Ecco cosa succede quando si muore in Corea del Nord

Mina Yoon è una ragazza nordcoreana, ha venti anni, ha lasciato il paese nel 2010 ora collabora con NKNews, ha scritto:
«I funerali in Corea del Nord non sono come in Corea del Sud, dove la maggior parte dei grandi ospedali e cappelle fornisce i locali per i funerali, in Corea del Nord, non sono presenti luoghi creati esclusivamente per i funerali.
La maggior parte di funerali in Corea del Nord si svolge in casa, anche se ci sono alcune eccezioni legate a vecchie tradizioni, quando una persona muore in terra straniera, il suo corpo non può entrare nella casa, quindi, se qualcuno muore mentre era fuori del paese, il funerale di quella persona si terrà sul posto di lavoro, in un corridoio o in un ufficio.
I vertici militari non hanno funerali in casa; nel caso di un dirigente, quando muore è istituito un comitato per il funerale, sono mobilitati gli studenti e residenti in città per tenere una grande cerimonia commemorativa in una spaziosa sala presso gli uffici centrali.
I funerali in Corea del Nord di solito durano tre giorni, tuttavia una deroga speciale è concessa quando qualcuno muore alla fine del mese. In Corea del Nord, per i superstiziosi la bara deve lasciare la casa nello stesso mese in cui la persona è morta, se una persona muore il 29, la bara deve essere fuori di casa il 30, al più tardi il 31. Tuttavia, quest’usanza non è strettamente seguita a causa delle restrizioni di viaggio, le persone anche per andare da una città all’altra devono aspettare il rilascio dei loro permessi, di solito ci vogliono, come minimo, due o tre giorni. Inoltre, l’obsoleto sistema di trasporto della Corea del Nord rende impossibile per molte persone di arrivare in tempo, i funerali devono essere rinviati di quattro giorni. E’ doloroso per i figli non poter arrivare in tempo ai funerali dei propri genitori, per il resto della loro esistenza vivranno con enormi sentimenti di colpa.
Se qualcuno muore durante il servizio militare, i genitori sono informati poco dopo, ma di solito non possono fare il funerale. E’ particolarmente difficile se i genitori vivono in campagna, dove i telefoni sono una rarità, sono avvisati tramite telegramma, generalmente impiega sette, dieci giorni per arrivare. Purtroppo questi genitori non possono fare altro che andare alla tomba del loro figlio molto tempo dopo il funerale.
I miei genitori dopo la morte di mia nonna in casa di mio zio hanno dovuto aspettare i permessi di viaggio dal governo locale. Hanno usato tutte le risorse che avevano per ottenere i documenti più velocemente, questi sono arrivati giusto in tempo per vedere la bara calata nella terra. Sai una cosa? Mio zio viveva a soli 100 chilometri di distanza.
In Corea del Nord non esiste una figura professionale di becchino, in città se si chiede in giro è possibile trovare qualche persona anziana che ha l’esperienza di prendersi cura di cadaveri. Mio zio ha trovato un “becchino” per mia nonna in questo modo. Non potevamo permetterci di comprare nuovi vestiti per seppellirla, così l’abbiamo vestita con un sottile abito estivo. Mia madre per un po’ ha sofferto d’incubi dopo aver sognato mia nonna dirgli che aveva troppo freddo. Vive con un pesante senso di colpa per non avergli potuto comprare un cappotto invernale per il suo viaggio verso il cielo.
Mio zio per il funerale di mia nonna è stato aiutato dai suoi colleghi, di notte hanno giocato a carte per rimanere svegli. Io ho aiutato mia zia a cuocere il riso e preparare i contorni per gli ospiti. E’ stata una buona cosa fare il funerale d’inverno, durante l’estate con il caldo i cadaveri cominciano a decomporsi.
In Corea del Nord, non esistono le posate usa e getta, per l’evento luttuoso bisogna chiedere i piatti in prestito dai vicini di casa. I partecipanti al funerale di solito portano in casa un po’ di cibo, soprattutto mais o fagioli. Alcuni offrono denaro per esprimere le loro condoglianze, in cambio dai parenti del defunto ricevono cibo da portare a casa per condividerlo con le loro famiglie.
Si può immaginare che tipo di onere finanziario può causare il funerale ai nordcoreani che sono già affetti da disagio economico. Gli amici di mio zio sono stati in grado di garantire una tomba per mia nonna (in Corea del Nord alcune montagne sono assegnate dagli enti locali per essere usate come cimiteri), ho sentito che hanno scelto il meglio dei posti disponibili. Era inverno, il terreno era congelato quindi difficile da scavare. La gente di solito usa un camion o un carrello per trasportare la bara, nel nostro caso, abbiamo utilizzato un camion. In Corea del Nord, nessuno possiede i propri veicoli, così la nostra famiglia è andata a chiedere al direttore della fabbrica l’affitto di un camion. Abbiamo pagato l’affitto, il carburante e anche il conducente. Mia zia ha detto che ci sarebbe voluto più di un anno per ripianare il debito sostenuto per il funerale. Mio padre si offrì di pagare la metà, mi ricordo che per un po’ la vita della nostra famiglia è stata più difficile.
La mia famiglia non è mai stata ricca, ma potrebbe vivere di zuppa di mais o di riso. Potremmo appena permetterci le spese del funerale, ma ci sono molte persone cui anche questo semplice addio è negato perché è un lusso irraggiungibile, sono costretti a fare una cerimonia unica in famiglia, apparecchiano la tavola con una ciotola di riso appena cotto, poi trasportano la bara con un carrello per raggiungere la montagna, dove senza nessun aiuto seppelliscono il loro caro. Pensando a questo, nella Corea del Nord, non solo è la vita a essere pietosa, lo è anche la morte.
Potrò vedere mia nonna quando vado in paradiso? Mi si spezza il cuore sapere che hanno dovuto seppellirla in sottili abiti estivi, spero che lei in cielo stia godendo tutto il lusso che non poteva nemmeno sognare quando era viva.
Mia nonna mi diceva sempre che avrebbe fatto di tutto per vivere fino a ottanta anni per vedermi sposare e avere figli. Aveva solo sessantuno anni quando morì. In Corea del Nord, quando si entra nei sessanta anni, la gente pensa di aver vissuto l’arco naturale della propria vita. Mi rende triste pensare di persone in Corea del Nord che considerano normale morire a sessanta anni. Non posso impedirmi di pensare che se mia nonna fosse stata in Corea del Sud, avrebbe vissuto più a lungo».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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