Stampante 3D per la produzione di ossa artificiali

La nuova stampante 3D è stata progettata per fornire la futura base per la generazione di ossa artificiali. Il nuovo dispositivo è un ulteriore sviluppo dell’utilizzo di bio-stampanti, in cui la biotecnologia si unisce alle ultime innovazioni in termini di stampanti 3D controllate digitalmente. Tale tecnologia sarebbe di grande utilità per il settore sanitario e medico.
Il nuovo modello è stato sviluppato da Hossein Montazerian, assistente di ricerca della Facoltà di Ingegneria dell’University of British Columbia Okanagan. Lo sviluppo si riferisce alla creazione d’innesti ossei artificiali. L’importante parte funzionale della stampante è che questi innesti possono essere personalizzati, stampati in base alle esigenze del singolo paziente. Ottenere la giusta dimensione dovrebbe ridurre la necessità che un paziente subisca più interventi chirurgici. L’innesto osseo è usato per trattare una serie di condizioni mediche, dalle fratture traumatiche a  difetti ossei congeniti.
Lo scopo della nuova tecnologia è di evitare la necessità del trapianto di ossa, ma  attraverso l’intervento chirurgico trasferire l’osso artificiale direttamente al sito richiesto.
Hossein Montazerian ha detto:
«La progettazione dell’impalcatura ossea artificiale richiede un ottimo equilibrio tra l’elemento poroso che deve mescolarsi con l’osso naturale e con i tessuti connettivi, e allo stesso tempo essere abbastanza forte da far condurre ai pazienti una vita normale. Il metodo che mantiene tal equilibrio è stato scelto dopo aver esaminato 240 diversi modelli d’innesto osseo tra quelli che erano porosi e forti, può essere costruito su misura usando una stampante 3D. Gli innesti prodotti sono stati sottoposti a test rigorosi. Il test ha rivelato l’affidabilità degli ossi artificiali, altrettanto forti come quelli naturali.
La bio-stampante con cartucce contenenti il bioink (una miscela liquida composta di cellule staminali e sostanze nutritive) deposita il contenuto usando le scansioni mediche dei pazienti. Spesso è richiesto un supporto per mantenere la struttura in via di sviluppo.
La prossima fase della ricerca è di determinare la possibilità degli ossi artificiali di connettersi ai tessuti e rimanere funzionali quando sottoposti alle sollecitazioni quotidiane del corpo umano.
La ricerca è stata pubblicata nella rivista Materials & Design. L’articolo è intitolato “Disegno di architettura interna porosa basata su superfici minime: compromesso tra permeabilità e proprietà elastiche“.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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