Scienziati hanno scoperto un sorprendente legame tra il sistema immunitario e la crescita dei capelli

Scienziati dell’Istituto di studi biologici Salk (a livello globale è uno dei più prestigiosi istituti di ricerca scientifica in campo biomedico), hanno scoperto un obiettivo molecolare inaspettato di un trattamento comune per l’alopecia, una condizione in cui il sistema immunitario di una persona attacca i propri follicoli piliferi, causando la caduta dei capelli.
I risultati, pubblicati nella rivista Nature Immunology il 23 giugno 2022, descrivono come le cellule immunitarie chiamate cellule T regolatorie interagiscono con le cellule della pelle utilizzando un ormone come messaggero per generare nuovi follicoli piliferi e crescita dei capelli.
Ye Zheng, professore associato presso il Nomis Centro di Immunobiologia e Patogenesi Microbica di Salk, ha affermato:
«I linfociti T regolatori per molto tempo sono stati studiati per il modo in cui riducono le reazioni immunitarie eccessive nelle malattie autoimmuni. Ora abbiamo identificato il segnale ormonale a monte e il fattore di crescita a valle che in realtà promuovono la crescita e la rigenerazione dei capelli completamente separati dalla soppressione della risposta immunitaria».
Gli scienziati non hanno iniziato studiando la caduta dei capelli. Erano interessati a ricercare nelle malattie autoimmuni i ruoli dei linfociti T regolatori e degli ormoni glucocorticoidi (sono ormoni steroidei derivati dal colesterolo prodotti dalla ghiandola surrenale e da altri tessuti).
Il team di scienziati per prima cosa hanno studiato il funzionamento di questi componenti immunitari nella sclerosi multipla, nel morbo di Crohn e nell’asma. Hanno scoperto che i glucocorticoidi e le cellule T regolatorie non funzionavano insieme per svolgere un ruolo significativo in nessuna di queste condizioni, quindi, hanno pensato che avrebbero avuto più fortuna guardando ambienti in cui le cellule T regolatorie esprimevano livelli particolarmente elevati di recettori glucocorticoidi (che rispondono agli ormoni glucocorticoidi), come nel tessuto cutaneo. Gli scienziati hanno indotto la caduta dei peli in topi normali e in topi privi di recettori per i glucocorticoidi nelle loro cellule T regolatorie.
Zhi Liu, borsista post-dottorato nel laboratorio di Ye Zheng, ha affermato:
«Dopo due settimane, abbiamo visto una notevole differenza tra i topi, a quelli normali erano cresciuti i peli, mentre i topi senza recettori per i glucocorticoidi riuscivano a farli crescere a malapena. È stato molto sorprendente, ci ha evidenziato la giusta direzione per andare avanti».
I risultati hanno suggerito che deve verificarsi una sorta di comunicazione tra le cellule T regolatorie e le cellule staminali del follicolo pilifero per consentire la rigenerazione dei capelli.
Gli scienziati nei campioni di tessuto cutaneo, utilizzando una varietà di tecniche per monitorare la comunicazione multicellulare, hanno quindi studiato il comportamento dei linfociti T regolatori e dei recettori dei glucocorticoidi. Hanno scoperto che i glucocorticoidi istruiscono le cellule T regolatorie ad attivare le cellule staminali del follicolo pilifero, ciò porta alla crescita dei capelli; questa diafonia tra le cellule T e le cellule staminali dipende da un meccanismo per cui i recettori dei glucocorticoidi inducono la produzione della proteina TGF-beta3, il tutto all’interno delle cellule T regolatorie. La TGF-beta3 attiva quindi le cellule staminali del follicolo pilifero per differenziarsi in nuovi follicoli piliferi, favorendo la crescita dei capelli. Ulteriori analisi hanno confermato che questo percorso era completamente indipendente dalla capacità dei linfociti T regolatori di mantenere l’equilibrio immunitario.
Le cellule T regolatorie normalmente non producono TGF-beta3, come è emerso in questa ricerca, gli scienziati quando hanno scansionato i database, hanno scoperto che questo fenomeno si verifica nei muscoli e nel tessuto cardiaco danneggiati, in modo simile a come la depilazione ha simulato una lesione del tessuto cutaneo.
Ye Zheng ha affermato:
«Nei casi acuti di alopecia, le cellule immunitarie attaccano il tessuto cutaneo, provocando la caduta dei capelli. Il solito rimedio è usare i glucocorticoidi per inibire la reazione immunitaria nella pelle, in modo che non continuino ad attaccare i follicoli piliferi. L’applicazione di glucocorticoidi ha il doppio vantaggio di attivare le cellule T regolatorie nella pelle per produrre TGF-beta3, stimolando l’attivazione delle cellule staminali del follicolo pilifero».
Lo studio ha rivelato che i linfociti T regolatori e gli ormoni glucocorticoidi non sono solo immunosoppressori, ma hanno anche una funzione rigenerativa. Gli scienziati per monitorare i livelli aumentati di TGF-beta3 e altri fattori di crescita, successivamente esamineranno più modelli di lesioni e isoleranno le cellule T regolatorie dai tessuti danneggiati.

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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