Facebook ha rovinato Instagram

Giulio Michelon  è un giovane imprenditore, designer digitale, co-fondatore di Belka, una società di progettazione e di software con sede in Italia. Ha scritto:
«Ho sempre amato Instagram. E’ stato il mio social network preferito da quando ho avuto uno smartphone. Sono stato felice quando è stato acquistato da Facebook e non è successo niente. Ero felice perché Facebook non aveva cambiato l’algoritmo, l’esperienza dell’utente era rimasta simile. Instagram per me significava istantanea in tempo reale, condivisione di foto con i miei amici.
E adesso? Ora l’ordine temporale è cambiato, non è più una Timeline di una rappresentazione lineare d’importanti eventi nell’ordine in cui si sono verificati, ma è un feed filtrato e riordinato. Mi sento molto triste per questo, voglio spiegare il motivo.

Il mio social network preferito di sempre
Instagram in assoluto è sempre stata la mia interazione preferita. Caricare una foto è un gioco da ragazzi, questo è molto importante quando voglio catturare il momento. Un’altra cosa è che tutti possono caricare solo una foto alla volta, ciò significa non intasare l’album con un milione di foto che nessuno potrà mai guardare. E’ come una macchina da presa cinematografica della vecchia scuola.
Mi piace la sensazione della vecchia scuola della macchina da presa cinematografica, soprattutto perché nei giorni nostri scattare una foto è troppo facile, significa che abbiamo milioni di foto salvate e nessuno ha davvero il tempo di guardare tutte quelle foto.
Ho tempo di guardare il mio feed Instagram, e anche la storia del mio profilo, quelle foto sono momenti, capsule di memoria che porta la mente a più di una semplice foto. Sono emozioni.
Sto cercando di spiegare il legame emotivo che ho con Instagram. Lo so, che può sembrare stupido, ma era il mio diario preferito, sento che è cambiato per sempre.

Facebook ha rovinato Instagram
Torniamo al tema principale di quest’articolo: Facebook ha rovinato Instagram. Perché lo sto trattando come un grande problema? Perché ho sempre pensato di Instagram come un supporto onesto. Non giudica nessuno, io ero il giudice, senza sforzo ho potuto seguire e smettere di seguire le persone. Se non mi piacciono le foto di qualcuno, smetto di seguirlo, a malapena riesce a notarlo.
Facebook, invece, per me da sempre è un luogo pubblico, le persone possono esprimere le loro simpatie, se il contenuto è interessante, arriva in cima. E’ lo spazio per un altro tipo di contenuto, io sono d’accordo con questo.
Ho capito che gli annunci stavano arrivando non appena Facebook ha acquistato Instagram, ma ancora una volta, ero d’accordo. Capisco che gestire Instagram è costoso, sono grato per gli sponsor che mi hanno permesso di mantenere gratuitamente il mio piccolo diario Instagram.
Oggi dopo aver aperto Instagram, ho iniziato a scorrere il feed, qualcosa non andava, i post sono stati riordinati senza alcun senso logico, non riuscivo a capire se già avevo guardato le foto dei miei amici o no. I post sono selezionati con un filtro, proprio come Facebook, si tratta di un profondo cambiamento nella filosofia di Instagram, non è più un media onesto, anche la parola “Insta” (istante) nel suo nome (Instagram) non è più vera.

Una macchina succhia tempo
Ora Instagram si propone di essere il fratello di Facebook: una macchina succhia tempo che deve rubare la più alta quantità del mio tempo per massimizzare l’esposizione dei suoi annunci. Ora per me è troppo difficile seguire quello che succede ai miei amici, non posso più farlo in tempo reale.
Instagram se prima era un luogo piacevole dove tutti potevano condividere le foto, ora è solo una macchina automatizzata, costruita con l’unico scopo di rubarmi il tempo, l’unica risorsa limitata che ho nella vita.
Non sono sicuro di quello che sta succedendo nel social media, quando ho iniziato, mi è piaciuto, ora sento che il loro unico obiettivo non è di tenermi in comunicazione con i miei amici ma di rubarmi tutto il tempo che possono. Stanno lottando per ottenere la mia capacità di attenzione, solo per nutrirmi con più annunci pubblicitari. Sono proprio come la televisione».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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