Un semplice anello bianco potrebbe essere una nuova, potente arma nella lotta planetaria contro l’epidemia Hiv

Il dispositivo chiamato anello dapivirine è stato presentato a Durban, in Sud Africa in occasione della Conferenza Internazionale 2016 AIDS.
In precedenza, due studi clinici separati hanno mostrato che l’anello dapivirine può ridurre di circa un terzo il rischio d’infezioni da Hiv. La nuova analisi mostra che l’anello per utenti coerenti (donne che utilizzano l’anello ogni mese) può ridurre il rischio del 56%. Lo studio nelle donne che utilizzano maggiormente l’anello, ha suggerito che il dispositivo potrebbe ridurre il rischio d’infezione del 75% e oltre.
L’anello dapivirine non è infallibile, ma potrebbe cambiare il volto della malattia, nel mondo 36,7 milioni di persone sono infettate con l’HIV, il virus che causa l’AIDS. L’Hiv e l’Aids dal 2000 hanno ucciso oltre 25 milioni di persone, l’infezione rimane la principale causa di morte per le donne di età dai 15 ai 44 anni. L’Hiv un virus che attacca il sistema immunitario è trasmesso attraverso il sangue e altri fluidi corporei, se non è curato, può causare l’Aids.
L’anello dapivirine impregnato con i farmaci ha un diametro di cinque centimetri, è simile ai modelli di anelli di plastica che garantiscono il controllo delle nascite come il NuvaRing contraccettivo ormonale a rilascio vaginale usato per prevenire la gravidanza.
L’anello dapivirine è progettato per rilasciare costantemente per trenta giorni il farmaco antiretrovirale dapivirine, dopo di che, le donne dovrebbero sostituirlo con un nuovo anello.
Il dispositivo è stato sviluppato dal partenariato internazionale per i microbicidi (IPM), un’organizzazione no-profit dedicata alla prevenzione delle infezioni da HIV nelle donne.

anello dapivirine

Come funziona l’anello dapivirine?
La terapia antiretrovirale si riferisce a una combinazione di farmaci progettati per impedire all’Hiv di moltiplicarsi e attaccare il sistema immunitario del paziente. I farmaci dal 1990 sono stati utilizzati per trattare le infezioni da HIV, recentemente i medici li stanno utilizzando per aiutare le popolazioni a rischio a prevenire nuove infezioni. Il miglior esempio negli Stati Uniti, è la pillola Truvada, nata come terapia per l’Hiv, è stata approvata dalla FDA nel 2012 anche per l’uso come profilassi pre-esposizione contro l’HIV, meglio nota come PrEP.
La maggior parte degli utenti PrEP negli Stati Uniti sono gli uomini che hanno rapporti sessuali con gli uomini. La PrEP anche se non spesso è prescritta per le persone che s’iniettano droghe (l’altro gruppo che ancora contrae l’Hiv in un numero significativo), ha dimostrato di essere in qualche modo efficace tra quest’ultimo gruppo.
La situazione nell’Africa sub-sahariana è molto diversa, è più disastrosa per le popolazioni a rischio per l’Hiv/Aids. La regione è la patria di 24,7 milioni di persone che vivono con l’Hiv, ogni anno per Aids muoiono 1,1 milioni di persone.
Avert l’organizzazione internazionale non-profit con sede nel Regno Unito impegnata a combattere l’Hiv e l’Aids in tutto il mondo, attraverso l’educazione, il trattamento e la cura, riporta che il volto del virus è sempre più giovane e femminile: nella regione da quattro a dieci nuove infezioni interessano giovani donne tra i 15 e 24 anni.
Le giovani donne sono particolarmente vulnerabili perché in molti luoghi dell’Africa sub-sahariana i diritti delle donne sono quasi inesistenti. Le donne e le ragazze hanno poca voce in capitolo quando si tratta di violenza sessuale, matrimonio forzato, o il traffico di sesso. L’uso del preservativo è notevolmente basso, la violenza del partner è una consuetudine, per questo, un dispositivo efficace come l’anello dapivirine che le donne possono usare con discrezione potrebbe essere innovativo per prevenire l’Hiv.
IPM – l’Associazione Internazionale senza scopo di lucro che ha sviluppato l’anello dapivirine, ha la licenza esclusiva in tutto il mondo, in un comunicato stampa ha detto che lavorerà “per garantire prezzi accessibili per le donne che vivono con scarse risorse“.
L’organizzazione e i suoi partner intendono continuare gli studi clinici in corso, così come iniziare a testare un anello dapivirine efficace per 90 giorni. I produttori sperano che l’uso dell’anello dapivirine diventerà più diffuso, appena i potenziali utenti saranno convinti dalla sua sicurezza e efficacia.
Il mondo in questo momento nella lotta contro l’Aids si trova a un punto di svolta, per anni, il numero di nuove infezioni è costantemente diminuito, negli ultimi cinque anni è aumentato, in particolare in Europa orientale e in Asia centrale, le nuove infezioni sono aumentate del 57%.
Nel 2014, circa 2 milioni di persone si sono infettati con l’Hiv, le Nazioni Unite sono impegnate entro il 2020 a ridurre a 500.000 le nuove infezioni negli adulti. Il nuovo anello dapivirine, una soluzione semplice e conveniente che le donne possono utilizzare unilateralmente, potrebbe essere il primo passo per porre fine a un’epidemia globale.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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