Piccola molecola potrebbe rendere disponibile l’immunoterapia a tutti i malati di cancro

I ricercatori dell’Università di Tel Aviv e dell’Università di Lisbona hanno scoperto un’immunoterapia potenzialmente nuova, potrebbe portare a trattamenti più convenienti ed efficaci. L’immunoterapia attiva il sistema immunitario del paziente per combattere le cellule tumorali.
I ricercatori in questo significativo passo nella lotta contro il cancro, hanno utilizzato sistemi computazionali e bioinformatici per scoprire una minuscola molecola che può entrare in un tumore solido. Grazie al suo basso peso molecolare, la molecola supera gli anticorpi esistenti che sono oggi utilizzati come componente chiave in molte immunoterapie contro il cancro. La molecola è anche abbastanza piccola da poter un giorno essere somministrata come pillola, risparmiando viaggi stressanti e che richiedono tempo in ospedale.
Il team internazionale di ricercatori dietro questo sviluppo pionieristico è guidato da Ronit Sachi-Fainaro (dirige il Centro di Biologia della Ricerca sul Cancro e il Laboratorio per la ricerca sul cancro e la nanomedicina presso la Facoltà di Medicina Sackler dell’Università di Tel Aviv), in collaborazione con Helena Florindo e Rita Guades dell’Università di Lisbona. Lo studio è stato pubblicato nella rivista Journal for ImmunoTherapy of Cancer.

Rendere accessibile un’immunoterapia efficace
Le immunoterapie possono migliorare significativamente i tassi di guarigione dei pazienti, senza i gravi effetti collaterali che accompagnano trattamenti come la chemioterapia. Le immunoterapie spesso fanno uso di anticorpi, sono simili alle proteine prodotte dal sistema immunitario per distruggere gli organismi che causano infezioni. Tuttavia, mentre gli anticorpi coltivati in laboratorio creati per combattere il cancro hanno dimostrato un certo successo, sono costosi e non sempre efficaci.
Il team di ricercatori considerando queste sfide, hanno utilizzato strumenti computazionali, bioinformatici e di analisi dei dati per valutare migliaia di strutture molecolari. Hanno scoperto un elenco di potenziali candidati e utilizzato la migliore struttura trovata per sintetizzare la nuova piccola molecola che ha attivato con successo le cellule immunitarie contro le cellule tumorali in modelli di laboratorio, compresi quelli derivati dai pazienti.
La creazione di questa piccola molecola si basa sulla ricerca di James Allison e Tasuku Honjo nel 2018 vincitori del Premio Nobel per la Medicina, originariamente hanno sviluppato rispettivamente gli anticorpi CTLA-4 e PD-1, che vengono utilizzati nelle odierne immunoterapie contro il cancro. Hanno scoperto che le cellule immunitarie sono essenzialmente disabilitate da particolari proteine che si trovano nel cancro e nelle cellule immunitarie. La proteina chiamata PD-L1 si trova nelle cellule tumorali e paralizza le cellule immunitarie legandosi a una proteina su queste cellule chiamata PD-1. Gli anticorpi di Tsuko Honjo neutralizzano il legame proteico PD-1/PD-L1, consentendo al sistema immunitario di attaccare il cancro.
Ronit Sachi-Fainaro, nel 2020 vincitrice del Kadar Family Award, ha detto:
«Gli anticorpi coltivati in laboratorio hanno strutture complesse e sono costosi da produrre, la nuova molecola è stata sintetizzata con apparecchiature semplici a basso costo. Credo che in futuro la piccola molecola sarà disponibile in commercio e renderà l’immunoterapia accessibile ai malati di cancro. La piccola molecola è anche meglio attrezzata per penetrare in un tumore solido rispetto ai trattamenti precedenti. Gli anticorpi utilizzati per i trattamenti attuali entrano in un tumore attraverso i suoi vasi sanguigni. L’anticorpo se ci sono meno vasi sanguigni in una particolare area del tumore, non riuscirà ad entrare all’interno. La piccola molecola, invece, si diffonde, e quindi non dipende interamente dai vasi sanguigni del tumore o sulla sua iperpermeabilità”; un altro vantaggio della piccola molecola è che può essere disponibile in un formato che i pazienti probabilmente potranno assumere a casa, per via orale, senza la necessità di iniezioni endovenose in ospedale».

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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