Nuove ricerche mostrano come l’interazione cervello-computer sta cambiando il cinema

Negli ultimi anni, abbiamo assistito allo straordinario sviluppo di tecnologie protesiche neurali in grado di sostituire o migliorare le funzioni del nostro sistema nervoso centrale, ad esempio, dispositivi come le interfacce cervello-computer (BCI) consente la comunicazione diretta del cervello con un computer. La tecnica più comune applicata in questi dispositivi, è l’elettroencefalografia (EEG) – una registrazione dell’attività elettrica attraverso il cuoio capelluto. Tali tecnologie sono utilizzate principalmente nel settore sanitario, la nuova ricerca dimostra come molto possa cambiare anche nel futuro del cinema.
Non è un caso. Gli artisti sono stati tra i pionieri nell’uso di queste tecnologie, sviluppando applicazioni creative fin dalla loro prima apparizione nel 1960. I primi esempi includono Music For Solo Performer (1965) di Alvin Lucier, è considerata la prima esecuzione eseguita utilizzando la tecnologia EEG. Opere d’arte interattive, da Brainwave Drawings (1972) di Nina Sobell, all’installazione Alpha Garden (1973) di Jaqueline Humbert, illustrano anche come il mondo dell’arte abbia aperto la strada.

Realizzazione di film interattivo
Nello stesso periodo è stato presentato il primo film interattivo. La commedia Kinoautomat (1967), creata in Cecoslovacchia, permette al pubblico di decidere il corso degli eventi nel film votando con dei pulsanti. I registi acclamati, come Peter Greenaway da allora hanno sostenuto le nuove possibilità delle tecnologie interattive nel cinema.
Recentemente, l’industria cinematografica sta mostrando interesse per le tecnologie emergenti, come la Realtà Virtuale (Virtual Reality – VR). La pietra miliare in questa direzione è stata il premio speciale conferito dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences Board nel 2017 a “Carne y Arena” diretta da Alejandro G. Iñárritu. Carne y Arena è un’installazione VR, aprirà “nuove porte di percezione cinematografica”. Ciò fa seguito al lavoro di un numero crescente di festival (come il Festival internazionale del cinema di Berlino e la Mostra del Cinema di Venezia), con registi e ricercatori impegnati a studiare le potenzialità dell’uso delle nuove tecnologie interattive nel cinema.
Tra le più recenti innovazioni ci sono le nuove interfacce wireless Cervello-Computer, ora a basso costo sono disponibili sul mercato come cuffie. Sono già utilizzate nei giochi per computer e nelle arti, recentemente sono state applicate anche nel cinema interattivo, ad esempio, gli studi di Hollywood, come Universal e 20th Century Fox hanno rilasciato versioni interattive dei loro film, dove lo spettatore può controllare i momenti chiave della trama con l’uso di un auricolare BCI.

Interazione multi-cervello
La ricerca getta nuova luce su come il nostro cervello può controllare un film non solo per l’home entertainment, ma anche in un evento live al cinema. Mostra come ciò possa essere usato per portare al pubblico un’esperienza nuova, coinvolgente e collettiva: in particolare, è stato sviluppato un nuovo sistema che consente l’interazione di più cervelli. Il sistema è stato utilizzato in un nuovo evento di cinema live, creato per questo scopo è stato presentato al CCA: Centre for Contemporary Arts di Glasgow. (vedi immagine).
La tecnologia per la prima volta ha permesso a un artista e a due spettatori di interagire simultaneamente: utilizzando la loro attività cerebrale passiva – separatamente o congiuntamente – sono stati in grado di controllare gli aspetti del film proiettato in diretta. Il loro passaggio da stati cognitivi rilassati a stati cognitivi più attenti è stato visualizzato come un cambiamento cromatico da tinte più fredde a quelle più calde: nelle proiezioni dal vivo ha creato il costante cambiamento del colore e impostato l’atmosfera generale della narrazione.
L’evento è stato anche un esperimento di neuroscienze in un ambiente reale con la presenza di pubblico. Ha permesso di ottenere dati da parte dei partecipanti, hanno fornito risultati importanti, dimostrando di essere in grado di capire quali parti dell’evento erano controllate dalla loro attività cerebrale e come. Scene particolari hanno suscitato in loro un’impressione particolare, allo stesso tempo, la loro attenzione e impegno emotivo è incrementato, pur avendo la sensazione di essere “collegati”.

Il nuovo orizzonte del cinema
L’esperimento fornisce nuovi strumenti e metodi per creare film interattivi con l’uso dell’attività cerebrale degli spettatori, dimostra come l’interazione cervello-computer nel cinema possa migliorare la percezione e l’impegno del pubblico. E ancora di più, apre un nuovo orizzonte di possibilità. Il pubblico in futuro potrà immergersi e controllare collettivamente un film attraverso la loro attività cerebrale combinata.
La cinematherapy, ormai da qualche tempo nota e praticata, indica come la visione di film crea sotto il profilo psicologico, un “effetto pausa” per i malati, aiutando a ridurre la percezione del dolore, creando uno stato di benessere riscontrabile a livello neurologico. Le neuroscienze hanno ulteriormente validato questa tesi (neurocinema) arrivando a misurare gli effetti fisici durante la visione d’immagini in movimento e rilevando miglioramenti.
Insieme agli studi sull’effetto dei film sull’attività cerebrale degli spettatori, queste nuove possibilità amplieranno ulteriormente le arti e le scienze del cinema. Faranno inoltre progredire la nostra comprensione di come collettivamente in situazioni emotive ci impegniamo, collaboriamo e partecipiamo.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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