Non è il Pifferaio di Hamelin, scienziato mette a punto un metodo ingegnoso per catturare i topi

In giro non c’è il Pifferaio di Hamelin, i ratti sono una minaccia e devono essere affrontati. Idan Shapira, ricercatore di biologia alla Massey University di Albany, in Auckland (Nuova Zelanda), ha messo a punto un nuovo metodo per combattere la popolazione dei ratti che infestano i parchi regionali di Auckland.
Idan Shapira, impegnato presso l’Istituto di Scienze Naturali a Albany, ha detto:
“Per attirare i ratti selvatici, sfuggiti all’esca alimentare, ho testato con successo l’impiego di topi da laboratorio vivi in gabbia. La tecnica si basa sul potere dell’attrazione olfattiva dei membri della stessa specie, quando si cercano per l’accoppiamento o per semplice curiosità”.

Il Dipartimento di Conservazione e il Consiglio Comunale di Auckland, hanno mostrato interesse ad utilizzare questo metodo di  derattizzazione nelle isole protette e nelle riserve, così come nello Zoo di Auckland.
Idan Shapira, negli ultimi tre anni, per il suo studio di dottorato sul ruolo di attrazione olfattiva nei roditori, ha potuto provare in anteprima il metodo, ha detto:
“E’ particolarmente adatto nelle aree protette come le isole, dove l’eradicazione dei topi è difficile con le esche alimentari tradizionali a causa dell’abbondanza di cibo naturale dell’habitat. In questi scenari, un ratto può procurare significativi effetti devastanti sulla conservazione della specie d’insetti e uccelli.
La trappola di Idan Shapira, ha due scomparti adiacenti: il primo ospita il topo esca, il secondo è predisposto per catturare il topo selvaggio quando entra.
Idan Shapira, durante gli esperimenti sul campo di Shakespear Regional Park a nord di Auckland, Matuku Reserve negli Waitakere Ranges a Ovest di Auckland, e su terreni privati, ha verificato la validità della sua trappola: utilizzando esche alimentari ha catturato otto topi, con il suo metodo, più di cinquanta. Validità confermata anche da Craig Knapp, coordinatore dello Zoo di  Auckland, ha detto:
“Il metodo è stato un grande successo allo zoo, ha permesso di catturare undici ratti, difficile farlo con le trappole tradizionali perché i topi trovano altro cibo sparso nello zoo”.
La Nuova Zelanda non ha ratti autoctoni, ma Rattus norvegicus (ratti norvegesi), erano sulle navi dei primi esploratori arrivati qui alla fine del 1700 e i ratti ship (ratti delle navi, noti come ratti neri) arrivati più tardi con le navi europee.
Le due razze invasive hanno eliminato numerose specie di uccelli e insetti, ed hanno avuto un effetto devastante su molte altre specie.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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