L’Uruguay inizia l’esportazione di marijuana medica, la Germania è il primo cliente dell’UE

L’Uruguay già primo paese al mondo a legalizzare l’uso ricreativo della marijuana, ora mira ad andare oltre, diventando il primo in America Latina a esportarla per scopi medicinali.
E’ trascorso un anno per arrivare a questo punto, a Nueva Helvecia – 120 chilometri a ovest della capitale Montevideo – il primo raccolto è pronto per essere spedito all’estero.
I dipendenti dell’azienda americana Fotmer – l’unica attualmente autorizzata all’esportazione – tagliano ed essiccano le piante prima che siano esportate in Europa, Canada e Australia.
L’Uruguay da questo momento entra a far parte delle fila degli esportatori di marijuana medica dominati dal Regno Unito (secondo i dati delle Nazioni Unite del 2016 aveva conquistato più di due terzi del mercato).
I Paesi Bassi (16,4%) e l’Austria (8,7%) sono gli altri produttori principali, anche se un numero crescente di paesi sta investendo nella marijuana medica, che è legale in circa 30 paesi in tutto il mondo.
Jordan Lewis, 46 anni, americano, uno dei proprietari di Fotmer (si è trasferito in Uruguay per investire nell’industria della cannabis dopo la sua legalizzazione), ha detto:
«L’Uruguay è stato lungimirante, il mercato è in crescita, ritengo che questo paese dove la cannabis può essere acquistata nelle farmacie, potrebbe essere il leader».
Fotmer quest’anno mira a produrre sei tonnellate di marijuana medica, ma l’obiettivo finale è di raggiungere le 400 tonnellate l’anno, con un investimento di 15 milioni di dollari ha installato 18 serre in Uruguay su una superficie di 30.000 metri quadrati.

Rigorosamente disciplinato
Le piante possono crescere fino a due metri di altezza dopo di che i dipendenti come Santiago Bardanca, 33 anni, le potano e separano gambi e fiori in scatole colorate. Ha detto:
«Impieghiamo dai cinque ai dieci minuti per trattare una pianta. Fotmer utilizza 150 persone in alta stagione, quando le piante sono raccolte».
Il periodo intenso e stressante dura solo pochi giorni, i dipendenti lavorano a turni per garantire un’operatività di 24 ore. L’intero processo è strettamente regolamentato poiché i fiori e l’estratto che le piante producono sono per lo più destinati all’industria farmaceutica.
Jordan Lewis ha aggiunto:
«Approfittando delle leggi liberali dell’Uruguay, il nostro obiettivo è di diventare il principale fornitore di marijuana medica nel mondo».
Jordan Lewis partendo da 10 piante (attraverso la clonazione, ha ora 10.000 piante), ha colto l’opportunità offertagli dal paese sudamericano di gestire la propria attività commerciale trattando una pianta che ha studiato a lungo e il cui potenziale economico considera enorme.
Lo studio del 2017 della Grand View Research statunitense ha stimato che il mercato globale della marijuana medica potrebbe raggiungere i 55,8 miliardi di dollari entro il 2025.

Iper-paranoia
I fiori sono inviati in paesi come la Germania – una delle 21 nazioni dell’Unione Europea, dove la marijuana medica è legale – mentre altri componenti chimici sono utilizzati in rimedi specifici.
Ogni area nel processo di produzione è strettamente separata, per passare da una stanza all’altra, i dipendenti devono transitare attraverso un’area pressurizzata in cui le porte di collegamento possono essere aperte solo una alla volta.
I lavoratori quando si spostano tra le diverse aree di produzione, per ridurre il rischio di contaminazione, devono persino cambiare abiti, scarpe e maschere.
Asim Beg direttore scientifico di Fotmer ha detto:
«L’iper-paranoia è necessario perché questa marijuana medica è una medicina come qualsiasi altra medicina. Il processo produttivo prevede il taglio delle piante al momento giusto, lasciando poi i fiori ad asciugare per sei giorni e altri sei giorni per stabilizzarli, durante il quale i componenti chimici raggiungono il loro stato finale.
Ci vogliono poi due giorni per imballare il prodotto finale. L’intera vita della pianta è monitorata dalla piantagione alla vendita, è un requisito dell’industria farmaceutica».
Jordan Lewis in conclusione ha detto:
«Ogni pacchetto pesa circa tre chilogrammi, sarà venduto per un prezzo compreso tra 9.000 e 21.000 dollari sul mercato internazionale, dove i prezzi variano da 3 a 7 dollari il grammo. I primi pacchi saranno inviati in Germania, ammetto che è molto emozionante».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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