Perché i genitori dimenticano i loro figli in macchina?

David Diamond neuroscienziato, professore presso il Dipartimento di Psicologia e Farmacologia Molecolare e Fisiologia dell’University of South Florida, ha scritto:
«Studio il cervello e la memoria dal 1980, nel 2004 rimasi sconcertato quando un giornalista mi chiese come potevano i genitori dimenticare i loro figli in macchina. Sembrava incomprensibile lasciarli in macchina e poi andare a svolgere le loro attività quotidiane, mentre il bambino moriva d’ipertermia all’interno della macchina arroventata.
Il mio primo istinto è stato quello di accusare i genitori di negligenza, poi ho saputo da un’organizzazione per la sicurezza dei bambini che dal 1990 cento bambini erano morti per essere stati dimenticati in auto ma nessun genitore in precedenza era stato accusato di abusi e negligenza. Ho avuto modo di incontrarli.
Ho parlato con molti di questi genitori, ho ascoltato le registrazioni delle loro chiamate al 911 (il numero unico di emergenza per molti paesi nordamericani) che hanno fatto subito dopo aver trovato morto il loro bambino. Mi sono reso conto che, nella stragrande maggioranza dei casi, l’incidente non era stato causato da indifferenza o negligenza dei genitori.
Nel 2004 da quando ho iniziato a studiare i casi di bambini dimenticati in auto arroventate, più di 300 bambini sono morti o hanno subito danni cerebrali. Il Consiglio di sicurezza nazionale ha riferito che ai primi di giugno, rispetto all’anno scorso, è triplicato il numero di bambini morti dopo essere stati lasciati all’interno di auto surriscaldate. E’ il momento opportuno per ricordare i pericoli che corrono i bambini quando sono lasciati nelle auto in sosta e anche di esaminare quali sono le cause e che cosa è possibile fare per prevenire queste tragedie.

Il compito dei sistemi di memoria del cervello
Come neuroscienziato, ho studiato questo fenomeno dal punto di vista neurobiologico e cognitivo. Ho studiato i rapporti di polizia, come esperto fornisco il mio contributo in cause civili e penali, collaboro a programmi multimediali e documentari sul tema.
Sulla base della mia ricerca e la mia esperienza, dopo aver intervistato i genitori, ho sviluppato un’ipotesi su come avviene questa tragedia, in pratica questo tipo di errore della memoria è il risultato di una competizione tra il sistema di “memoria abitudine” e il sistema di “memoria prospettica” dove a prevalere è il sistema di memoria abitudine.
Memoria prospettica si riferisce ai processi e alle abilità implicate nel ricordo d’intenzioni che devono essere realizzate nel futuro come ricordarsi di andare a prendere il bambino all’asilo, partecipare a una riunione, comprare le batterie per la sveglia, seguire una trasmissione televisiva alle 21:00 di sera, ecc.
Memoria abitudine si riferisce alle attività che coinvolgono azioni ripetitive che sono eseguite automaticamente, come nella routine di guida da un luogo a un altro, ad esempio il tragitto da casa al lavoro.
La memoria prospettica è elaborata da due strutture cerebrali, l’ippocampo, che memorizza tutte le nuove informazioni, e la corteccia prefrontale, che è essenziale per fare progetti per il futuro. L’ippocampo fornisce l’accesso alla propria consapevolezza del fatto che un bambino è in macchina. La corteccia prefrontale consente a un genitore di pianificare un itinerario, compreso quello di portare il bambino all’asilo, piuttosto che a guidare per andare direttamente al lavoro.
Il sistema di memoria abitudine del cervello è incentrato sui gangli basali, permette alle persone di eseguire automaticamente le operazioni ripetitive. Esempi di memoria abitudine abbondano nella nostra vita quotidiana, incluse le attività come andare in bicicletta o legare i lacci delle scarpe. Riguarda anche quando inconsapevolmente i bambini sono lasciati in auto, in pratica quando ripetutamente guidiamo lungo un percorso prestabilito da casa al lavoro, la memoria abitudine può sostituire i piani memorizzati nella nostra memoria prospettica.
La soppressione della memoria prospettica causata dal predominio del sistema di memoria abitudine del cervello è un evento quasi quotidiano, per esempio accade quando torniamo direttamente a casa dimenticandoci che dovevamo fermarci al negozio di generi alimentari. Il sistema di memoria abitudine in questo caso, ci porta direttamente a casa, sopprimendo la nostra consapevolezza (memoria prospettica) che avevamo programmato di fermarci al negozio.
I potenziali problemi di memoria nel dimenticare di acquistare generi alimentari non sempre sono così bonari, ci sono esempi documentati di gravi tragedie collegate a errori di memoria del pilota di un aereo, come quello di  agenti di polizia che hanno dimenticato le loro armi cariche nei bagni.
La nostra difettosa memoria prospettica mette a rischio le persone che amiamo, è particolarmente vero quando riteniamo che le precauzioni non siano necessarie perché tali tragedie accadono solo a genitori negligenti. E’ evidente che questa ipotesi è sbagliata.

Cambi di routine, lo stress contribuisce agli errori
Anche se ogni caso è diverso, le situazioni tendono a condividere fattori in comune che contribuiscono a far lasciare i bambini in macchina: un cambiamento nella routine del genitore che lo porta a percorrere un itinerario alternativo; un cambiamento nel modo in cui il genitore durante la guida ha interagito con figlio che potrebbe essersi addormentato lungo il percorso, la mancanza della sua voce o non vedere un oggetto a lui associato come una borsa per pannolini.
In genere, durante la guida c’è stato il momento della scelta: andare all’asilo o scegliere un’altra destinazione (di solito dal lavoro a casa). I genitori a quel punto hanno riferito di aver perso la consapevolezza di avere il bambino in macchina.
I genitori distratti che hanno dimenticato i loro figli in auto, spesso riferiscono che prima o durante la guida hanno avuto problemi di stress. Molti avevano dormito poco.
I fattori di stress e privazione del sonno sono importanti nel modo in cui influenzano la memoria del cervello nelle attività di base e nel compromettere l’elaborazione della memoria prospettica. In ultima analisi, tutti o parte di questi fattori hanno portato i genitori a fare un percorso di viaggio, controllato dal loro sistema di memoria abitudine del cervello, che non includeva di fermarsi all’asilo.
In teoria, quindi, l’attivazione del sistema di memoria abitudine ha soppresso il loro sistema di memoria prospettica, ciò ha causato la perdita della consapevolezza della presenza del loro bambino in macchina.
La mia osservazione è che il cervello di ciascun genitore sembra aver creato il falso ricordo di aver portato il figlio all’asilo, quest’anomalia scientifica spiega perché questi genitori normalmente sono andati a svolgere la loro attività, che comprendeva anche di dire ai colleghi che avevano bisogno di lasciare il lavoro in tempo per andare a prendere il loro bambino all’asilo. Avere questa “falsa memoria” li ha indotti a dimenticare che il loro bambino era rimasto in macchina per tutto il giorno.
Molti di questi genitori sono stati accusati di omicidio colposo o addirittura omicidio, in questi casi non credo che sia appropriato incarcerare i genitori per la morte dei loro figli. Il dirottamento di memoria prospettica dalla memoria abitudine, e la perdita del genitore della consapevolezza della presenza di un bambino in macchina, per noi è un modo tragico per imparare come il cervello non può funzionare correttamente quando si trova in “modalità di memoria multitasking“. Nei casi che ho studiato in questi genitori, non c’è nessuna indicazione di atti di deliberata imprudenza o colpa grave per il benessere del bambino.
Infine, come possiamo fermare questa tragedia? Il primo passo è di accettare che la memoria umana è difettosa e che amorevoli e attenti genitori involontariamente possono lasciare i figli in auto. Per porre rimedio sono state proposte molte strategie, tra queste è utile un dispositivo come Remmy ti ricorda che il bimbo è ancora in auto. Applicato ad un qualsiasi seggiolino monitora costantemente la presenza del tuo bimbo “parlando per lui” in caso di pericolo, ti avvisa sempre della presenza del bimbo nell’abitacolo, si attiva immediatamente appena spegni l’auto.
La maggior parte delle persone rifiuta di adottare precauzioni perché credono che questi incidenti non potrebbero mai accadere a loro, un errore potenzialmente fatale.
La General Motors per le sue automobili ha compiuto alcuni progressi, ha sviluppato un dispositivo che aiuta a non dimenticare i bambini in macchina. Anche se applaudo ai loro sforzi, purtroppo hanno scelto di applicare questa tecnologia salvavita a un solo dei loro modelli. Per garantire che nessun bambino morirà dentro automobili roventi, è urgente varare una legge per obbligare le case automobilistiche a installare questi dispositivi in tutte le automobili».

Italia – Aggiornamento
Sicurezza stradale per i bambini in auto: normativa 2019 per i seggiolini auto anti abbandono

Obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono per chi trasporta bambini sotto ai 4 anni di età. Il decreto attuativo non sarà operativo da luglio 2019 come previsto ma slitterà all’autunno 2019 a causa di ritardi per ragioni burocratiche.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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