Vivi dentro – Il potere della musica risveglia la memoria dei malati di Alzheimer (video)

L’Alzheimer è terrificante perché si perde la memoria, solo negli Stati Uniti, 5,6 milioni di persone stanno lottando con la demenza e perdita della memoria. Il numero dei malati è in aumento, non c’è una cura conosciuta.
Dan Cohen, assistente sociale è il direttore esecutivo di Music & Memory, la sua missione è di migliorare la qualità della vita di anziani e infermi mediante l’utilizzo della musica personalizzata con tecnologia digitale.
Dan Cohen, nel 2006, ha avuto l’idea di portare iPod con la musica preferita dei pazienti, malati cronici, ricoverati nelle strutture di assistenza. Dan Cohen, di fronte a una risposta straordinariamente positiva dei malati,  ha fondato il Progetto iPod con l’aiuto del neurologo Dr. Oliver Sacks. L’obiettivo del Progetto iPod (iPod in parte ricevuti in dono, graditi anche quelli usati), è di sostenere cure basate su programmi musicali personalizzati per i malati d’Alzheimer che vivono in casa, in una case di cura, in ospedale.
La scoperta di Dan Cohen, studiata dalla comunità scientifica, in effetti ha dimostrato ai ricercatori che una persona che soffre di perdita di memoria sembra risvegliarsi quando ascolta la musica a cui è emotivamente legata.


Il trailer del film documentario

Vivi dentro, il film documentario, il 18 aprile 2012, in prima mondiale al Rubin Museum of Art di NewYork, segue il “risveglio” della memoria che si verifica quando le persone malate d’Alzheimer, ascoltano la musica con cui hanno avuto un forte legame emotivo nel corso della loro vita.
Dan Cohen, assistente sociale e il Dr. Oliver Sacks, neurologo, sono impegnati a incentivare il valore terapeutico della musica nelle persone avanti con l’età.
Dryer Henry, novantadue anni, è uno dei sette pazienti seguiti nel film documentario, ha trascorso oltre dieci anni in una casa di cura, è seduto sulla sedia a rotelle, ha il capo chino, a malapena è in grado di rispondere sì o no alle domande. La figlia dice che il padre, malato d’Alzheimer, è l’ombra lontana di un uomo che nella sua vita ha amato cantare e ballare.
Dan Cohen, chiede a Henry se vuole la cuffia per ascoltare  la musica contenuta in un iPod. Henry, appena inizia ad ascoltare il suo brano preferito, con gli occhi spalancati si mette a cantare, si muove a tempo di musica. E’ straordinario quello che accade dopo.
Oliver Sacks, professore di neurologia e psichiatria presso la Columbia University Medical Center, autore di dieci libri tra cui Musicofilia, ha contribuito alla produzione del film documentario, ha detto:
“Il filosofo Kant, ha definito la musica come arte della rivitalizzazione. Henry è stato riportato in vita: dopo aver tolto la cuffia, mi ha detto che è pazzo per la musica, la musica gli dà la sensazione d’amore. Ha ricordato una vibrante interpretazione della canzone I’ll Be Home For Christmas, cantata da Cab Calloway, era il suo cantante preferito”.
Dan Cohen, ha aggiunto:
“La trasformazione dei pazienti poco reattivi è notevole, come si è visto con Herry, la musica per i questi malati funziona come una scarica elettrica, li trasporta indietro nel tempo, permette loro di parlare vivacemente dei loro ricordi”.
Oliver Sacks, spiega:
“La musica lascia sul cervello impronte chimiche più profonde di qualsiasi altra esperienza umana. La musica evoca emozione, l’emozione può portare con sé la memoria. La musica, quando tutto sembra essere perduto, riporta il sentimento della vita“.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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