Poliziotto scaraventa una donna in cella, la poveretta finisce contro la panca di cemento, ossa del viso frantumate (video)

Torreya Hamilton avvocato di Cassandra Feuerstein, 47 anni (la rappresenta in un’azione legale contro un poliziotto violento), ha mostrato ai media il filmato registrato dalla telecamera di videosorveglianza, ha detto:
«La violenza con cui Cassandra Feuerstein è stata spinta nella sua cella è ingiustificabile. L’incidente ha lasciato la mia cliente con terribili ferite sul volto e la necessità di sostituire le ossa frantumate con una placca di titanio. Il video parla da solo, lei non fa nulla per giustificare ciò che ha fatto il poliziotto».
Cassandra Feuerstein dopo essere stata arrestata per guida in stato di ubriachezza nella città di Skokie, Illinois, si può vedere nel filmato mentre entra nella cella accompagnata da una donna agente che la sottopone al rituale della perquisizione con la rimozione delle scarpe ed elementi dell’abbigliamento compreso il reggiseno che la stessa Feuerstein consegna dopo averlo sfilato da sotto il maglione.
La donna in stato di fermo lascia nuovamente la cella per essere accompagnata nell’Ufficio Matricola per la registrazione dei suoi dati, la foto e le impronte digitali.

Le immagini successive mostrano il rientro in cella di Cassandra Feuerstein, mentre varca la soglia, l’agente che l’ha accompagnata la spinge violentemente alle spalle, la donna finisce con la sua faccia sulla panca di cemento, tramortita, scivola a terra mentre il sangue scorre sul pavimento. La donna dopo un sommario soccorso da parte di alcuni agenti è portata via in lettiga dai paramedici.
Il poliziotto violento (è un graduato), non è stato sospeso, anche se l’indagine è in corso. Cassandra Feuerstein in un primo momento era stata accusata anche di resistenza a un ufficiale di polizia, accusa poi rientrata, come ha riportato il giornale Chicago Tribune.

,
Pino Silvestri

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →

Lascia un commento