Ricercatori hanno scoperto come riciclare il polistirolo in prodotti più pregiati

Il team di ricercatori della Virginia Tech (in collaborazione con un collega della Dongbei University of Finance and Economics e un altro della Santa Clara University), ha sviluppato un processo per il riciclaggio del polistirene che prevede il recupero di elementi di valore.
Lo studio pubblicato nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), descrive il loro processo e come potrebbe essere utilizzato in applicazioni su larga scala.
I team di ricercatori ha evidenziato che ogni anno vengono prodotte centinaia di milioni di tonnellate di plastica in tutto il mondo e circa il 40% di esse sono per utilizzo a breve termine, significa che finiscono nelle discariche invece di essere riciclate. Considerando questo problema, hanno adottato un metodo differente, invece di tentare di elaborare un tipo di plastica, il polistirene, in modo che possa essere riutilizzato, l’hanno trattato per consentire la rimozione dei suoi preziosi elementi per l’uso in altre applicazioni.
Il polistirene è costituito da monomeri di stirene idrocarburico aromatico. La plastica nella sua forma più elementare è dura, trasparente e fragile. Viene utilizzato per realizzare un’ampia varietà di prodotti, tipicamente imballaggi e anche bottiglie di polistirolo.
La tecnica studiata dal team di ricercatori ha previsto l’utilizzo di reazioni chimiche per estrarre da un campione di polistirene, materiali utili o preziosi. Il processo che hanno sviluppato coinvolge sostanze chimiche poco costose insieme all’irradiazione di luce ultravioletta.
Il team di ricercatori dopo aver verificato che il loro processo aveva ridotto la plastica ai suoi componenti aromatici, hanno scoperto che aggiungendo alcuni solventi, potrebbero estrarre un materiale desiderato, come il difenilmetano, che è molto più prezioso della plastica da cui proviene, non solo, hanno osservato che la loro tecnica produce come sottoprodotti anche un tipo di benzina grezza e asfalto.
Il team di ricercatori ha testato il loro processo su campioni di polistirene raccolti da una discarica locale, hanno scoperto che funzionava come desiderato. Suggeriscono che il loro processo sia facilmente scalabile, sono persino arrivati al punto di calcolare in 1,28 milioni di dollari il costo di costruzione di un impianto in grado di produrre prodotti come acido 4-osso-4-fenil-butirrico, 1,2-difenilmetano, benzofenone, oltre al citato difenilmetano.
Il team di ricercatori in conclusione ha detto che è fattibile la loro strategia di decomposizione e riciclo, non solo ridurrebbe la quantità di plastica accumulata nel mondo, ma fornirebbe un incentivo finanziario per farlo.

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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