Marco Travaglio: D'Alema ricattato da Berlusconi, non può fare il Presidente

Atto di accusa del giornalista Marco Travaglio contro D’Alema: "Può il responsabile accertato di un reato penale aspirare al Quirinale e, soprattutto, Presidente del CSM"?

Il Presidente della Repubblica non deve essere figura “super partes” nel senso di equidistante tra le due coalizioni, o imparziale rispetto ai valori in conflitto. Il Presidente della Repubblica rappresenta l’unità della nazione nel segno della Costituzione. E’ il custode della Costituzione, il suo garante, dunque l’intransigente difensore dei valori da cui nasce la Costituzione repubblicana. In questa senso preciso, quale candidatura (e perché) è più indicata per un Presidente di tutti gli italiani?
Ha ragione Claudio Rinaldi: non s’è mai visto, in Italia, un presidente della Repubblica che sia il “dominus” di un grande partito. Saragat era segretario di un piccolo partito. Gronchi, Segni, Leone e Cossiga erano outsider nella Dc, e Pertini lo era nel Psi, mentre Einaudi e Ciampi erano tecnici prestati alla politica ma estranei ai giochi di partito. Massimo D’Alema è indiscutibilmente l’azionista di maggioranza dei Ds. Senza contare che gli eredi del vecchio Pci, usciti dalle elezioni con meno del 30 per cento della somma dei voti, hanno già avuto la terza carica dello Stato con Bertinotti: attribuire loro anche il Quirinale parrebbe francamente eccessivo rispetto agli orientamenti emersi nel Paese dalle ultime elezioni.
C’è poi il problema del presidente della Repubblica come “custode e garante della Costituzione”: che custode e garante potrebbe essere un D’Alema, che come presidente della Bicamerale firmò una controriforma che faceva a pezzi l’intera seconda parte della Costituzione, violando anche alcuni principi contenuti nella prima e accettando indecenti compromessi al ribasso sulla giustizia e l’indipendenza della magistratura? Lo stesso dicasi per Giuliano Amato, grande architetto della cosiddetta “Grande Riforma” costituzionale in senso presidenzialista- cesarista ai tempi di Craxi.
Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Franco Marini? Due accaniti e autorevolissimi sostenitori di Berlusconi come Giuliano Ferrara e Vittorio Feltri stanno svolgendo una martellante campagna mediatica a favore della candidatura di D’Alema. E favorevoli a D’Alema si sono nella sostanza dichiarati altri pasdaran berlusconiani come Paolo Guzzanti e don Gianni Baget Bozzo. Non c’è il rischio che una elezione di D’Alema avvenga nel modo più equivoco, con franchi tiratori del centro-sinistra compensati da franchi tiratori (a lui favorevoli) del mondo berlusconiano, mentre quello stesso mondo griderà alla “occupazione comunista” dello Stato?
Oltre agli sponsor di D’Alema già citati, vorrei ricordare che D’Alema è anche il candidato di altri autorevoli personalità come i pregiudicati Marcello Dell’Utri e Paolo Cirino Pomicino, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il latitante Oreste Scalzone, Lanfranco Pace, Francesco Cossiga, Piero Ostellino, Pietrangelo Buttafuoco, Marcello Veneziani, Carlo Rossella, Falco Accame. Bisognerebbe domandarsi perché mai D’Alema piaccia così tanto a personaggi simili. E che cosa si aspettino da lui simili personaggi. E se magari sappiano qualcosa che noi ancora non sappiamo.

D’Alema prescitto per un finanziamento illecito
A questo proposito, vorrei aggiungere qualche concreto elemento fattuale che dovrebbe caldamente sconsigliare l’ascesa al Colle più alto di Massimo D’Alema. Il presidente Ds si è salvato per prescrizione in un processo relativo a un finanziamento illecito di 20 milioni di lire ricevuto a metà degli anni 80 da un imprenditore barese colluso con la Sacra Corona Unita, il re delle cliniche pugliesi Francesco Cavallari, che poi ha patteggiato una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa (perché, fra l’altro, ingaggiava esponenti delle cosche baresi nelle sue cliniche per far pestare a sangue i sindacalisti della Cgil che scioperavano contro le violazioni dello Statuto dei lavoratori e rifiutavano di iscriversi a un sindacato “giallo” allestito dallo stesso imprenditore).
D’Alema confessò di aver ricevuto denaro in nero da quel soggetto al termine di una cena nella di lui casa, senza registrarlo fra i contributi elettorali come prevedeva (e prevede) la legge. Insomma, confessò di aver commesso un reato. Può il responsabile accertato di un reato penale aspirare a diventare capo dello Stato e, soprattutto, presidente del Consiglio superiore della magistratura?
C’è poi il problema delle amicizie non proprio raccomandabili che Massimo D’Alema ha intrecciato nel corso della sua carriera politica. Un capo dello Stato non solo non dev’essere ricattabile, ma non deve neppure sembrarlo. Nella sua Puglia, il nome di D’Alema è associato allo scandalo della Missione Arcobaleno, che ha visto coinvolti alcuni uomini a lui vicini indagati dal futuro sindaco di Bari Michele Emiliano; e alla Banca del Salento, poi Banca 121, gestita da suoi amici con risultati disastrosi soprattutto per i risparmiatori (centinaia di persone sul lastrico per i famosi investimenti nei fondi “My Way” e “Four You”).
Quando è stato presidente del Consiglio, D’Alema ha diretto i giochi della più controversa delle privatizzazioni, quella della Telecom, affidata a una congrega di finanzieri senza blasone ma soprattutto senza soldi, che acquistarono il colosso a debito, cioè con i soldi delle banche, riempiendolo di buchi (che oggi ammontano ormai a 53 miliardi di debiti). L’operazione fece dire a Guido Rossi che Palazzo Chigi somigliava a ”una merchant bank dove non si parla l’inglese”. Anche perché la congrega dei “capitani coraggiosi” approdati a Telecom era formata dal ragionier Colaninno, dal dottor Gnutti e dell’ingegner Consorte. Il secondo e il terzo si sono poi ritrovati, insieme ad altri vecchi amici di D’Alema, nella scalata dell’Unipol alla Bnl, che i giudici di Milano definiscono “associazione per delinquere” finalizzata a una serie di gravi reati.
Di quella scalata D’Alema s’interessò attivamente: sia in pubblico con dichiarazioni a sostegno di Consorte, in difesa di Gnutti e anche di Ricucci e degli altri “furbetti”; sia in privato, come risulta dalle sue telefonate intercettate con Consorte (diverse volte) e da un contatto telefonico (poi abortito) addirittura con Fiorani. Intanto il senatore suo sodale Nicola Latorre parlava sia con Consorte sia con Ricucci. Seguiva la pratica Unipol lo studio Zulli, da sempre associato con Giulio Tremonti.
Quelle telefonate, diversamente da quelle di Piero Fassino subito pubblicate dal “Giornale” berlusconiano, restano al momento segrete. Ma, secondo le denunce degli stessi Ds, Berlusconi sarebbe in possesso del “dischetto” completo delle intercettazioni disposte dai magistrati milanesi. In questo caso, noi non sappiamo che cosa contengano quelle conversazioni, ma Berlusconi sì. Quale uso ne viene o ne può essere fatto, visto che il Giornale ha improvvisamente interrotto la pubblicazione dei testi appena finito con quelli di Fassino? Non sarebbe il caso di renderne noto il contenuto, per dissipare ogni sospetto di ricatti? Finchè ciò non avverrà, intorno a Massimo D’Alema permarrà un fumus oggettivamente ricattatorio. Che è totalmente incompatibile con le sue aspirazioni per la Presidenza della Repubblica.
Non è doveroso che tutto avvenga alla luce del sole, poiché è questo che distingue radicalmente la trattativa dall’inciucio? E poiché tocca alla maggioranza cominciare, non sarebbe giusto che il centro-sinistra formuli una rosa di nomi, che comprenda oltre a politici di partito (D’Alema e Marini) e a politici di confine con la società civile (Amato) anche personalità estranee ai partiti, come la costituzionalista Lorenza Carlassare o il giurista Franco Cordero?
Aggiungerei all’elenco personalità super partes come Giovanni Sartori, Gustavo Zagrebelski, Tullia Zevi e Mario Monti.
Fonte Dagospia

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Pino Silvestri

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19 thoughts on “Marco Travaglio: D'Alema ricattato da Berlusconi, non può fare il Presidente

  1. Sì a Giovanni Sartori, ma soprattutto io aggiungerei Tina Anselmi.

    Manca Napolitano nella lista… che invece, ora…

    😉

  2. si, anch’io per Tina Anselmi..sperando che la sinistra, a forza di accettare mediazioni, non finisca su..cirinipomicini

  3. Lorenza Carlassare… è stata la prima donna ad ottenere la cattedra in diritto costituzionale. Potrebbe essere la prima donna a ricoprire la presidenza della Repubblica…

    bell’articolo, Patty, molto molto illuminante… anche se, spesso, le illuminazioni sono assai dolorose!

  4. Una donna al Quirinale, perché no? Ai nomi fatti sotto mi piacerebbe aggiungere Bonino e Borsellino.

    Ciao Patt, m.

  5. Ame D’alema non piace ,credo che sia meglio Napolitano.Ciao alla prossima .

    🙂

    L’ESPLORATORE

  6. E questa volta non mi trovo daccordo sul reato prescritto.

    Si tratta di 20 milioni di lire prese non per se ma per un partito come la legge prevedeva e prevede e non erano prese a favore di se stesso. Siamo veramente difronte a niente. Per quanto riguarda la sua candidatura a presidente invece sono daccordo, non lo vorrei, mi sembra troppo. Ha anche perso le elezioni, ma dove siamo. Ciao!

  7. Geo anche a me piace l’Anselmi, ma i due gruppi hanno in mente altri candidati.

    Lino no, pomicino no :-).

    kappa_pera ti pare che figure nuove e importanti le prendono in considerazione? continuano a girare i soliti nomi.

    Momi le candidature rosa, sono tutte prestigiose, purtroppo rimarranno un sogno.

    Esploratore ciao, lo sapremo tra qualche giorno.

    Anna da quello che riporta l’articolo di Travaglio è il contrario, D’Alema ha preso i soldi per se e non li ha registrati come contributo al partito.
    D’Alema confessò di aver ricevuto denaro in nero da quel soggetto al termine di una cena nella di lui casa, senza registrarlo fra i contributi elettorali come prevedeva (e prevede) la legge. Insomma, confessò di aver commesso un reato.

  8. un bel presidente non dico senza macchia ma almeno senza aloni e possibilmente non schierato non c’è?

    su candidati tu!

  9. Nonostante non ho mai condiviso le posizioni del comunista Napolitano all’interno del PCI credo sia indubbiamente persona di maggior statura morale rispetto al D’Alema!!!

    Saluti

  10. Per quanto mi riguarda, spero che il pericolo D’Alema Presidente sia scongiurato.

    Baciotto*

  11. Edai che così cade,qurda come pende Massimo,ha mangiato ancora poco,e il centrodestra:Sta a guardare da una parte rosicando,credo che Napolitano è prossimo,ciao grande amico mio.

    🙂

    L’ESPLORATORE

  12. l’articolo è un minestrone di mezze notizie …dagospia fa questo ed altro e su commissione

  13. Non concordo.

    D’Alema è l’ultimo grande statista che l’Italia ha prodotto. Fanno fede le sue due ultime grandi rinunce (V. presidenza della camera, presidenza della repubblica)… Berlusconi, nelle stesse situazioni, non avrebbe fatto passi indietro per il bene dello stato, visto che il primo bene da curare è il suo….

    Dagospia, poi , è un ‘gossippista’ di bassa lega… perdonami… poco credibile come lettore politico…

    Ps: Se D’Alema fosse stato eletto presidente io avrei gioito… sono fra coloro che lo stimano molto, per quanto abbia fatto degli errori… ma chi è senza peccato, scagli la prima pietra… e, nella politica, di santi non ce n’è.

  14. momolina io? come faccio, sono sfacciatamente schierato :-).
    Oidualc penso che alla fine sceglieranno Napolitano, che sembra il meno inquinato.
    Grazia penso anche io che è scongiurato, così quelli della Cdl, si attaccano :-).
    Rea scherzi? con la riforma della Costituzione (se passa il referendum) l’età mirima richiesta per diventare Presidente della Repubblica sarà di 40 anni, adesso se non sbaglio è di 50 anni. Non dirmi che per diventare Presidente della Repubblica, ti sei alzata l’età :-).
    Lesploratore penso anche io che Napolitano sarà il nuovo Presidente della Repubblica.

  15. patty…perdonami…. ma non avevi capito che costoro minavano caldeggiando?? “timeo Danaos ut dona ferentes” -come diceva il buon Virgilio- “temo i Greci quando portano i doni “… e si trattava del cavallo di Troia!!!

    Beh…poi… è solo questione di opinioni e simpatie…

  16. Luc Ho capito sin dall’inizio il giochetto di Berlusconi e i suoi amici di merende. Inizialmente avevano proposto D’Alema, e hanno messo in campo tutto il loro apparato per farlo diventare Presidente (v. Giuliano Ferrara, quelli della Lega, ecc.). A questo punto, ho postato l’articolo di Travaglio, per mettere in guardia Prodii :-); per fortuna che non sono caduti nella trappola di Berlusconi e hanno votato Napolitano.
    Penso che a D’Alema, verrà dato un incarico di prestigio: Vice Premier, oppure Ministro degli Esteri.Anna proprio perché lo stimo, anche questa volta mi sono fidato di quello che ha scritto. Mi sono chiesto: come mai quelli della Cdl, vogliono a tutti i costi D’Alema? A me D’Alema ha fatto cadere le braccia quando ha avuto l’occasione di spazzare via Berlusconi e non l’ha fatto. Quel suo errore, ha dato forza a Berlusconi, e abbiamo visto quello che è riuscito a fare in tutti questi anni. Adesso Berlusconi voleva rimettere in sella il “suo amico D’Alema”, per fortuna non è riuscito nel suo intento.

  17. Raffaele e LuckyLuc

    Per la candidatura di D’Alema, ho solo citato come “fonte” Dagospia, che non esprime nessun parere, ma rha attirato la mia attenzione perché ha riportato nella pagina del suo sito il testo contro D’Alema che Marco Travaglio ha scritto per Micromega. Da Micromega che ho rintracciato in rete, ho prelevato un commento di Paolo Flores d’Arcais, che esprime un pensiero negativo sulla candidatura di D’Alema, pensiero che condivido in toto.

    Massimo D’Alema è il candidato di Giuliano Ferrara. Massimo D’Alema è il candidato di Vittorio Feltri. Massimo D’Alema è il candidato di Marcello Dell’Utri. Massimo D’Alema è il candidato di Piero Ostellino. Il candidato Massimo D’Alema piace moltissimo a Fedele Confalonieri. Paolo Guzzanti e don Gianni Baget Bozzo hanno manifestato parecchio apprezzamento per la candidatura di Massimo D’Alema.

    Non siamo forse di fronte a quegli indizi molteplici e convergenti, dai quali concludere che Massimo D’Alema è il candidato in pectore, il candidato occulto, il candidato VERO del cavalier Silvio Berlusconi?

    Il presidente della Repubblica è per definizione il garante anzi il CUSTODE della Costituzione. Di quale Costituzione può essere garante e custode chi aveva deciso di stravolgerla attraverso l’indecente inciucio della bicamerale?

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