Scienziati hanno scoperto nel cuore un naturale pacemaker di riserva

I ricercatori dell’Università di Manchester e della Manchester University NHS Foundation Trust hanno scoperto un pacemaker naturale di riserva, in grado di generare un impulso e controllare la frequenza cardiaca.
Gli scienziati dell’Università nell’ambito dello studio pubblicato su Frontiers in Physiology, hanno svolto ricerche su 15 capre. Successive analisi dei dati hanno rilevato che un “pacemaker atriale sussidiario” (SAP) prende il posto del vicino nodo senoatriale, o nodo SA, il mezzo principale con cui il cuore genera segnali elettrici che lo fanno battere, quando non funziona.
Lo studio è stato finanziato dalla British Heart Foundation. I ricercatori hanno detto:
«Cambia completamente la nostra comprensione dell’anatomia del cuore e ha importanti implicazioni sul lavoro di cardiologi e cardiochirurghi».
Halina Dobrzynski, dell’Università di Manchester, autrice principale dello studio, ha dichiarato:
«Questo studio rimodella completamente la nostra comprensione di come funziona il cuore, è straordinariamente entusiasmante, si basa sul nostro lavoro sul cuore umano che abbiamo svolto nel corso di molti anni, speriamo di dare un importante contributo ai trattamenti futuri».
Gwilym Morris coautore dello studio, ricercatore clinico presso l’Università di Manchester, esperto riconosciuto a livello mondiale nel trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco (aritmia cardiaca) inclusa la fibrillazione atriale (FA) e problemi del ritmo cardiaco, ha detto:
«Non solo questa conoscenza migliorerà la nostra comprensione dell’anatomia del cuore – che è cruciale per i clinici – ma darà ai pazienti i dati completi in modo che possano fare una scelta più informata sull’ablazione cardiaca». L’ablazione è una procedura medica moderatamente invasiva, praticata per correggere le anomalie del ritmo cardiaco.
Il nodo senoatriale, o nodo SA nell’uomo, nella capra e in altre specie di mammiferi è un gruppo di cellule situate nella parete dell’atrio destro del cuore, hanno la capacità di produrre spontaneamente gli impulsi elettrici per far battere il nostro cuore.
Il team di ricercatori è convinto che la scoperta sia rilevante per il cuore umano, poiché l’organo nelle capre ha un’anatomia e una fisiologia similare, producendo una frequenza cardiaca simile. La frequenza cardiaca quando il nodo senoatriale, o nodo SA non funziona come dovrebbe, la frequenza cardiaca può rallentare causando mancanza di respiro e svenimento. Tuttavia, quando il nodo senoatriale, o nodo SA malfunzionante è rimosso dai cardiologi in una procedura nota come ablazione, la nuova struttura scoperta dal team con la ricerca nelle capre, ha assunto il ruolo di pacemaker dominante, che guida anche l’attività elettrica del cuore. E anche se gli elettrocardiogrammi (ECG) – che forniscono una mappa elettrica del cuore – hanno forme leggermente diverse per ogni pacemaker naturale, il cuore funzionava ancora normalmente quando si utilizzava il “pacemaker atriale sussidiario” (SAP).
Lo studio spiega anche perché l’ablazione del nodo SA – a volte eseguita dai cardiologi per trattare un battito cardiaco veloce chiamato tachicardia sinusale inappropriata – spesso non ha successo.
La ricerca ha dimostrato che il nodo SA usando l’ablazione è difficile da distruggere completamente, e anche se rimangono alcune cellule del nodo SA, è emerso che continuerà a funzionare come pacemaker del cuore.
Gwilym Morris ha aggiunto:
«Sono entusiasta del fatto che abbiamo anche intenzione, come team, di produrre una ricostruzione 3D dell’intero cuore, che raffigurerà la nuova struttura. E questo sarà uno strumento utile per aiutare i pazienti a capire i pro e i contro di avere un nodo SA ablato».
Zoltan Borbas scienziato clinico che ha condotto lo studio presso l’Università di Manchester, ha detto:
«È stato affascinante vedere come la struttura del nodo del seno e dell’area SAP nella capra sia emersa gradualmente. Avvicinarsi, passo dopo passo, per capirne la complessità è stato emozionante».
Luca Soattin, dell’Università di Manchester, coautore della ricerca, ha detto:
«Prima di questo studio, si pensava che il nodo senoatriale fosse il sito primario di attivazione nel cuore, quando questo non riusciva, si pensava che il nodo atrioventricolare, più vicino al ventricolo, si attivasse. Ora sappiamo di un altro sito, il pacemaker atriale sussidiario, che entra in funzione dopo il fallimento del nodo SA. Crediamo che questa sia una notevole scoperta».
Halina Dobrzynski ha aggiunto:
«Sono immensamente grata agli anestesisti, chirurghi e cardiologi del NHS che hanno lavorato con noi a questo innovativo progetto».
Metin Avkiran, direttore medico associato della British Heart Foundation (BHF), ha detto:
«Il cuore è un organo meravigliosamente complesso, contiene molti tipi diversi di cellule specializzate che svolgono distinte funzioni, queste includono le cellule del “pacemaker” del cuore, che genera il segnale elettrico che attiva ogni battito cardiaco. Lo studio dettagliato migliora la nostra comprensione di come il battito cardiaco continua a essere generato quando il normale pacemaker è danneggiato. I risultati informeranno il lavoro futuro per comprendere meglio e trattare le malattie umane associate all’attività anormale del pacemaker».

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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