Multitasking: perché dobbiamo abbassare la musica in fase di parcheggio?

Hopes and Fears (Speranze e timori) risponde alle domande di utenti con l’aiuto di persone qualificate. Hanno chiesto a ricercatori in scienze cognitive perché il multitasking è un problema.

Nonostante un’infinità di tecnologia a nostra disposizione, progettata per renderci più veloci e più efficienti in tutto, dalla camminata ai servizi bancari, dagli appuntamenti al sonno, solo il cervello (non di tutti)  può elaborare simultaneamente tanti compiti. Studi hanno dimostrato che la maggior parte di noi sopravvaluta le proprie capacità di multitasking non sapendo che solo il 2% della popolazione eccelle nel sapersi destreggiare in più attività alla volta.
Ora che in qualche modo abbiamo la situazione più chiara (non sentiamoci mortificati), proviamo a pensare all’ultima volta che abbiamo parcheggiato la macchina, probabilmente stavamo ascoltando la musica, nel fare monovra abbiamo abbassato il volume della radio. E’ stato chiesto a diversi ricercatori di fornire una spiegazione scientifica sul motivo che alcune volte i nostri sensi tra di loro sono in competizione quando contemporaneamente stiamo cercando di completare più attività. Ecco le risposte.

Barbara G. Shinn-Cunningham direttore Computational Neuroscience and Neural Technology, professore Ingegneria Biomedica della Boston University
«E’ semplicemente distrazione. Forti suoni sono difficili da ignorare, soprattutto la musica o un discorso, sono davvero coinvolgenti. Il tuo cervello vuole elaborarlo, ed è difficile bloccarlo. Non è possibile concentrarsi su troppe cose in una volta, c’è un limite centrale su ciò che possiamo elaborare. Il suono della radio sottrae risorse su ciò che stiamo veramente cercando di concentrarci, come questo difficile problema sensomotorio di sterzare la ruota proprio al momento e all’angolo giusto, coordinando l’azione con lo spostamento del piede calibrando la giusta quantità di forza dal freno all’acceleratore e viceversa.
Molti scienziati e ricercatori stanno cercando di valutare la nostra capacità di elaborazione: qual è il numero di cose che possiamo fare in una sola volta? Non c’è un unico numero preciso, perché quanto due azioni s’interferiscono, dipende dalla natura delle azioni. Se io sto cercando di ascoltare due cose insieme, è quasi impossibile. Posso ascoltare e fare qualche altra cosa relativamente semplice che non impegna l’udito, come far rimbalzare una palla, con poca fatica: più i compiti sono comuni o simili, più stanno in competizione sulla stessa risorsa neurale e più s’interferiscono.
Tornando alla domanda iniziale, anche se le tecniche applicate nel parcheggio e nell’ascolto non condividono molte somiglianze, se un compito è davvero difficile (come il parcheggio parallelo su una strada trafficata della città con pedoni, ciclisti e macchine che sfrecciano), anche la più piccola quantità d’interferenza al parcheggio può portare a un’ammaccatura nel vostro paraurti».

Larry D. Rosen, Professore ex presidente del Dipartimento di Psicologia, California State University, Consulente di ricerca
«Quando ci troviamo di fronte ad un compito che richiede un’intensa concentrazione, abbiamo bisogno di tutto il nostro cervello per l’elaborazione delle scelte e l’esecuzione delle azioni, tutto ciò che toglie risorse, diminuisce la nostra capacità di svolgere il compito. La maggior parte della nostra ricerca purtroppo mostra che persone, giovani e meno giovani, impegnate con la tecnologia non ha idea di quello che realmente possono fare contemporaneamente. L’87% della iGeneration (persone nate a metà o fine del 1990), ritengono di poter svolgere l’ottantasette per cento della doppia attività che abbiamo presentato; quelli della Net Geners (giovani nati tra il 1982 e il 1991), sono proprio convinte di poter fare contemporaneamente l’81% di due compiti, come la riproduzione di video giochi e sms o leggere un libro e parlare di persona con qualcuno».

Arthur B. Markman, Dipartimento di Psicologia, Università del Texas ad Austin
«La guida fondamentalmente è un compito che richiede una piccola quantità di pianificazione, quindi, se si sta guidando in autostrada, di tanto in tanto, è necessario pensare alle vetture davanti che potrebbero cambiare corsia. La pianificazione a più alto livello mentre si guida è di distogliere l’attenzione dalla radio (o una conversazione al cellulare). Spostare la vostra attenzione avanti e indietro tra le varie attività che state facendo, non è multitasking; quando si parcheggia (o quando le condizioni della strada si fanno impegnative a causa di un incidente o di cattivo tempo), allora il compito di guidare richiede più pianificazione. In piccoli spazi di manovra ci sono persone che camminano nel parcheggio o che attraversano la strada, più macchine che potrebbero fare manovre imprevedibili. La radio in un ambiente ad alta pianificazione diventa una distrazione rilevante, è bene abbassarla o spegnerla piuttosto che provare attivamente a ignorarla».

Russell A. Poldrack, Professore di Psicologia, Università di Stanford
«Parcheggiare l’auto, soprattutto in un luogo sconosciuto, richiede una notevole quantità di controllo cognitivo per elaborare tutte le informazioni necessarie per compierlo con successo. Sappiamo dalla ricerca neuroscientifica che questo tipo di controllo cognitivo è collegato alla corteccia prefrontale, ci aiuta a guidare il nostro comportamento in base al nostro feedback insieme con i nostri obiettivi (per esempio, non danneggiare la macchina).
La ricerca ha anche dimostrato che le funzioni della corteccia prefrontale migliorano con una moderata quantità di stimoli, il rapporto è stato collegato al suo interno alla quantità di particolari sostanze chimiche cerebrali chiamate catecolamine.
In pratica quando la stimolazione è troppo grande (come quando siamo stressati), la nostra corteccia prefrontale inizia a fallire, perdiamo traccia di quello che stiamo facendo, diventiamo facilmente distratti: Yale Amy Arnsten neuroscienziato l’ha definito come “la biologia di essere esausto“.
Abbassare la radio quando stiamo cercando di concentrarci sulla manovra di parcheggio, è il nostro modo di proteggere le nostre preziose risorse prefrontali in modo da poter rimanere concentrati su un compito a portata di mano».

Christian Janssen, Ricercatore, Dipartimento di Psicologia Sperimentale, Università di Utrecht
«Io non sono sicuro quanto frequentemente le persone durante il parcheggio abbassano la musica, non è una brutta cosa da fare dal punto di vista multitasking. La ricerca ha dimostrato che le persone limitano le “risorse mentali” per dedicarle alle attività cui stanno lavorando. In questo caso dedicano le risorse a mansioni più importanti come quella di parcheggiare l’auto senza incidenti.
In varie situazioni come tali risorse funzionano e quanto facile è il multitasking, è ancora un’area attiva di ricerca: più sovrapposizione c’è tra la natura dei due compiti, più si fa uso delle stesse risorse, e più è difficile eseguirle contemporaneamente. E’ questo il motivo per cui è pericoloso guardare il cellulare mentre si è alla guida, s’impegnano i nostri occhi e le aree di elaborazione visiva nel cervello. Allo stesso tempo, mentre si canta, è relativamente facile lavare i piatti (o radersi la barba), perché queste attività hanno poca sovrapposizione (sistema uditivo per il canto, sistema manuale per il lavaggio e la barba).
Il parcheggio dell’auto a prima vista richiede differenti risorse: visiva, manuale e uditiva per l’ascolto della radio. Tuttavia, ci potrebbe essere ancora qualche interferenza, soprattutto per chi è un ascoltatore attivo. Recenti ricerche suggeriscono che più attivamente si contribuisce a un compito uditivo (ad esempio, come in un’intensa conversazione), tanto più ci si può distrarre.
Un’ipotesi è che la procedura di avvio di un processo (pensare) può distrarre, anche se relativamente ci sarà poca “attività procedurale” come durante l’ascolto passivo, ci potrebbe essere qualche piccola interferenza con l’ascolto attivo. Riducendo il volume della radio si riduce al minimo la presenza d’interferenze.
Altro motivo per abbassare il volume della radio è dovuto a una maggiore consapevolezza della situazione: se il volume della radio è basso, è più facile ascoltare i suoni all’interno della macchina (ad esempio, il sistema di assistenza al parcheggio) e quelli fuori dalla vettura (ad esempio, il vociare di bambini che corrono vicino l’auto). In pratica si può essere più consapevoli della situazione circostante quando altri suoni (ad esempio, la radio) non interferiscono. In tal modo si può reagire velocemente a questi suoni.
Le auto moderne sono sempre più insonorizzate, pertanto, anche con il basso volume della radio può essere difficile ascoltare ciò che accade intorno a voi. Nella nostra ricerca abbiamo esaminato le implicazioni che questo produce con l’arrivo di telefonate in auto. Le persone che chiamano potrebbero non essere consapevoli del fatto che interferiscono con chi è alla guida nel traffico. In questi casi si consiglia di fare la chiamata in un momento successivo, dedicare le risorse limitate per compiti più importanti».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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