Uomini in minigonna per denunciare la violenza contro le donne (video)

In Turchia l’orribile omicidio di Özgecan Aslan, studentessa ventenne, uccisa per aver cercato di resistere al suo stupratore (leggi più avanti i dettagli pubblicati da Hurriyet Daily News), ha scatenato le proteste di massa in piazza, ha spinto le donne a condividere le loro storie di molestie sessuali, violenza e paura in una crescente campagna su Twitter con l’hashtag #OzgecanAslanper, #tellyourstory e #sendeanlat.
Hande Aydin su twitter ha scritto: «La Turchia è un paese in cui la castità delle donne si misura con la lunghezza della loro gonna!» (vedi tweet).

Molti uomini turchi per richiamare l’attenzione sulla difficile situazione si sono uniti al movimento contro la violenza nei confronti delle donne, in tanti stanno indossando la minigonna (vedi immagini su twitter – hashtag #ozgecanicinminietekgiy – traduce “indossa una minigonna per Ozgecan“), la stessa minigonna che alle donne è stato detto di non indossare perché può provocare una violenza sessuale. Le donne dovrebbero essere in grado di camminare per strada anche con la minigonna senza temere per la loro sicurezza.
Complimenti all’iniziativa di questi uomini turchi, il grazie da parte di tutte le donne del mondo.

Hurriyet Daily News, la principale fonte di notizie per la Turchia sull’omicidio di Özgecan Aslan, ha scritto:
«Ahmet Suphi Altindöken, ventiseienne, il sospetto principale della brutale uccisione della ventenne di Özgecan Aslan, nel sud della Turchia, insieme a due suoi complici è stato arrestato il 16 febbraio 2015. Ahmet Suphi Altindöken ha confessato l’omicidio durante una testimonianza resa al pubblico ministero nel distretto di Tarso nella provincia meridionale di Mersin. La corte ha arrestato Altindöken per “atroce omicidio”, mentre suo padre il cinquantenne Necmettin Altindöken, e un amico del figlio, il ventenne Fatih Gökçe, entrambi sono stati inviati in prigione per essere suoi complici.
Il corpo bruciato di Özgecan Aslan (era sparita da due giorni), è stato scoperto il 13 febbraio 2015 in un fiume a Tarso. Ahmet Suphi Altindöken autista di un minibus ha confessato il delitto. In breve ha detto che la giovane Özgecan Aslan rimasta sola sul minibus da lui condotto, aveva reagito graffiandolo al collo, e spruzzandogli il pepe con lo spray, dopo aver visto il minibus cambiare il normale tragitto.
Fermato il mezzo, nella provincia costiera sud-est di Mersin ha raggiunto la ragazza nella parte posteriore, dopo averla afferrata per i capelli, gettata a terra e presa a calci, l’ha accoltellata. Poiché non era morta, l’ha colpita più volte sulla testa con il piede di porco che aveva sul minibus. Ha aggiunto che in seguito ha chiamato il suo amico Gökçe, è stato lui a suggerirgli di tagliare le mani della ragazza per evitare di lasciare tracce di DNA sotto le unghie e di bruciare il suo corpo. Ha confessato di aver tagliato le mani di Özgecan Aslan mentre era ancora in vita, di aver utilizzato la benzina portata dall’amico per bruciare il corpo della ragazza prima di gettarlo nel fiume da un dirupo.
Gökçe nel suo interrogatorio ha negato di aver suggerito il taglio delle mani di Aslan, ha detto che era ubriaco quando Altindöken lo chiamò».