Riciclaggio: il nuovo polimero recupera facilmente l’oro dai rifiuti elettronici

La caratteristica che impedisce il riciclaggio dei rifiuti elettronici è l’effettivo processo di riciclaggio. Attualmente alcuni metodi utilizzano grandi quantità di energia per fondere i componenti, ma la chimica potrebbe fornire alternative allettanti. La nuova ricerca pubblicata nella rivista  Proceedings of National Academy of Sciences condotta da Yeongran Hong del Korea Advanced Institute of Science and Technology coinvolge una sostanza chimica che ha una particolare predilezione per l’oro, è in grado di recuperare tutto l’oro disciolto dalle schede di circuito stampato, sottoposte a un trattamento acido per liberare i suoi materiali. La sostanza chimica dopo aver separato l’oro, è pronta per un nuovo utilizzo.
La procedura dei ricercatori per recuperare l’oro si basa su un composto organico chiamato porfirina. Legato insieme in un polimero, forma tanti piccoli pori che, dinamicamente, possono accogliere un atomo di metallo. È questo il tipo di struttura che i chimici hanno elaborato per aiutare il riciclaggio.
I ricercatori hanno sottoposto il loro polimero a diversi test per stabilire su quali metalli funzionava meglio. È emerso che è più più efficace con un piccolo numero di metalli preziosi, in particolare l’oro. Rispetto al numero di pori nel polimero, hanno scoperto che catturava circa 10 volte più atomi d’oro; per altri elementi come il platino, ogni poro poteva ospitare un solo atomo. Tale comportamento è stato verificato da misurazioni e spiegato da alcuni modelli. I ricercatori hanno scoperto che il polimero avrebbe interagito con l’atomo d’oro, aiutato dalla luce ultravioletta, ha permesso ad un maggiore numero di atomi d’oro di unirsi in un grumo.
Il polimero successivamente è stato sottoposto a un vero test. I ricercatori hanno preso sette circuiti stampati da uno sfasciacarrozze e li hanno messi in un bagno acido per far uscire i metalli, poi hanno mescolato il loro polimero, hanno regolato la soluzione e l’hanno tenuta mescolata per un paio di giorni (anche se altri test hanno dimostrato che il 99% dell’oro può essere recuperato in circa 30 minuti). Il filtraggio ha separato il polimero e il suo carico d’oro. L’aggiunta di acido fa sì che il polimero lasci andare l’oro nella forma di una solida pepita formata dal 94% dell’oro fuoriuscito dai circuiti stampati.
Visti i risultati, con questa tecnica è facile ottenere un profitto economico. I ricercatori hanno affermato che produrre un grammo di polimero costa 5 dollari, un grammo di polimero può far recuperare oro per un valore di 64 dollari. E poiché il polimero può essere riutilizzato nel tempo, sarebbe notevolmente più economico, aggiungendo poco al costo complessivo di un’operazione di riciclaggio.
Il team in conclusione ha scritto:
“I circuiti stampati sebbene contengano più metalli preziosi rispetto ai minerali nelle miniere, l’80% di questi rifiuti va ancora in discarica principalmente a causa della mancanza di procedure di recupero selettivo, ad alto rendimento”.
Processi simili man mano che raccolgono più facilmente altri elementi, tutto quello spreco sembrerà sempre più un’opportunità economica e aiuterà a chiudere il circuito trasformando i vecchi dispositivi non in rifiuti ma in nuove opportunità economiche.

,
Pino Silvestri

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →