Uccisione caschi blu: la verità di Israele, tutta colpa di una e-mail

Dopo avere addossato ai miliziani Hezbollah la responsabilità della strage di Cana (che nel fine settimana è costata la vita ad oltre sessanta persone) Israele torna adesso sul caso della morte dei quattro caschi blu uccisi alcuni giorni fa in Libano. Inizialmente il Governo dello Stato ebraico aveva chiesto scusa per quello che era stato definito un tragico errore, ma oggi le autorità di Gerusalemme sono venute in possesso di nuove informazioni che – assicurano – cambiano ogni cosa.
L’inchiesta ha appurato che una delle vittime, un osservatore Onu canadese – prima di essere ucciso mandò alcune mail nelle quali scriveva che le milizie Hezbollah utilizzavano la postazione Onu nella quale si trovava per sparare contro Israele.
"La nostra postazione si trova al centro degli scontri tra gli israeliani e gli Hezbollah, i cui uomini circolano tutto attorno e la usano come riparo per sparare contro Israele – si leggeva nella missiva telematica – la nostra postazione è stata sotto il fuoco diretto e indiretto delle due parti, sia artiglieria sia bombardamenti dal cielo. Un proiettile di cannone è esploso a due metri dalla nostra posizione e una bomba d’aereo a cento metri. Non è stato un colpo intenzionale ma una necessità tattica".
Fonte: Centomovimenti

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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2 thoughts on “Uccisione caschi blu: la verità di Israele, tutta colpa di una e-mail

  1. Senza più alcun pudore. E non è la prima volta, e nemmeno la seconda…diciamo che è l’ennesima.

    Abbracciobacio. harmonia

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