Canone/imposta Rai. Richiesta illegittima di quello speciale anche per un pc? Interrogazione parlamentare

Ci stanno giungendo centinaia di segnalazioni da parte di aziende e studi professionali a cui la Rai richiede il pagamento del canone TV per la detenzione di uno o più computer collegati in Rete.
In assenza di una determinazione in tal senso del Ministero dello sviluppo economico che non ci risulta esistere, la richiesta della Rai è illegittima.
Ci siamo già occupati della vicenda a proposito di analoghe richieste che alcuni anni fa venivano mosse alle famiglie. Dopo interpelli e interrogazioni parlamentari alla Rai, il ministero dello Sviluppo economico rispose: “In considerazione del fatto che non sussiste ancora una interpretazione univoca circa la individuazione degli apparecchi, diversi dai televisori tradizionali, atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni, si ritiene opportuno procedere ad un approfondimento tecnico-giuridico della questione, anche attraverso il confronto con il Ministero dell’economia e delle finanze, l’agenzia delle entrate e la concessionaria del servizio pubblico”.
Oggi però torna alla carica. La Rai ha ricevuto indicazioni in tal senso dal Ministero, oppure sta solo cercando di indurre con l’inganno a pagare anche quando non si deve?
Per sapere questo, grazie ai Senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, abbiamo presentato una interrogazione parlamentare al Ministero dello sviluppo economico.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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2 thoughts on “Canone/imposta Rai. Richiesta illegittima di quello speciale anche per un pc? Interrogazione parlamentare

  1. 19 febbraio 2012 16:56 – flavio3910

    Chi ha un’azienda, anche minuscola, sa che ormai da anni è obbligatorio fare i versamenti delle imposte esclusivamente per via telematica. Questo significa che “per legge” è implicitamente obbligatorio anche avere almeno un PC connesso a internet. In alternativa ci si può appoggiare a professionisti o associazioni che offrono questo servizio a pagamento.
    In pratica il discorso è questo: lo stato ti obbliga ad avere il conto corrente, il commercialista, il PC, la connessione a internet e poi, come se niente fosse, ti mette delle imposte sul possesso del conto corrente, sul possesso di un PC… e così via…
    Mi sembra di sentire puzza di MAFIA (o forse mi sbaglio?)

  2. Giuridicamente la richiesta è del tutto legittima. Come al solito il problema sta nel manico, in quel “apparecchi adatti o adattabili”. Con questa dicitura anche i telefonini di ultima generazione rientrano nel campo di applicazione.
    Si potrebbe però obiettare che RAI è acronimo di radio audizioni italiane… quindi dovrebbe valere solamente per ricezione via etere e non via cavo.

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