Perché gli auricolari per iPhone si aggrovigliano? Ecco la risposta scientifica

Succede a tutti quelli che possiedono un iPhone, gli auricolari per ascoltare la musica conservati in borsa o in tasca si aggrovigliano con il rischio di rompere i fili sottili che vanno a ciascun auricolare.
Il problema riguarda tutti gli auricolari, non solo quelli di Apple, i grovigli degli auricolari per iPhone evidentemente sembrano più visibili perché sono bianchi come quelli del marchio Apple.
Si scopre che c’è un motivo per cui gli auricolari si aggrovigliano, ed è stato oggetto di ricerca scientifica. I grovigli degli auricolari iPhone dipendono dalla lunghezza del filo e la quantità di movimento cui è sottoposto.
Il tasso di nodi e grovigli obbedisce a un modello statistico che descrive una curva. Il documento intitolato “Annodatura spontanea di una stringa agitata” di Dorian M. Raymer e Douglas E. Smith del Dipartimento di Fisica dell’University of California a San Diego, ha dimostrato questo fenomeno: è emerso che un cavo con una lunghezza inferiore a 46 centimetri quasi mai si aggroviglia, ma tra i 46 centimetri e 150 centimetri, la probabilità della formazione di un nodo aumenta drammaticamente, con un cavo più lungo la probabilità di un nodo raggiunge il 50%. Lo studio ha evidenziato che oltre questa percentuale le probabilità non aumentano perché il cavo s’incunea all’interno della scatola impedendo altri grovigli. Raymer e Smith per dimostrarlo hanno eseguito 3.415 prove. Ecco come il tasso di aggrovigliamento appare nell’indice della curva (vedi figura).
Gli auricolari Apple iPhone sono lunghi 139 centimetri quindi nella parte superiore dellla curva il tasso di aggrovigliamento è del 50%. In altre parole, se si pone l’auricolare in una borsa, le probabilità di un nodo nel groviglio sono almeno del 50%, tale valore può aumentare perché naturalmente l’auricolare ha una stringa a forma di Y, quindi può aumentare la frequenza di annodatura.
Infine, ecco una rappresentazione schematica di come un filo ordinatamente arrotolato inizia rapidamente ad aggrovigliarsi in una contenitore rotante. E’ dimostrato come un’estremità di un filo deve solo attraversare due volte un’altra parte del filo per iniziare spontaneamente ad annodarsi. L’ultima parte è la più magica, la ricerca ha mostrato che gli auricolari si annodano spontaneamente. Certo, è a causa della loro lunghezza e il movimento del contenitore, i nodi realmente si formano per una questione fisica (vedi immagine).

Apple recentemente ha aggiornato i suoi auricolari chiamati “EarPods” con il supporto per conservarli senza farli annodare (vedi video), chissà se in futuro presterà attenzione alla “scienza del groviglio”. Ha già proposto una soluzione al problema in una domanda di brevetto. Nel documento ha fatto notare che il problema sulla maggior parte degli auricolari è causato dall’estrema flaccidità del filo. Poiché i fili sono flessibili, non c’è nulla per evitare che si attorciglino annodandosi. La risposta di Apple è di una semplicità disarmante: irrigidire la lunghezza del cavo mettendo livelli aggiuntivi di plastica tra la guaina protettiva e i conduttori interni. I cinque inventori di Apple nel documento brevettuale hanno scritto:
«La dimensione e la distribuzione delle parti più rigide possono essere selezionate per evitare la formazione di anelli al cavo».
Apple come di consueto non commenta mai i piani per i suoi brevetti, quindi non abbiamo idea se questa “invenzione” andrà in produzione. Se ciò accadrà, sarà interessante vedere questi auricolari quanto saranno facilmente tascabili con i cavi più rigidi.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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