Esistono persone che ricordano ogni istante della propria vita, un fenomeno noto come ipermnesia autobiografica, o ipertimesia. I ricercatori descrivono la straordinaria vita mentale di una ragazza di 17 anni

Ricordare gli eventi passati nei minimi dettagli, rivisitarli metodicamente e rivivere le emozioni del passato: questa è la peculiarità delle persone con una memoria eccezionale della propria vita, nota come ipermnesia autobiografica, o ipertimesia. Nonostante il suo fascino, questa condizione resta poco esplorata: ogni nuovo caso come quello di una ragazza di 17 anni, offre preziosi spunti di comprensione.
I ricercatori del Paris Brain Institute , del Memory, Brain, and Cognition Laboratory e del Memory, Brain, and Cognition Laboratory (LMC²) in un recente articolo pubblicato sulla rivista Neurocase, descrivono la straordinaria vita mentale di una ragazza di 17 anni.
La memoria autobiografica si riferisce alla nostra capacità di ricordare esperienze che hanno plasmato la nostra vita fin dall’infanzia. Consiste in ricordi emotivi e sensoriali di luoghi, momenti e persone, nonché in un insieme di informazioni fattuali – come nomi e date – che ci permettono di orientarci quando cerchiamo di ricordare un episodio del passato.
Per la maggior parte di noi, questi ricordi sono più o meno vividi a seconda di quanto siano antichi o di quanta importanza gli attribuiamo. Grazie alla natura dinamica della memoria, perdono nitidezza nel tempo, svaniscono completamente o vengono parzialmente riscritti. Ma un piccolo numero di persone – solo una manciata di casi sono stati descritti nella letteratura scientifica – ha accesso a una tale ricchezza di dettagli autobiografici da poter collegare eventi specifici a qualsiasi data del calendario.
Valentina La Corte, professoressa di ricerca presso il Laboratorio di Memoria, Cervello e Cognizione dell’Università Paris Cité, ha affermato:
«In questi individui, noti come ipertimesici, i ricordi sono accuratamente indicizzati per data. Alcuni saranno in grado di descrivere in dettaglio cosa hanno fatto il 6 luglio 2002 e di rivivere le emozioni e le sensazioni di quel giorno».
Avere ricordi della nostra vita ci permette di costruire una narrazione di noi stessi e di stabilizzare il nostro senso di identità. La memoria autobiografica è quindi associata a un tipo di coscienza chiamata “autonoetica”, che ci permette di intraprendere un viaggio mentale nel tempo per rivivere eventi passati, proiettarci nel futuro o in situazioni immaginarie.
Laurent Cohen, neurologo e co-responsabile del PICNIC Lab presso il Paris Brain Institute, ha affermato:
«Le persone ipertimestiche possono viaggiare nel tempo con la mente con straordinaria facilità e intensità. Studiare questo funzionamento cognitivo atipico potrebbe aiutarci a comprendere meglio il funzionamento della memoria autobiografica, nonché i disturbi neurologici che la influenzano».

Un palazzo della memoria per organizzare i ricordi
L’ipertimesia secondo i casi riportati nella letteratura scientifica e i resoconti dei media, è spesso descritta come una capacità angosciante: ricordi dolorosi, persino traumatici, possono accumularsi in modo incontrollabile, alcuni individui si sentono anche sopraffatti da informazioni aneddotiche inutili.
Valentina La Corte e Laurent Cohen, hanno esaminato il caso di TL, una ragazza di 17 anni che sembra avere un controllo significativo sul modo in cui accede ai suoi ricordi.
TL distingue due tipi di memoria. Da un lato, la sua “memoria nera” corrisponde a conoscenze enciclopediche acquisite principalmente a scuola e non ha alcun significato emotivo particolare. Dall’altro, i ricordi della sua vita sono organizzati in uno spazio mentale sofisticato – una sorta di palazzo della memoria – che può visualizzare a richiesta. Questi sono archiviati per tema e in ordine cronologico in raccoglitori, conservati in una stanza dal soffitto molto basso che lei chiama “la stanza bianca”. TL li scorre mentalmente per recuperare episodi legati alla sua vita familiare, alle vacanze, agli amici o agli oggetti dell’infanzia. Alcuni ricordi sono persino conservati sotto forma di messaggi di testo o fotografie.
TL usa strumenti di rappresentazione mentale per isolare i ricordi legati a emozioni negative come tristezza, dolore o angoscia, ad esempio, la morte del nonno è custodita in una cassa all’interno della stanza bianca. Utilizza anche due stanze adiacenti: una stanza “ghiaccio” che usa per placare la rabbia, una stanza “problemi” per riflettere sulle difficoltà e una “stanza militare” popolata da soldati, apparsa nella sua mente quando suo padre lasciò casa per arruolarsi nell’esercito.

Valutazione della memoria autobiografica
I ricercatori non dispongono di strumenti solidi per verificare l’affidabilità dei ricordi ipertimestici, soprattutto quando riguardano periodi di tempo distanti. Come il resto della popolazione, gli ipertimestici sono inclini a falsi ricordi e distorsioni mnestiche.
Valentina La Corte e Laurent Cohen hanno utilizzato l’Episodic Test of Autobiographical Memory (TEMPau) e il Temporal Extended Autobiographical Memory Task (TEEAM), che valutano la facilità con cui le persone riescono a viaggiare mentalmente nel tempo, la ricchezza dei ricordi che riportano e il modo in cui si relazionano alla propria narrazione.
I loro risultati indicano che TL rivive momenti della sua vita con eccezionale intensità e vividezza. A volte, come osservatrice esterna, a volte come protagonista, riesce a riesaminare i dettagli da diversi punti di vista. I ricercatori quando le hanno chiesto di immaginare eventi futuri, ha fornito una quantità insolitamente ricca di informazioni temporali, spaziali e percettive, ben oltre ciò che una persona comune può produrre.
Queste osservazioni rafforzano l’idea che il viaggio mentale nel futuro si basi su meccanismi simili a quelli utilizzati nell’esplorazione cosciente del passato. In entrambi i casi, le informazioni sensoriali sembrano svolgere un ruolo cruciale.

Nuove strade per la ricerca
Laurent Cohen ha affermato:
«L’ipermnesia autobiografica sembra anche strettamente legata alla sinestesia, una condizione neurologica in cui l’elaborazione di una modalità sensoriale coinvolge almeno due sensi. Ad esempio, i sinesteti possono sentire i colori, vedere i suoni o assaporare la musica. Anche se TL non è sinesteta, diversi membri della sua famiglia lo sono. Sarebbe interessante esplorare questa associazione».
Alcuni studi suggeriscono che l’ipertimesia sia associata a un’iperattivazione delle reti cerebrali coinvolte nella memoria autobiografica e in alcune aree visive. Tuttavia, non sono state ancora riscontrate differenze neuroanatomiche tra gli ipertimesici e gli individui con memoria normale.
Valentina La Corte ha affermato:
«È difficile generalizzare i risultati sull’ipertimesia, poiché si basano solo su pochi casi. L’invecchiamento influenza la memoria di questi individui? Le loro capacità mentali di viaggiare nel tempo dipendono dall’età? Possono imparare a controllare l’accumulo di ricordi? Abbiamo molte domande e tutto è ancora da scoprire. Ci aspetta un entusiasmante percorso di ricerca».

,
Avatar photo

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →