Varato un piano audace per salvare i ragazzi intrappolati nella grotta thailandese

All’inizio di questa settimana, esperti subacquei hanno trovato 12 ragazzi thailandesi di una squadra di calcio giovanile e il loro allenatore intrappolati in una sacca d’aria all’interno di un sistema di grotte sommerso. I livelli dell’acqua all’interno del complesso di grotte non è previsto che diminuiscano per mesi, per salvare i ragazzi sta prendendo forma un piano audace.
Per riassumere rapidamente, la dozzina di ragazzi, di età compresa tra 11 e 16 anni, e il loro allenatore, 25 anni, il 23 giugno sono entrati nella grotta di “Tham Luang Nang Non” nella provincia di Chiang Rai in Thailandia, sfortunatamente le acque in aumento per le forti piogge hanno bloccato la squadra di calcio in profondità nella grotta a circa 2 km dall’ingresso. Il 2 luglio, una squadra delle forze speciali della marina thailandese e due esperti britannici d’immersioni in grotta hanno trovato i ragazzi thailandesi su un’area asciutta,  all’interno della grotta.
I video sul luogo del ritrovamento hanno mostrato che i ragazzi stavano bene, anche se erano in uno stato indebolito per non aver mangiato per nove giorni. Il 3 luglio, un medico e un infermiere si sono uniti ai soccorritori all’interno della grotta, alimentano i giovani con cibi facilmente digeribili e ad alta energia con vitamine e minerali.

Difficoltà per uscire rapidamente dalla grotta
La gioia per il ritrovamento dei ragazzi, tuttavia, si trasformò rapidamente in sgomento quando divenne presto evidente che non avrebbero potuto lasciare la grotta in tempi brevi. Il percorso lungo e contorto fino all’ingresso è completamente sommerso dall’acqua, salvo diverse sacche d’aria lungo il tragitto. Inoltre, l’acqua è densa di fango e la visibilità è praticamente nulla. Alcune sezioni sono così strette che i subacquei riescono a malapena a passare con le loro bombole di ossigeno; in altre aree il flusso di acqua è molto forte. A peggiorare la situazione, la stagione dei monsoni dovrebbe durare per altri quattro o cinque mesi, nonostante l’intervento umano per pompare fuori l’acqua, i livelli non scenderanno fino a quel momento.
Scoraggiante, alcuni dei ragazzi non sanno nemmeno nuotare, per non parlare della familiarità con le immersioni subacquee. Medicine e cibo sono trasportati nella grotta, un piano di riserva dovrebbe far attendere i ragazzi nella grotta fino a ottobre o novembre.
I funzionari thailandesi preferirebbero che non fosse così. Il contrammiraglio Apakorn Yuukongkaew, al comando delle forze speciali della marina thailandese, ha ammesso che il meteo è una preoccupazione costante, ma ha detto che i ragazzi saranno portati fuori in sicurezza non appena sarà stata rimossa una quantità sufficiente di acqua dalla grotta. Ai giornalisti ha detto:
«Se questo non funziona, con la pioggia stagionale, lo faremo in un altro modo, abbiamo il “Piano A” e “Piano B “, alla fine, tutti torneranno all’abbraccio dei loro genitori».
Non è stato elaborato nessuno dei due piani, ma come riporta The Guardian, dalla scorsa notte circa 120 milioni di litri di acqua sono stati pompati fuori dalle caverne, nel frattempo ai ragazzi è impartito un corso intensivo di nuoto e un’introduzione alle immersioni subacquee.
I funzionari thailandesi stanno lavorando con la Mermaid Subsea Services a Bangkok, un’azienda che fornisce attrezzature per l’estrazione di petrolio e gas sottomarini. Alla compagnia è stato chiesto di fornire maschere da sub per i ragazzi. Idealmente, sarebbero utilizzate maschere AGA Divator, coprono l’intero viso e sono appositamente adattate per i ragazzi. Ruengrit Changkwanyuen, funzionario del contingente thailandese della squadra internazionale d’immersioni in grotta, ha detto che i ragazzi saranno equipaggiati anche con muta subacquea (l’acqua è molto fredda), stivali e casco.
La rimozione di tutta l’acqua dal sistema di grotte probabilmente non sarà possibile, ma una volta che i livelli saranno sufficientemente bassi, la quantità di tempo che i ragazzi dovranno trascorrere sommersi sarà ridotta al minimo.

Piano audace per salvare i ragazzi
E’ stato pianificato che durante il salvataggio, una fune statica già in posizione, guiderà ciascun ragazzo e il suo rispettivo soccorritore attraverso le acque torbide e impetuose verso l’ingresso, o, più appropriatamente, l’uscita. In alternativa, una squadra di sommozzatori di soccorso si collocherà lungo il percorso, passando i ragazzi l’uno con l’altro in stile staffetta. Il viaggio potrebbe richiedere fino a tre ore o più, quindi i serbatoi di stoccaggio (utilizzati per il petrolio, gas e altri prodotti petrolchimici) saranno sistemati ogni 25 – 50 metri nel caso in cui i livelli di ossigeno inizino a scarseggiare e le bombole di ossigeno debbano essere sostituite.
I funzionari stanno reclutando subacquei di lingua thailandese, dovrebbero rassicurare e mantenere calmi i ragazzi durante l’arduo viaggio. Le condizioni oscure e claustrofobiche potrebbero facilmente indurre il panico anche tra i subacquei più esperti.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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