Osservatorio urbano – Confronto tra le città del mondo con mappe interattive

Più della metà dell’umanità vive nelle città, e questa proporzione è in aumento. L’ONU predice che il 70 per cento della popolazione mondiale entro il 2050 vivrà in aree urbane. Capire che cosa funziona e cosa non funziona in questi ambienti densamente popolati è più urgente che mai.
Il sito Urban Observatory (Osservatorio Urbano) lanciato questa settimana spera di fornire un aiuto con un supporto per confrontare direttamente le città su una varietà di temi per citarne alcuni come la demografia, l’uso del suolo e trasporti.
L’Osservatorio Urbano è una collaborazione tra Esri, il gigante del software geospaziale, la società Radicale media, e Richard Saul Wurman, il creatore di TED e altre conferenze intellettuali.
La presentazione con una serie di schermi HD schierati a semicerchio (vedi foto), è avvenuta questa settimana alla conferenza degli utenti di Esri a San Diego.

Interagire con Urban Observatory
LOsservatorio Urbano è qui, dopo aver cliccato su “Avvia il confronto” (Start Comparing), l’applicazione ti consente di esplorare il tessuto vivente delle grandi città, passando in rassegna una serie di temi e città:
– per modificare i temi, fare clic sul nome di un argomento nell’elenco Temi;
– per cambiare città, fare clic sul nome della città nella lista delle città, oppure trascinare e rilasciare il nome della città su una delle tre mappe. Alcune mappe di confronto non sono disponibili quando sono assenti dati specifici sul tema scelto).

Il progetto 19.20.21
Il progetto 19.20.21 è nato da un discorso di Richard Saul Wurman dato alla conferenza ESRI 2010, in cui ha proposto lo studio di diciannove città che raggiungeranno i ventimilioni di abitanti nel 21° secolo. L’obiettivo dell’ Osservatorio Urbano è di estendere questo tipo di analisi comparativa per molte altre città.
Richard Saul Wurman in un’intervista rilasciata la settimana scorsa, ha detto:
«Sembra che sia ritornato l’interesse da parte delle persone che pensano a idee per la città, ma non hanno riferimenti su quello che accade in altre città. Non possono usufruire dei successi o dei fallimenti in altri luoghi. Ciò che serve è un modo pratico per affiancare le città e confrontarle sulla stessa scala. L‘Osservatorio Urbano può facilmente fare proprio questo: un sistema di navigazione semplice e intuitiva consente, per esempio, di confrontare la densità di popolazione di Tokyo e New York o la velocità media su una strada a Londra, Los Angeles, e Rio de Janeiro, poi con un clic sul pulsante per ingrandire o ridurre (+/-), le città selezionate cambiano scala contemporaneamente. L’idea è questa, al momento le città europee sembrano scalare in modo diverso rispetto al resto.
L’Osservatorio Urbano ha già sedici città che hanno volontariamente presentato i dati. Ci sono delle lacune, perché non tutte le città hanno fornito dati completi in ogni categoria o alla stessa risoluzione. Si spera di coinvolgere nel progetto un centinaio di città per avere un quadro ampio di dati su più aspetti della vita urbana, come la criminalità, la qualità ambientale, l’energia elettrica, l’acqua, ecc.
L‘Osservatorio Urbano potrebbe anche essere uno strumento vantaggioso per le imprese, per esempio, una casa automobilistica intenzionata ad aprire una nuova fabbrica, potrebbe usarlo per confrontare l’età della popolazione e il livello d’istruzione della potenziale forza lavoro, oppure per valutare i tempi di percorrenza dei lavoratori in base alla differente dislocazione della fabbrica. Forse potrebbe anche essere uno strumento per il cambiamento sociale.
Vorrei vedere includere nell’Osservatorio Urbano le informazioni sulla disponibilità di assistenza sanitaria, per esempio, o i consueti giorni di congedo di maternità concesso nei vari paesi.
Non sarebbe bello avere una fonte di confronto per questo tipo d’informazioni in tutte le nazioni? Terrebbe il mondo più trasparente mentre stiamo andando nella direzione della globalità».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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