Talentuoso procione seduto a tavola mangia l’uva (video)

Curiosità sul procione

Tatto – ll senso più sviluppato nel procione è quello del tatto. Le ipersensibili zampe anteriori sono protette da uno strato corneo che diventa flessibile quando è bagnato, mentre le cinque dita che le compongono non hanno membrane interdigitali tra di loro, il che è inusuale per un carnivoro. Quasi i due terzi dell’area presposta alla percezione nella corteccia cerebrale del Procyon lotor sono adibiti ad interpretare gli impulsi tattili, più dunque che in ogni altro animale studiato fino ad oggi. Sappiamo che è in grado di identificare gli oggetti prima di toccarli con le vibrisse localizzate sopra alle sue unghie affilate e non retraibili. Le zampe anteriori non hanno un pollice opponibile e per questo non hanno l’abilità di quelle dei primati. Non è noto come mai non si osservino effetti negativi sulla percezione tattile delle zampe quando un procione rimane per ore in acque di temperature inferiori ai 10 °C.

Vista – Si ritiene che il procione sia, se non totalmente daltonico, per lo meno scarsamente capace di distinguere i colori, sebbene i suoi occhi si siano ben adattati a percepire la luce verde. Nonostante la sua accomodazione di 11 diottrie sia comparabile a quella dell’uomo e il procione riesca a vedere bene nella penombra grazie al tapetum lucidum posto dietro alla retina, la percezione visiva è di secondaria importanza a causa della debolezza della vista su lunghe distanze.
Olfatto – Oltre ad essere utile per orientarsi, l’olfatto è anche uno strumento di comunicazione. Le secrezioni delle ghiandole (in particolare delle ghiandole anali), l’urina e le feci sono infatti utilizzate per marcare il territorio.
Udito – Grazie al suo udito, il Procyon lotor riesce a percepire una vasta gamma di suoni, dai toni fino a 50-85 kHz ai rumori più quieti, come quelli prodotti dai vermi nel sottosuolo.

Intelligenza
Pochi studi sono stati intrapresi per comprendere le abilità mentali del procione, la maggior parte dei quali basati sul senso del tatto dell’animale. In uno studio condotto dall’etologo H.B.Davis nel 1908, si evidenziava come il procione fosse capace di aprire 11 su 13 serrature in meno di 10 tentativi e non avesse problemi a ripetere l’operazione quando le serrature venivano richiuse o addirittura capovolte.
Davids concluse che il procione capiva i complicati meccanismi delle serrature e che la sua velocità di apprendimento era equivalente a quella del Macaca mulatta. Ulteriori studi nel 1963, nel 1973, nel 1975 e nel 1992 si concentrarono sulla memoria del Procyon lotor e dimostrarono che era in grado di ricordare la soluzione dei compiti assegnatigli per più di tre anni. Uno studio condotto da B. Pohl nel 1992 mostrò come il procione fosse capace di separare simboli diversi e riconoscere simboli uguali tre anni dopo una breve, iniziale, fase di apprendimento.
Stanislas Dehaene neuroscienziato e professore presso il Collège de France, nel suo libro “The number sense”, New York, Oxford University Press, 1997, a pag. 12 riporta che “Il procione è in grado di distinguere scatole contenenti 2 o 4 chicchi d’uva da scatole che ne contengono 3“.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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