E’ virale il dettaglio di una zanzara ingrandito al microscopio elettronico a scansione (Foto)

La natura può essere spaventosa, l’immagine già presentata nel 2016 al Concorso Internazionale Immagini per la Scienza della The Royal Photographic Society, recentemente è andata virale su Reddit, è stata realizzata dal fotografo Steve Gschmeissnern, è il dettaglio della zampa di una zanzara ingrandita 800 volte con un microscopio elettronico a scansione (comunemente indicato con l’acronimo SEM dall’inglese Scanning Electron Microscope, è un tipo di microscopio elettronico, non sfrutta la luce come sorgente di radiazioni, ma un fascio di elettroni primari focalizzati che colpiscono il campione).
L’immagine mostra l’estremità della zampa di una zanzara, comprende l’artiglio, le squame e il pulvillo, usato come ventosa (vedi immagine).

Foto di Steve Gschmeissnern con microscopio elettronico a scansione, ingrandimento zampa di una zanzara

Steve Gschmeissnern nel descrivere la foto ha detto:
«Le squame ricoprono l’intero corpo delle zanzare, vicino all’estremità sono particolarmente dense, oltre a proteggere le zampe consentono alla zanzara di poggiarsi sull’acqua, dove questi insetti depongono le uova. Gli insetti con tutti questi dettagli microscopici sono fantastici».

Steve Gschmeissnern artista scientifico
Steve Gschmeissnern ha una laurea in zoologia e un’esperienza decennale nella ricerca sul cancro acquisita utilizzando il microscopio elettronico a scansione (SEM) presso il Royal College of Surgeons di Londra. E’ andato in pensione dieci anni fa, da allora a tempo pieno crea immagini SEM, ha detto:
«Probabilmente ho venduto circa 25.000 immagini. I miei clienti spaziano dai collezionisti d’arte alle aziende mediatiche, dagli scienziati, ai creatori di copertine d’album. C’è anche una collezione di moda basata sulle mie immagini».

Mondi miniaturizzati
Steve Gschmeissnern con la tecnologia del microscopio elettronico a scansione ha esplorato una grande varietà di piccoli mondi, molti dei quali appaiono sul suo sito The world closeup (clicca su Portfolio), puoi vedere ragni, millepiedi, vespe, vermi e formiche. Ha fotografato le cellule di lievito, le alghe e i dettagli di una foglia di marijuana.
La microanatomia umana background della sua ricerca sul cancro, è il soggetto preferito. Ha usato il microscopio elettronico a scansione per ingrandire le gocce del proprio sangue, rivelando immagini dettagliate delle cellule del sangue e le piastrine.
Ha anche fotografato i vicini invisibili dell’umanità, dai batteri presenti sui lavandini e telefoni cellulari ai microbi che vivono nelle nostre bocche, per non parlare degli acari.
Steve Gschmeissner nel mondo è uno dei principali microscopisti elettronici a scansione. E’ bene sapere che le immagini SEM sono in bianco e nero, per questo alla fine degli anni ’90 ha imparato a colorare le immagini con Photoshop. Ha creato una straordinaria collezione di oltre 3.000 immagini, coprendo vari temi che vanno dalle diatomee (sono alghe unicellulari), alle cellule tumorali, fino ai nuovi materiali. Il suo lavoro è pubblicato a livello globale in ogni tipo di media immaginabile, comprende libri, riviste, TV, pubblicità e copertine di dischi.
Ha iniziato la carriera nel ruolo più tradizionale di un microscopista elettronico al Royal College of Surgeons, più tardi al Cancer Research UK. La sua formazione nell’ambiente scientifico l’ha agevolato nel suo lavoro fotografico, ha una profonda comprensione della scienza dietro l’immagine. Grazie alla sua straordinaria competenza combinata con una marcata consapevolezza di ciò che rende eccezionale l’impatto visivo dell’immagine, ha vinto numerosi prestigiosi premi della Royal Photographic Society, della The Royal Microscopical Society e Spot on Micro.
Steve Gschmeissner in conclusione ha detto:
«Sono fortunato di fare qualcosa che amo, mi diverto ancora e continuo a emozionarmi. La prima volta quando metti qualcosa al microscopio, non sei mai sicuro di quello che vedrai. Si scoprono ancora cose che non ci si aspetta di vedere. Avevo detto che appena sarò stanco mi fermerò. Ho quasi settanta anni, non posso credere che sto ancora facendo questo lavoro».