Tutti i robot inviati a Fukushima sono stati distrutti dalle radiazioni (video)

Il tempo che tutti gli addetti ai lavori temevano è arrivato, i robot che sono stati inviati al sito di Fukushima sono tutti “morti”. La centrale nucleare dopo il disastro nucleare nel 2011, è diventata così radioattiva che in varie località, non è stato possibile inviare uomini, per questo il compito per decontaminare era stato affidato ai robot. Il lavoro era appena iniziato a gennaio, dopo soli due mesi, si è giunti a un blocco completo.
I robot controllati a distanza erano stati inviati per aiutare a ripulire le aree colpite. Tuttavia, dopo l’esposizione a radiazioni, i loro cablaggi sono stati irreparabilmente danneggiati. Ciò che rende la notizia molto preoccupante è che questi specifici robot richiedono anni per essere costruiti.

I robot quando saranno operativi nell’impianto nucleare nuoteranno attraverso i tunnel di piscine di raffreddamento che si trovano nel sottosuolo, nel fare questo, saranno anche in grado di tirare fuori le barre di combustibile del reattore. Ci sono centinaia di queste barre, quindi è un lavoro che richiede molto tempo per essere completato.
Il giornalista Peter Dockrill pluripremiato scrittore, ha collaborato per Online Editor di APC e TechLife, è anche editorialista di tecnologia per la rivista Money, ha scritto:
«Gli sforzi per ripulire Fukushima, che è considerato il più grande disastro nucleare dopo l’incidente di Chernobyl nel 1986, sono sotto continuo controllo dopo una serie di errori e l’ammissione di Tokyo Electric Power Company (TEPCO) la più grande compagnia elettrica del Giappone, che gli sforzi per contenere la contaminazione possono richiedere fino a 30-40 anni. Finora solo il 10 per cento dello stabilimento è stato ripulito, di questo passo, sembra che ci vorrà ancora più tempo del previsto per ripulire completamente l’area».
Naohiro Masuda, di Tepco, capo di decontaminazione e smantellamento della centrale nucleare di Fukushima, ha detto:
«E’ estremamente difficile accedere all’interno della centrale nucleare, il più grande ostacolo è la radiazione».

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