Carinissimo il piccolo riccio all’ora di cena (video)

Arbroath nel presentare il video ha scritto: «Questo piccolo riccio orfano (ha appena 4 giorni), ogni 90 minuti è alimentato manualmente dallo staff di Wildlife Aid, con una speciale formula di latte per cuccioli di cane e camomilla».
E’ bene richiamare l’attenzione per l’alimentazione del riccio, come riporta Agoravox: «Non dargli da bere il latte di mucca poiché ne provoca la morte. Ma ci chiediamo come mai? Perché i ricci non tollerano il latte di mucca? E’ un fatto molto semplice. Il latte di mucca contiene il lattosio che è uno zucchero. Il lattosio non digerito dai ricci sviluppa agenti patogeni. Quindi si ha una dissenteria cronica, dalla quale i ricci non possono più riprendersi e quindi muoiono)».

Ho letto sul sito della Fondazione Wildlife Aid che sta conducendo una campagna per salvare il riccio britannico, nel 1950 vi erano 30 milioni di ricci nel Regno Unito, ora il numero si è ridotto a 1 milione. Entro il 2025 è probabile che spariranno completamente da molte parti del paese.
La Fondazione sottolinea: «Dopo di tutto se non riusciamo nemmeno a salvare l’umile riccio, che possibilità c’è per molte altre specie selvatiche, minacciate o in pericolo per lo sviluppo dell’urbanizzazione?».

Aderire alla campagna per salvare il riccio
Come posso aiutare? Sul sito le info per diventare membri, volontari, fare donazioni, adottare, ecc.
Wildlife Aid riporta che nel suo centro prende in cura molti giovani ricci per allevarli fino all’età adulta. I ricci completamente sviluppati, in forma e sani, hanno bisogno di essere rimessi in libertà, per questo gestisce un programma specifico con l’adesione di membri disposti ad aiutare. Wildlife Aid sottolinea:
«Il riccio, insolito animale da compagnia, può scegliere di tornare in libertà preferendo il sapore delle lumache rispetto al tuo! Tuttavia, aderendo al nostro programma svolgi un ruolo fondamentale nel nostro lavoro per rimettere in buona salute l’animale selvatico per farlo tornare il più presto possibile in libertà.
Il fattore più importante quando si rilascia il riccio in natura è che la zona supporti già una popolazione di ricci. Se non ci sono ricci nella tua zona, questo è un buon motivo per tenere il riccio con te perché non vogliamo rilasciare i nostri “ragazzi” in una zona dove non possono sopravvivere, o non potrebbero trovare compagni.
Ci sono altri determinati punti che vi chiediamo di valutare prima di aderire al programma:
– non ci devono essere tassi nelle vicinanze;
– ci deve essere adeguato terreno con fonte di cibo;
– se è presente, il laghetto deve avere i lati inclinati e poco profondi, o una rampa in pietre che aiuteranno un riccio ad arrampicarsi;
– nel vostro giardino non ci dovrebbe essere alcun collegamento con le reti di recinzione, spesso i ricci restano bloccati e non riescono a liberarsi;
– il vostro giardino deve essere protetto. Idealmente un maiale selvatico nel suo territorio si sposta su una superficie di un ettaro (circa otto giardini di media grandezza), quindi siamo alla ricerca di giardini che permettono ai ricci di vagare liberamente».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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