Papa Fracesco dopo Papa Leone XIII e Pio X rispolvera le foglie di coca

BBC News è stata tra le prime a riferire sulle intenzioni del Papa di masticare le foglie di coca per mitigare gli effetti dell’altitudine durante la sua recente visita in Bolivia. Sebbene dipinto come un viaggio radicale di un Papa radicale, la richiesta ha richiamato l’operato di due illustri predecessori Papa Leone XIII e Pio X (leggi più avanti), ha fatto emergere un ritorno all’uso di cocaina da parte di un Papa dopo un lungo periodo di astinenza.
Le foglie di coca anche se da migliaia di anni tradizionalmente sono utilizzate come un blando stimolante, sono discutibili poiché rappresentano la materia prima per la sintesi della cocaina in polvere. Effettivamente contengono cocaina nella forma definitiva, ma solo una bassa dose quando sono delicatamente masticate.
Papa Francesco probabilmente vuole masticare le foglie di coca per mostrare il sostegno per gli usi tradizionali della pianta, che, tra le altre cose, sono utilizzate per combattere freddo, fame e altitudine, ma a causa della Guerra alla droga, in Bolivia negli ultimi decenni è aumentata la pressione degli Stati Uniti per mettere fuori legge o distruggere le piante di coca.

Papa Leone XIII e Pio X consumatori di cocaina
Il vino Mariani fu particolarmente apprezzato da due papi: Leone XIII e Pio X. Il primo ne fu così entusiasta che, in segno della sua approvazione ufficiale, lo insignì di una medaglia d’oro speciale. Il ritratto di tale pontefice, inoltre, comparve quale “testimone d’alto rango” su alcuni manifesti e inserzioni che Mariani aveva ordinato per pubblicizzare il prodotto (vedi immagine).
Tecnicamente, il vino Mariani era preparato macerando 60 grammi delle “migliori foglie di coca” provenienti dal Perù, per 10 ore, in un litro di “fine Bordeaux“; poteva contenere da 150 a 300 milligrammi per litro di cocaina, cosicché un bicchiere non ne poteva accogliere più di 25-50 milligrammi. A queste dosi, la cocaina ingerita per bocca ha un’azione assai modesta, anche perché viene rapidamente idrolizzata in composti non psicoattivi. Ma nel “magico” vino del signor Mariani c’era un segreto, solo recentemente scoperto. Due gruppi indipendenti di ricercatori, a Barcellona in Catalogna ed a Miami in Florida, nel 1990 hanno scoperto che associando alcool e cocaina si forma un prodotto, il cocaetilene, che mantiene le caratteristiche psicostimolanti della cocaina. Pertanto – a parte qualche timore di una maggiore tossicità – l’assunzione della cocaina in soluzione nel vino potenzia di molto l’effetto di una stessa dose di alcaloide presa per bocca da sola.
In conclusione sulle intenzioni del Papa, Padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano ha detto:
«Non sono a conoscenza di programmi del Papa per superare i problemi con l’altitudine, il Pontefice farà quello che ritiene più opportuno. La gente utilizza tradizioni popolari, alcuni bevono l’infuso di coca, altri masticano le foglie di coca. Vediamo cosa decide di fare, se vuole, potrebbe anche masticare le foglie di coca».