Signal è l’app di messaggistica più sicura

Gli attuali utenti di Signal potrebbero ricevere più notifiche del solito: “Jack è su Signal”, “Cathy è su Signal”, “Miriam è su Signal”. Tutti i ping mostrano i contatti telefonici che si uniscono all’applicazione di messaggistica sicura, riflettono realmente che c’è stato un afflusso di nuovi utenti.
Signal conosciuto per la sua struttura indipendente di crittografia end-to-end, la sua organizzazione no-profit gestita da una fondazione (non da una grande azienda tecnologica), in precedenza è stato il sistema di comunicazione preferito dagli attivisti, dalle persone della comunità hacker e da altri utenti preoccupati per la privacy. Recentemente ha destato un maggiore interesse appena WhatsApp (di proprietà di Facebook, è criptata end-to-end utilizzando i protocolli di Signal) ha iniziato ad emettere agli utenti una notifica di aggiornamento sulla privacy, chiarendo che sta condividendo i dati degli utenti con Facebook (cosa che in realtà sta facendo da anni, ecco un valido motivo per non utilizzare WhatsApp). Ciò ha portato le persone a cercare altrove un’applicazione per le comunicazioni sicure, in molti si sono fidati del suggerimento di Elon Musk che nel suo tweet del 7 gennaio 2021, ha semplicemente dichiarato: “Utilizza Signal”.
Signal negli ultimi tre anni per supportare i suoi utenti ha anche investito in più infrastrutture e funzionalità, ciò ha determinato per la prima volta un aumento degli utenti, specialmente dalla scorsa primavera, quando le persone che partecipavano alle proteste antirazzisti per l’uccisione di George Floyd si sono rese conto di quanto le forze dell’ordine li stessero sorvegliando, chiedendo alle società di consegnare i dati degli utenti. Signal da allora è diventato sempre più popolare, è in cima all’App Store di Apple e al Play Store di Google, il suo sistema di autenticazione a due fattori è stato addirittura ritardato brevemente lo scorso giovedì perché molte persone cercavano di iscriversi. State pensando di iscrivervi a Signal? Se ci tenete alla privacy, è una buona idea. Ecco che cosa dovete sapere.

Cos’è Signal?
Signal è un’applicazione di messaggistica e conversazione vocale gratuita incentrata sulla privacy, da utilizzare su smartphone Apple e Android e via desktop. Tutto ciò di cui hai bisogno è un numero di telefono a cui aderire. Puoi inviare SMS o fare chiamate vocali o videochiamate con gli amici, con un singolo amico o in gruppo, usare le reazioni emoji o gli adesivi come nelle altre app, ma c’è una grande differenza: Signal è davvero privato.

L’applicazione Signal è sicura?
Le comunicazioni su Signal sono criptate end-to-end, significa che nemmeno Signal ma solo le persone nei messaggi possono vedere il contenuto di quei messaggi; anche i pacchetti di adesivi hanno la loro speciale codifica.
Signal ha creato il protocollo di crittografia (fondamentalmente, il modo tecnico in cui lo si implementa) utilizzato anche da altre aziende, tra cui WhatsApp e Skype. È in parole povere il gold standard della privacy.

Signal è davvero privato?
Sì, la privacy va oltre il fatto che il contenuto dei nostri messaggi è criptato. È possibile impostare i messaggi in modo che scompaiano dopo determinati intervalli di tempo personalizzabili. Signal inoltre non raccoglie praticamente nessun dato sui suoi utenti. L’unica informazione che si dà all’app è il numero di telefono. Signal sta anche lavorando su un sistema per disaccoppiare il suo utilizzo, rendendo criptati i server di contatto: se la polizia viene a bussare a Signal per ottenere dati sui suoi utenti, in tutta onestà dirà che non ha dati da consegnare.
Signal non raccoglie dati perché è un’organizzazione no-profit, non una società a scopo di lucro, non ha pubblicità, quindi non ha incentivi per rintracciare gli utenti. Invece, è finanziata da sovvenzioni e da investitori privati, uno dei quali aveva un enorme interesse personale a creare una piattaforma orientata alla privacy.
Signal è stato creato nel 2013 da un piccolo gruppo di attivisti della privacy, è cresciuto negli ultimi anni. Brian Acton fondatore di WhatsApp nel 2018 ha donato 50 milioni di dollari per creare Signal Foundation, che ora gestisce Signal. Brian Acton si è unito alla missione di creare un servizio di messaggistica veramente privato; dopo l’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook, ha lasciato l’azienda in mezzo a scontri con Facebook per il modo in cui stava erodendo la privacy di WhatsApp.

Signal contro WhatsApp (e altre applicazioni di messaggistica)
Signal e WhatsApp utilizzano la stessa tecnologia sono crittografati end-to-end. Ciò significa che il contenuto dei messaggi che invii e delle chiamate che ricevi sono entrambi privati. Facebook tuttavia raccoglie molte altre informazioni sotto forma di statistiche di utilizzo, metadati e altro ancora. E non c’è modo di rifiutare. Signal non ha tante caratteristiche di personalizzazione come gli sfondi di WhatsApp, ma quando si tratta di vera privacy, non c’è paragone.
Telegram è un’altra app che sta diventando sempre più popolare, sostiene che è anche per una questione di privacy, ma in realtà ha molti lati negativi. I messaggi su Telegram per impostazione predefinita non sono veramente con crittografia end-to-end. Inoltre, il fatto che i gruppi privati sono di dimensioni illimitate, possono essere raggiunti tramite un link, e non sono esplicitamente moderati, ne ha fatto un focolaio di contenuti tossici e illegali, come il terrorismo, la pornografia, e il revenge porn noto anche come pornografia non consensuale (utilizza la diffusione di immagini sessualmente esplicite allo scopo di umiliare o danneggiare la vittima); anche Signal non modera i contenuti, ma limita i gruppi a 1.000, più per una comunicazione con persone che sono contatti reali che non unirsi a gruppi di sconosciuti come su WhatsApp e Telegram.

Dove prelevare Signal
Signal è disponibile nell’App Store di Apple o nel Google Play Store, è facile da trovare si trova proprio nella parte superiore delle app gratuite.

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About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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