
Christoph Langhammer, ricercatore della Chalmers University of Technology, in conclusione ha detto:
«Il biossido di azoto è solo una delle tante sostanze che possono essere rilevate con l’aiuto di nanosensori ottici. Ci sono grandi opportunità per questo tipo di tecnologia».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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