Nuova tecnica molecolare potrebbe reinventare la chirurgia plastica, senza tagli, cicatrici o dolore

La chirurgia plastica spesso mira a rendere le persone esteticamente più gradevoli, ma l’operazione in sé è tutt’altro che bella. I medici per rimodellare un naso o un orecchio, devono tagliare e suturare il tessuto da trattare. Il paziente deve quindi attraversare una lunga fase di recupero e rischiare di rimanere cicatrizzato.
La chirurgia plastica in futuro potrebbe essere molto più sicura, veloce e conveniente, grazie a una nuova tecnica di chirurgia molecolare, consiste nel far passare l’elettricità attraverso la cartilagine, il chirurgo plastico invece di tagliarla con un bisturi mette uno stampo in 3-D sul tessuto per rimodellarlo nella forma desiderata.
Michael Hill, ricercatore dell’Occidental College, autore principale del nuovo studio, presentato all’American Chemical Society (ACS) Spring 2019 National Meeting & Exposition, ha detto:
«Prevediamo questa nuova tecnica come una procedura a basso costo fatta in anestesia locale. L’intero processo richiederebbe circa cinque minuti».
Michael Hill e colleghi hanno inventato la nuova tecnica per caso mentre cercavano un metodo per rimodellare la cartilagine senza distruggerla. Hanno prima sperimentato con il laser, ma hanno scoperto che il metodo è costoso e poco pratico, poiché la cartilagine non potrebbe diventare malleabile senza uccidere le cellule.
I ricercatori al posto del laser hanno provato l’elettricità, sono rimasti stupiti dai loro risultati, la cartilagine si è ammorbidita, diventando malleabile, senza calore.
La struttura della cartilagine assomiglia a quella degli spaghetti, essendo composta di piccole fibre rigide che sono intrecciate casualmente dai biopolimeri, contiene anche proteine caricate negativamente e ioni sodio caricati positivamente. L’elettricità quando è fatta passare attraverso la cartilagine, l’acqua all’interno del tessuto è elettrolizzata, rompendo le molecole d’acqua in ossigeno e ioni idrogeno: poiché la carica positiva dei protoni annulla la carica negativa delle proteine, la densità del materiale si riduce, rendendo la cartilagine più malleabile, potrà essere modellata in qualsiasi forma.
Il metodo è stato testato sulle orecchie del coniglio (queste normalmente stanno in posizione eretta), ponendo uno stampo in 3-D su una delle orecchie, ha piegato la cartilagine mentre una corrente elettrica è stata applicata al tessuto (l’orecchio senza l’elettricità che scorre attraverso la cartilagine, sarebbe tornato nella sua posizione verticale originale).
La cartilagine si è indurita in una nuova forma dopo lo spegnimento della corrente e la rimozione dello stampo in 3-D. Raggiungere lo stesso risultato con i metodi tradizionali avrebbe comportato un intervento chirurgico con il taglio della pelle e la cartilagine, ciò comporta la formazione di tessuto cicatriziale inestetico nel punto dell’incisione. La chirurgia molecolare, invece, non causa cicatrici o dolori.
La stessa procedura al posto dell’orecchio del coniglio, potrebbe essere utilizzata per modellare il naso di una persona, riparare un setto nasale deviato, ripristinare la funzione alle articolazioni rigide, correggere la vista alterando la forma della cornea.
I ricercatori stanno esplorando la possibilità di licenza con aziende produttrici di dispositivi medici, saranno necessari diversi anni prima di vedere all’opera la nuova chirurgia plastica.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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