Russia – Allarme crollo copertura stadio in occasione del concerto di Madonna

Nodar Kancheli, l’architetto che ha progettato la copertura dello stadio di Luzhiniki a Mosca, ha rilasciato un’intervista alla stazione radiofonica  Ekho Moskvy in cui avverte di un grave rischio di crollo della copertura dello stadio, in occasione del concerto di Madonna in programma il prossimo 12 settembre.
“La copertura dello stadio potrebbe crollare per effetto della vibrazione acustica che potrebbe amplificarsi con onde sonore e interessare la struttura portante dela copertura dello stadio".
Chissà come la prenderà Madonna, minimo se la dovrà grattare, considerando che il suddetto Kancheli è l’architetto che costruì in un parco acquatico di Mosca, il tetto in vetro del Transvaal Parkdel, crollato nel 2004 sotto il peso della neve; purtroppo, si contarono 28 morti e molti feriti.
Nodar Kancheli, condannato per omicidio colposo per il crollo che causò tante vittime, proprio questa settimana è tornato libero per benefici di un’amnistia. Forse, ricordando il precedente episodio che l’ha visto protagonista, ha buttato avanti le mani, lanciando l’allarme.
Lo stadio di Luzhniki può contenere 84.745 spettatori, attualmente è lo stadio più capiente in Russia.
Fonte liberamente tradotta da DailyMail

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Pino Silvestri

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11 thoughts on “Russia – Allarme crollo copertura stadio in occasione del concerto di Madonna

  1. Paaaaatt, sei stato nominato! Posso già immaginare che tu ste cose non le fai, ma m’incuriosirebbe conoscere le tue!! ^_^

    Buona giornata.

  2. Sarà l’effetto delle maledizioni divine che pendono sulla testa di Madonna (Ciccone), che ultimamente non è benvista dal vaticano!

  3. Negli ultimi due post hai parlato di TETTI…..a quando un accenno alle TETTE???

    Saluti giocosi e senza maschilismi!!!!

  4. oddiooo!!

    mi chiedo: ma quando Kancheli progettò lo stadio non pensò che prima o poi si sarebbero potuti organizzare anche dei concerti al suo interno??? mah!

  5. bella l’apertura del tuo blog! 🙂

    E da quanto leggo nel post di oggi, mi sembra di capire che l’architetto preferisce non affidarsi alla Madonna… ossantocielo che battuta triste, la mia… :-)))

  6. quest’inverno ho visto un film.. the ring..

    primavera appena iniziata più che inverno..

    narrava una storia.. c’era una cassetta, chiunque la guardasse riceveva una telefonata.. una voce da oltretomba diceva: … sette giorni..

    dopo sette giorni esatti la morte coglieva quella persona, giovane o vecchia che fosse, maschio o femmina.. chiunque..

    un film inquietante, sicuramente, nessuna scena violenta, solo quella voce e il terrore assoluto dipinto sul volto del cadavere..

    comunque, finito il film, sono andata a dormire, tranquilla come al solito..

    all’alba mi sono svegliata, si sentiva uno strano ticchettio che veniva dall’altra stanza.. mi sono alzata pigramente per controllare cosa fosse.

    “niente”

    torno a letto e dopo qualche minuto di nuovo, metto la testa sotto il cuscino..

    poi, curiosa ascolto di nuovo.. “tic..tic..tictic..ticitic..tic..”

    vado di nuovo a vedere, guardo in tutti gli angoli, seguo il rumore.. arrivo alla porta d’ingresso e sento che viene proprio da lì, da fuori la porta,dal corridoio condominiale..

    Vedi, io abito in una palazzina di sei appartamenti, quando ho comprato l’appartamento, due anni fa.. ci abitavano tre vecchiette più la signora che l’ha venduto a me, l’altro è vuoto, sotto sequestro..

    è una bella palazzina di circa duecento anni, di quelle dai muri spessi, di pietra, con i pavimenti a mosaico e i soffitti a volta..

    poi licia è morta e il marito è tornato in francia, assunta non stava bene ed è andata a vivere con il figlio, era rimasta solo maria che, comunque, ad ottanta anni suonati, per quanto energica, ogni tanto qualche malore prendeva anche lei.. infatti ho pensato fosse lei che ticchettava..

    vado a vedere, mi dico, apro la porta.. ascolto niente.. richiudo.. e di nuovo tic..tic..tic.., riapro di scatto e non vedo nulla, volto la testa dall’altro lato, verso la portafinestra in fondo al corridoio, quella che affaccia sul campanile, da dove si vede il castello.. ed era lì, un uccello che poi ho scoperto essere una merla..

    tiro un sospiro di sollievo e torno a dormire.

    la sentivo che bussava ancora.. si specchierà nel vetro, pensavo, vede un altro uccello e cerca di beccarlo, che tonta 🙂

    ma la sera era ancora lì, il giorno dopo anche, una settimana dopo ancora..

    e io, volente o nolente, comincio a ricamarci sopra.

    lo so che sono stati pensieri sciocchi, ma la suggestione alle volte gioca strani scherzi, ci fa perdere il contatto con la realtà, ci fa pensare cose incredibili.

    non che io sia una persona che non indulge alla fantasia, io mi ci nutro di fantasia, ma mai e poi mai avrei pensato che potessi farmi condizionare da una cosa così piccola..

    mi dicevo.. forse è l’equivalente della telefonata.. tu hai sempre il

    telefono occupato.. per scaricare canzoni o per chattare, o non ci sei che vai al lavoro.. la merla potrebbe essere l’equivalente di una telefonata..

    “sette giorni..”

    Smettila, marcella, mi dicevo un istante dopo.. vai lì e scacciala, tirale addosso qualcosa, caccia un urlo e se ne va, che vuoi che sia?

    ma non l’ho fatto mai.

    e la merla è rimasta.

    tic..tic.tictic..tictic..tic..

    rientrando, prima di svoltare l’angolo, trattenevo il respiro, uscendo cercavo di non guardare di là..

    marzo, aprile, maggio. giugno, luglio.. ad agosto sono andata al mare e tornata ho visto che non c’era più..

    qualche giorno fa è tornata.

    ed io ho comprato cespugli d’azalea per occupare la soglia della finestra.

    ed ho aperto il finestrone.

    ma mi sono barricata in casa, oggi non l’ho vista.

    non so se torna..

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