Nuovo software di imaging in un secondo rileva l’ittero in un neonato

Immagina un sistema in grado di rilevare in un secondo se un neonato ha l’ittero, una condizione che colpisce il 60% dei neonati e che nei casi più gravi porta a danni cerebrali e perdita dell’udito. Visualizza quel sistema che avvia immediatamente un regime di trattamento e avvisa un’infermiera tramite messaggio di testo. Grazie ai ricercatori dell’Iraq e di Adelaide, tutti e tre gli scenari sono ora possibili.
Gli ingegneri della University of South Australia e della Middle Technical University nello studio pubblicato nella rivista di ingegneria Designs, hanno progettato un software di imaging che in un secondo è in grado di diagnosticare con precisione l’ittero, accendere automaticamente una luce Led blu per contrastarlo e inviare la diagnosi in un SMS all’assistente.
L’ittero è una condizione comune nei neonati, in particolare nei neonati prematuri, dove nel flusso sanguigno c’è un sovraccarico di un pigmento giallo-arancio chiamato bilirubina. L’ittero neonatale si verifica fino all’85% di tutti i nati vivi, compresi i bambini prematuri, di solito si risolve entro 3-5 giorni senza complicazioni significative, ma può portare a migliaia di decessi infantili, in particolare in Africa e nel sud-est asiatico, dove le opzioni di trattamento sono limitate. Lo studio pubblicato nel 2018 ha stimato che 75.000 bambini vivono con disfunzioni cerebrali in tutto il mondo a causa di complicazioni dovute all’ittero.
L’ittero normalmente si risolve rapidamente quando il fegato del bambino è abbastanza maturo da rimuoverlo dal corpo, tuttavia, nei casi gravi di ittero, causati da anemia falciforme, disturbi del sangue e mancanza di alcuni enzimi, la fototerapia viene normalmente utilizzata per trattare la condizione, utilizzando la luce blu fluorescente per abbattere la bilirubina nella pelle del bambino.
Javaan Chahl, ingegnere di telerilevamento della University of South Australia, ha affermato:
«L’ittero è particolarmente diffuso nei paesi in via di sviluppo dove spesso non ci sono le attrezzature o il personale medico qualificato per trattarlo efficacemente. Utilizzando tecniche di elaborazione delle immagini estratte dai dati acquisiti dalla fotocamera, possiamo esaminare in modo economico e accurato i neonati per l’ittero in modo non invasivo, prima di eseguire un esame del sangue. I livelli di bilirubina quando raggiungono una certa soglia, un microcontrollore attiva la fototerapia a Led blu e invia i dettagli a un telefono cellulare. Ciò può essere fatto in un secondo, significa fare la differenza nei casi più gravi, in cui possono verificarsi danni cerebrali e perdita dell’udito se il trattamento non viene somministrato rapidamente».
I ricercatori hanno testato il sistema in un’unità di terapia intensiva a Mosul, in Iraq, su 20 neonati con diagnosi di ittero; un secondo set di dati ha interessato 16 immagini di neonati, cinque dei quali sani e il resto itterico. Il sistema è stato anche testato con successo su altri quattro manichini con pelle di colore bianco e marrone, con e senza pigmentazione di ittero.
Javaan Chahl ha detto:
«La ricerca precedente non è stata all’altezza, utilizzava i sensori per trovare un modo non invasivo per rilevare l’ittero. I metodi sperimentati sono stati inaffidabili, costosi, inefficienti e in alcuni casi quando i sensori avevano bisogno del contatto con la pelle, hanno causato infezioni e allergie. Il nostro sistema supera questi ostacoli rilevando immediatamente l’ittero basato su una nuova rappresentazione digitale del colore, consente un’elevata precisione diagnostica a un costo relativamente basso. Potrebbe essere ampiamente utilizzato negli ospedali di tutto il mondo e nei centri medici dove non sono disponibili strutture di laboratorio e personale medico qualificato».

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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