Missione fallita

Sul ragazzo sardo caduto a 25 anni in Iraq, tutto quello che c’era da dire lo ha detto suo padre, che più di ogni altro ha diritto di parlarne. Pacato, dignitoso e fermissimo, ha ragionato davanti alle telecamere su una missione accettata più che altro come lavoro e per avere quello che ha definito uno «stipendietto». Ha poi dichiarato che i nostri soldati «non ci fanno niente a Nassiriya» e devono tornare a casa. Alla fine, guardando la foto del ragazzo sorridente che non gli sorriderà più, ha concluso con voce incrinata: «Non piango un figlio dato alla patria; piango un figlio». A questa sorta di orazione civile, la politica non dovrebbe aggiungere che decisioni rapide. Proprio il rispetto per i morti adesso richiede di contenere i danni di una guerra sbagliata, dichiarata su motivazioni false. Una guerra nella quale il governo Berlusconi ha coinvolto l’Italia, non per aiutare gli iracheni, ma per indebolire Francia e Germania, dividere l’Europa e fare un favore a Bush. La missione è fallita, Bush ha fallito ed ha fallito pure Berlusconi.
Maria Novella Oppo – Unità online.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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10 thoughts on “Missione fallita

  1. Finalmentei genitori dicono quello che oprovano dentro:RITIRO,E INVECE LORO FINO ALLA FINE DELL’ANNO QUANTI FUNERALI ANCORA!non bastano questi morti vogliono superare il record,Fausto svegliati io farei cadere anche il governo per non sentirmi complice.Ciaio amico alla prossima.

    🙁

    L’ESPLORATORE

  2. la guerra è guerra. non esite una guerra giusta. la presenza degli italiani in iraq non giustifica nessun intervento “militare” di pace.

    FUORI L’ITALIA DALL’IRAQ. SUBITO!

    ciao patty! : )

  3. per salvare vite umane, per interrompere la spirale di morte, per operare una pressione internazionale che provochi la fine delle occupazioni militari, chiediamo che il Parlamento italiano dia un segnale forte di discontinuità, immediatamente e senza ambiguità.

    Il nostro saluto sia con le parole di Gandhi:

    “Non c’è una strada che porta alla pace, la pace è la strada”

    PRIMI FIRMATARI:

    Luigi Ciotti, Tonio Dell’Olio, Gino Strada, Alex Zanotelli

  4. senza offesa ma dire “blablabla, fuori dall’Iraq subito” non risolve un ca#

    tra l’altro metà della gente che dice questo è quella che di solito quando muore un americano dice “beh, se la sono cercata”

    ma sti cazzi, dico io

  5. Oggi a vedere tutti quel ragazzo morto,e messo a dsposizione degli esseri umani,perchè caduto sul campo di battaglia,e poi la chiamano pace,io dico che il padre se potesse rimandare indietro quel momento non guarderebbe più in faccia questi politici,che pensano a guardare quella cassa con tanto amore falso.Ciao amico mio alla prossima.

    🙂

    L’ESPLORATORE

  6. Berlusconi persevera e parla di un ritiro codardo…

    Che vadano personalmente lui e Bush a tenere testa ai terroristi che loro stessi hanno creato!!!!

    Senza sminuire il dolore e le dignitosissime parole del padre del ragazzo, ci sarebbe da dire che chi partecipa alle missioni, non percepisce esattamente uno stipendietto…

    Un dato certo, però c’è: in Sardegna il tasso di disoccupazione è talmente alto, che, per tanti giovani la carriera militare è uno dei pochi ripieghi…

  7. l’assurdita ora che anno fatto secco al zaqqone, che voglio dire chissà nelle mani di chi sono andati a finire quei venticinquemilioni di dollaroni…magari di gente che si compra armi…o esplosivi…ad ogni modo si è andati li perchè per salvare un popolo dal dittatore, per salvare il mondo dalle armi di massa, questa era la versione ufficiale, ora di terrorismo non è che ce ne fosse tanto, voglio dire di atti immondi non è che ce ne fossero di più rispetto ad altri stati, ad esempio centrosuamericani, o via africani…e allora perchè…e soprattutto quel terrorismo iracheno non è stato forse creato dall’intervento del trittico della pace? e ancora complessivamente quanti morti è costata questa opera di pace e nn parlo soltanto dei morti immediati, parlo dei mutilati dei feriti e di tutti coloro che creperanno grazie all’eredità dell’uranio impoverito in iraq come nei paesi in cui torneranno militari costantemente esposti a quella merda…e poi domandiamoci pure il come e il perchè delle cose e se qualcuno vuole dire armiamoci e partite beh imbracci il fucilino con le pallottoline impoverite e vada a portare la pace, credo cambino molto le opinioni con l’odore della carne bruciata e i continui lamenti per la morte giornaliera, non dimentichiamoci che gli iracheni piangono tutti i santi giorni qualcuno che passa a miglior vita, eh beh il prezzo della democrazia…

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