I fisici propongono un nuovo metodo per difendere la Terra dagli impatti cosmici

Scienziati, astronomi e appassionati di tutto il mondo nel febbraio del 2013, seguivano con attenzione l’asteroide 2012 DA14, una roccia cosmica di circa 50 metri di diametro (ha “salutato” da vicino la Terra, alla distanza record di soli 27.700 chilometri), non si rendevano conto mentre si preparavano per seguire l’evento che accade una volta ogni diversi decenni, che un altro frammento di detriti celesti stava precipitando verso la Terra, con una direzione più diretta.
Il 15 febbraio 2013, la meteora di Chelyabinsk, un asteroide di circa 19 metri di diametro, è esplosa sopra la città di Chelyabinsk, in Russia, entrando nell’atmosfera terrestre con un angolo poco profondo. L’esplosione ha frantumato le finestre e danneggiato gli edifici, e quasi duemila persone sono rimaste ferite, anche se per fortuna nessuno è morto.
Philip Lubin, professore di fisica alla UC Santa Barbara, uno dei tanti scienziati che hanno anticipato l’appuntamento vicino alla Terra dell’asteroide 2012 DA14, ha detto:
«Si è scoperto che quel giorno stavano arrivando due asteroidi completamente indipendenti l’uno dall’altro, sapevamo che uno dei due avrebbe mancato la Terra. L’altro, non sapevamo nemmeno che stava arrivando».
Incidenti come questi, per Philip Lubin e gli scienziati come lui, sottolineano l’importanza di una solida difesa planetaria: il rilevamento, il tracciamento, la caratterizzazione e, in definitiva, la difesa contro asteroidi e comete potenzialmente pericolosi.
Gli eventi che minacciano la città come Chelyabinsk sono rari, accadono circa una volta ogni 50-100 anni, ma sono potenzialmente devastanti. Il più recente di questi eventi nel 1908 è stato quello di Tunguska, un’esplosione aerea sulla Siberia orientale che ha raso al suolo centinaia di miglia quadrate di foresta; ancora più rari, ma comunque possibili, sono gli oggetti che minacciano l’estinzione di massa, come l’impattatore Chicxulub, che spazzò via i dinosauri circa 66 milioni di anni fa, o la più recente (12.800 anni fa) esplosione aerea che causò incendi diffusi e l’inizio di un improvviso periodo glaciale un periodo della durata di poche migliaia di anni, caratterizzato da una terrificante variazione climatica, chiamato Younger Dryas.
È evidente che non si può escludere la possibilità che oggetti più grandi si avvicinino pericolosamente alla Terra nel prossimo futuro: Apophis, con i suoi 370 metri di diametro, dovrebbe fare un passaggio ravvicinato venerdì 13 aprile 2029, mentre Bennu, con 490 metri di diametro, dovrebbe effettuare un passaggio simile nel 2036, anche se non si prevede che colpiscano la Terra, cambiamenti relativamente piccoli nella loro orbita potrebbero farli entrare in sacche gravitazionali chiamate “buchi della serratura” che possono metterli su una traiettoria più diretta verso la Terra.
Philip Lubin ha detto: «Se passa attraverso il buco della serratura gravitazionale, generalmente colpirà la Terra nel prossimo giro».
Le strategie per la difesa planetaria sono progredite dalla ricerca di metodi migliori per comprendere le minacce, agli sforzi per deviare i potenziali pericoli e cambiare le loro orbite, compresa una strategia sviluppata dal team di Philip Lubin, ha proposto l’uso di laser per deviare gli oggetti minacciosi fuori dal percorso della Terra.
Philip Lubin e il co-ricercatore Alexander Cohen in due articoli sul tema della difesa planetaria pubblicati nella rivista Advances in Space Research, accompagnati da un articolo di opinione pubblicato su Scientific American, propongono un metodo più efficace per affrontare i pericolosi detriti spaziali extraterrestri. Il progetto si chiama PI-Terminale Difesa Planetaria, dove PI sta affettuosamente per “Polverizzalo”.

Prepararsi all’inevitabile: agire o non agire?
Philip Lubin ha detto:
«Spesso mentre diciamo che nella vita nulla è certo tranne la morte e le tasse, a questa frase ora possiamo aggiungere anche l’estinzione umana. C’è un grande asteroide o una cometa in agguato nel nostro sistema solare con scritto “Terra”, solo che non sappiamo dove sia o quando colpirà».
La Terra negli ultimi 113 anni, è stata colpita da due grandi asteroidi che avrebbero potuto minacciare la vita di milioni di persone, se avessero colpito una grande città. Tuttavia, l’umanità è stata fortunata.
I ricercatori, alla luce di questa minaccia molto reale, hanno detto che è il momento di pianificare ed eseguire seriamente un programma di difesa planetaria chiamato Programma “Polverizzalo”, permette un approccio logico e conveniente per il definitivo programma di protezione.

Dividere e conquistare
La chiave della strategia del Programma “Polverizzalo” è il dispiegamento di una serie di penetratori ad asta, possibilmente piene di esplosivi, poste sul percorso dell’asteroide per “affettare e tagliare” l’oggetto minaccioso. I penetratori ad asta – circa 10-30 cm di diametro e lunghi da 3 a 6 metri – dovrebbero frammentare il nucleo dell’asteroide o della cometa quando si schianta contro di loro a velocità estrema.
Fondamentalmente la strategia, invece di deviare l’oggetto, è quella di lasciare che i frammenti entrino nell’atmosfera terrestre. L’atmosfera può quindi assorbire l’energia e vaporizzare ulteriormente i frammenti delle dimensioni di una casa in piccoli detriti che non arriveranno a colpire la Terra. L’asteroide originale poiché ora entra nell’atmosfera come una grande nuvola composta di piccoli frammenti, essi distribuiscono spazialmente e temporalmente l’energia dell’impatto, in questo modo diminuisce la correlazione tra le onde d’urto create da ogni frammento. Ciò riduce notevolmente la minaccia da catastrofica a più di uno “spettacolo pirotecnico”, completo di luci e suoni.
Il ricercatore Alexander Cohen ha detto:
«Se puoi ridurre i grandi eventi, che sono pericolosi, in un mucchio di piccoli eventi che sono innocui, alla fine hai mitigato la minaccia».
Philip Lubin ha aggiunto:
«Ciò che è unico di questo metodo è che si possono avere tempi di risposta incredibilmente brevi, mentre un problema che hanno altre tecniche come i metodi di deviazione degli asteroidi è che sono fortemente limitati nei loro tempi di risposta, in altre parole, si basano sull’ottenere una risorsa per deviare la minaccia fino all’asteroide, molto prima che si avvicini alla Terra».
Il Programma “Polverizzalo” è stato creato per intercettare asteroidi o comete mentre si avvicinano alla Terra, e per obiettivi più grandi potrebbe colpire da veicoli di lancio che già esistono oggi, come il Falcon 9 di SpaceX e SLS della NASA.
I bersagli più piccoli come la meteora di Chelyabinsk, secondo i calcoli dei fisici, potrebbero essere intercettati solo pochi minuti prima dell’impatto utilizzando lanciatori molto più piccoli simili agli intercettori ICBM, mentre i bersagli che rappresentano una minaccia più seria, come Apophis, potrebbero essere intercettati solo 10 giorni prima dell’impatto. Tempi di intervento così brevi sono del tutto senza precedenti.

La migliore difesa è una buona offesa
I ricercatori hanno detto che un’altra parte del programma è considerare un metodo preventivo per proteggere il nostro pianeta. Philip Lubin ha detto:
«Così come ora ci vacciniamo per prevenire malattie future, in futuro potremmo “vaccinare” il pianeta utilizzando dispositivi simili ai penetratori ad asta come gli aghi di un vaccino per prevenire una catastrofica perdita di vite umane».
Lo stesso sistema può essere utilizzato per eliminare proattivamente oggetti minacciosi come Apophis e Bennu per proteggere le generazioni future.
Philip Lubin ha aggiunto:
«Non è ben considerato, oggetti grandi e minacciosi come gli asteroidi Apophis e Bennu sono estremamente pericolosi, se dovessero colpire, ognuno di loro ha un’energia all’impatto pari a tutte le armi nucleari della Terra messe insieme. Immaginiamo che tutto l’arsenale nucleare della Terra venga fatto esplodere in pochi secondi. Possiamo prevenire questo scenario con il Programma “Polverizzalo”».
Philip Lubin e Alexander Cohen hanno detto che il nuovo metodo, potrebbe rendere la difesa planetaria abbastanza fattibile con il Programma “Polverizzalo”, permetterebbe una logica tabella di marcia per un robusto sistema di difesa planetaria.
Philip Lubin ha detto:
«È possibile una risposta straordinariamente rapida, non vediamo alcun ostacolo tecnologico. È sinergico con l’attuale generazione di veicoli di lancio e altri che stanno uscendo, inoltre, il metodo sarebbe in grande sinergia con le future operazioni lunari, con la Luna che potrebbe agire come base operativa avanzata. L’umanità potrebbe finalmente controllare il suo destino e prevenire una futura estinzione di massa come quella dei precedenti inquilini della Terra che non si preoccuparono della difesa planetaria, i dinosauri».

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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