Biomarcatore individua pazienti a più alto rischio di coaguli legati al Covid-19

Nessun aspetto dell’infezione da SARS-CoV-2 è stato più sorprendente o problematico dell’elevato rischio di coagulazione del sangue, una preoccupazione che durante la pandemia è stata associata a un grave Covid-19, spesso caratterizzato da eventi di coagulazione che hanno portato a ictus, infarto e danni agli organi.
Il team di scienziati medici di una dozzina di istituzioni negli Stati Uniti ha fatto due scoperte che modificano il trattamento: è emerso che anche i pazienti con malattia moderata possono sviluppare coaguli di sangue pericolosi per la vita; devono essere preventivamente identificati e trattati. Lo stesso team di ricercatori medici ha individuato il modo più efficace per affrontare il problema della coagulazione, una scoperta che potrebbe avere conseguenze positive in tutto il mondo nel trattamento del Covid-19 e nel suo impatto sul sangue.
Alex Spyropoulos, professore presso il Feinstein Institutes for Medical Research di Manhasset, New York, ricercatore principale dello studio, ha scoperto che i pazienti moderatamente malati, ricoverati in ospedale dopo una diagnosi di Covid e che avevano livelli ematici elevati di una proteina nota come D-dimero, erano particolarmente a rischio di grumi pericolosi.
Alex Spyropoulos insieme al suo team, ha scoperto che il trattamento di questi pazienti con una dose elevata dell’anticoagulante chiamato eparina a basso peso molecolare (Lmwh) riduceva significativamente il rischio di formazione di coaguli e morte.
Il farmaco è disponibile in tutto il mondo, secondo la ricerca, l’utilizzo è un modo conveniente per prevenire coaguli e decessi. È previsto che i risultati di questa ricerca cambieranno la procedura medica, influenzando il metodo in cui i medici identificano e trattano i pazienti Covid-19 ospedalizzati, potenzialmente invertendo il corso della malattia e aumentando la loro sopravvivenza.
Alex Spyropoulos e il suo team hanno pubblicato la ricerca nella rivista Jama Internal Medicine, hanno sottolineato:
«I pazienti solo perché sono ricoverati in ospedale con sintomi moderati di Covid-19 non significa che sono a minor rischio di coaguli di sangue pericolosi per la vita. Lo studio è stato in grado di identificare un eccellente biomarcatore, il D-dimero alto, non solo ha predetto una popolazione di pazienti ricoverati Covid-19 ad alto rischio, ma anche quelli il cui rischio è stato limitato dall’uso preventivo dell’anticoagulazione terapeutica con eparina per la tromboprofilassi».
Il D-dimero è un prodotto di scissione della fibrina, che è strettamente coinvolta nella coagulazione del sangue. La fibrina si forma attraverso l’azione della trombina proteasi sul fibrinogeno, che lo porta a creare un polimero. La fibrina polimerizzata si combina con le piccole cellule note come piastrine e altri residui cellulari per formare un coagulo.
Il D-dimero come prodotto di scissione, è un piccolo frammento proteico nel sangue dopo che un coagulo ha subito un attacco enzimatico attraverso la fibrinolisi, un processo che cerca di impedire la crescita dei coaguli. Il dimero prende il suo nome, chimicamente, ha due frammenti ‘D’ della proteina fibrina. La quantità di D-dimero presente nel sangue può essere determinata da un esame del sangue per aiutare a diagnosticare i coaguli.
La trombosi si riferisce alla formazione di coaguli, ostruzioni che sono state una causa perniciosa di disabilità e morte durante tutta la pandemia. La tromboembolia venosa, o VTE, per esempio, si riferisce ai coaguli che si sviluppano in una vena, come nella trombosi venosa profonda. L’embolia polmonare si riferisce a un coagulo che può raggiungere i polmoni, e la tromboembolia arteriosa, o ATE, descrive i coaguli che possono causare ictus ischemico o infarto miocardico e attacchi di cuore, condizioni mediche presenti tra gli adulti ricoverati in ospedale a causa di Covid-19.
Alex Spyropoulos ha detto:
«Il virus può danneggiare direttamente l’endotelio causando l’endotelite, una risposta immunitaria all’interno dell’endotelio nei vasi sanguigni, così come la risposta dell’ospite, che in individui predisposti, si manifesta con una condizione iperinfiammatoria e una tempesta di citochine, attivando il processo di coagulazione così come le piastrine».
Le piastrine sono piccoli frammenti di citoplasma sferici o a forma di dischi appiccicosi, circolano nel sangue e aiutano il corpo a formare coaguli, questi sono utili quando chiudono una ferita, ma potenzialmente letali quando si coalizzano con altri fattori nel sangue.
I ricercatori per lo studio clinico randomizzato hanno reclutato 253 pazienti Covid-19 adulti ospedalizzati con livelli di D-dimero più di quattro volte il limite superiore alla norma. I pazienti sono stati reclutati nello studio anche con una diagnosi di eccessiva coagulazione indotta da sepsi, sono stati studiati dall’8 maggio 2020 al 14 maggio 2021 in 12 centri accademici in tutti gli Stati Uniti.
Il tromboembolismo e la morte nei pazienti sono stati del 28,7% per quelli a cui è stata somministrata una dose terapeutica di eparina a basso peso molecolare, che, ancora una volta, è una dose elevata che misura quattro volte l’attuale standard di cura. Il tromboembolismo e la morte sono stati del 41,9% per i pazienti trattati con dosi standard di cura, o eparine a dose intermedia.
Alex Spyropoulos, che ha lavorato con un team internazionale supplementare in un ramo dello studio riportato nella rivista Thrombosis Research, ha affermato:
«Lo standard attuale è in vigore da circa 30 anni nei pazienti ricoverati in ospedale, compresi quelli con polmonite e sepsi».
Il beneficio del trattamento dalla terapia con eparina a basso peso molecolare non è stato osservato in pazienti che erano gravemente malati che richiedevano cure in terapia intensiva, è una scoperta emersa durante la ricerca che può essere compresa nel contesto dei risultati.
Alex Spyropoulos ha affermato:
«I pazienti erano in condizione troppo avanzata nel loro stato iperinfiammatorio / tempesta di citochine / coagulopatico per vedere qualsiasi benefico effetto del trattamento aumentando il dosaggio di eparina. Il nostro studio ora presenta dati convincenti, per questo nei pazienti ad alto rischio, ospedalizzati con D-dimero elevato, dovremmo utilizzare dosi terapeutiche di eparina per prevenire i coaguli. È questo un importante cambiamento nelle linee guida degli ospedali».

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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