Suggerimento per la sopravvivenza a un attacco di cuore: ai pazienti bisogna raffreddare la temperatura corporea

Survival Tip: Heart Attack Patients Need To Be Cooled, the body doesn’t require the same amount of oxygen at this temperature

 

 

Heart attackWhen minutes can mean life or death going to the right hospital is just as important.
The practice of cooling takes a recent heart attack patient’s body temperature down to 91 degrees for 24 hours. There is a good reason for this, the body doesn’t require the same amount of oxygen at this temperature.
In the case of cardiac arrest almost 90 percent of patients die. When cooling is used those odds quickly change in favor of the patient, almost 37 percent of cooled patients survive. Full text___________
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Suggerimento per la sopravvivenza a un attacco di cuore: ai pazienti bisogna raffreddare la temperatura corporea per consumare meno ossigeno

In quello che potrebbe sembrare un racconto di un libro di fantascienza, il modo migliore per proteggere un paziente colpito da un attacco di cuore è raffreddare rapidamente la sua temperatura corporea.
La procedura del raffreddamento per 24 ore della temperatura corporea è stata applicata in un recente attacco cardiaco subìto da un paziente. Vi è una buona ragione per fare questo, a bassa temperatura il corpo non richiede la stessa quantità di ossigeno necessarie per le funzioni vitali del cuore e del cervello.
In caso di arresto cardiaco quasi il 90 per cento dei pazienti muore, di contro, la quota sale rapidamente a favore del paziente quando si utilizza il raffreddamento, in questo caso il 37 per cento dei pazienti sopravvive.
La tecnica d’intervento è abbastanza semplice (un esempio è dato dalla tuta avvolgente del sistema ThermoSuit), potrebbe essere utilizzata in tutto il mondo ma non è così, soltanto il 34 per cento dei medici delle unità di terapia intensiva e solo il 16 per cento dei medici del pronto soccorso ha l’attrezzatura necessaria per raffreddare rapidamente un corpo (negli Stati Uniti su 6.000 ospedali, solo 300 hanno il macchinario),
Henry Postulart di Toronto, il 15 ottobre 2008 era stato colpito da un attacco di cuore. L’abbassamento della temperatura corporea (autorizzata dalla moglie), l’ha salvato.
Il processo di raffreddamento offre al paziente che ha subìto un arresto cardiaco, le migliori possibilità di sopravvivenza. Il cervello durante l’arresto cardiaco è compromesso dalla perdita di ossigeno. I sopravvissuti dopo il recupero in genere manifestano qualche forma di lesioni cerebrali.
In Canada (a Toronto è la norma), la procedura del raffreddamento dei pazienti colpiti da attacchi cardiaci è molto praticata più che negli Stati Uniti. I pazienti sono trasportati al più vicino ospedale attrezzato per raffreddare rapidamente la temperatura corporea.

 

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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