Perché in America hanno chiuso molti centri commerciali?

In America circa 1.200 centri commerciali hanno chiuso, solo un terzo sta andando bene. Lo shopping online, la recessione e cambiamenti demografici sono alcuni dei fattori che uccidono i centri commerciali.
Ellen Dunham-Jones, professoressa di architettura e urbanistica presso il Georgia Institute of Technology, esperta di centri commerciali in paesaggi urbani e suburbani è stata intervistata da Steve Inskeep :

Quali sono le cause della trasformazione dei centri commerciali?
Di solito, quando un centro commerciale muore, c’è una ragione – troppa concorrenza di altri centri commerciali – quindi non è sempre la mossa migliore cercare di sostituirlo con vendita al dettaglio. Troviamo molto interessanti le idee nella loro trasformazione in spazi per uffici (Google Glass ora è operativo in un ex centro commerciale chiuso), in centri medici, chiese, scuole e università, funzioni civiche, centri d’emergenza.

New urbanism: sostituzione di centri commerciali in nuovi spazi in città suburbane
Ci sono circa quaranta centri commerciali che sono stati rasi al suolo per far spazio a centri cittadini, un esempio è Belmar a Lakewood, Colorado, appena fuori Denver, dove sorgeva Villa Italia Mall, un grande centro commerciale regionale su 100 acri, oggi ci sono ventidue isole pedonali, strade, edifici con negozi al piano terra e uffici e appartamenti ai piani superiori. Fondamentalmente la trasformazione ha triplicato la densità su questo sito, ha quadruplicato il gettito fiscale per la città, ha ridotto il traffico perché molte persone ora sono in grado di raggiungere a piedi i loro negozi.

Centri commerciali abbandonati
Il “New urbanism”, è il movimento che ha ispirato questa trasformazione dei centri commerciali chiusi e abbandonati in spazi urbani, quartieri pedonali che contengono un mix di destinazioni d’uso urbanistiche. Sviluppa un modello antagonista al convenzionale modello dettato dalla politica modernista basato sull’uso dell’automobile e identificato come espansione nella città diffusa in grattacielo – autostrada – villetta – ipermercato.
Il modello avanzato dal movimento sostiene che la città tradizionale, con il suo mix di funzioni, la densità, l’integrazione di diversi sistemi di trasporto, costituisce un modo molto più efficiente di sviluppare una comunità vivace e ricca di interazioni culturali. Le strategie del neourbanesimo sono volte alla riduzione della congestione stradale, della cementificazione e alla conversione delle aree urbane. La Carta del neourbanesimo prevede strategie mirate anche alla conservazione storica, la sicurezza stradale, alla bioedilizia e allo sviluppo di aree dismesse.
L’approccio del movimento è sensibile ai valori regionali e ai materiali e alle forme locali, favorendo la realizzazione di un’architettura non astratta ma diversificata ispirata alla realtà locale.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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